Enigmatico Escher

Palazzo Magnani, Reggio Emilia – fino al 23 marzo 2014. Mondi in tre dimensioni, fatti di salite che sono discese e pavimenti che sono anche soffitti, stimolano l’osservatore a perdersi piacevolmente in spazi che nella realtà non sarebbero mai possibili. Sua maestà Maurits Cornelis Escher in mostra a Reggio Emilia.

Maurits Cornelis Escher, Relatività, luglio 1953, litografia, 277x292 mm

Le terribili carceri di Piranesi e le incisioni di Dürer gettano le basi per il lavoro di Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, 1898 – Laren, 1972), collocandolo in linea con la storia dell’arte. Tra queste e le numerose opere dell’artista che vanno dal 1916 in poi, troviamo per le stanze di Palazzo Magnani anche tele di Severini, Depero e una tempera su carta di Balla, a motivare l’abbandono momentaneo della prospettiva in favore dell’appiattimento dinamico e  per vedute a volo d’uccello. Trascorsi gli anni, le incisioni diventano più complesse e la geometria, regolatrice di spazi e movimenti, accentua psichedelicamente le visioni escheriane risolvendo una dimostrazione di modernità. Come si evince dalle copertine di dischi, riviste e fumetti (per non parlare del video in cui Keith Haring esegue il murale Tuttomondo di Pisa), l’artista olandese non è stato solamente apprezzato dai matematici, ma ha esercitato fascino considerevole in varie direzioni.

L’enigma Escher - veduta della mostra presso Palazzo Magnani, Reggio Emilia 2013
L’enigma Escher – veduta della mostra presso Palazzo Magnani, Reggio Emilia 2013

Le numerose opere esposte, oltre alla commemorazione della grandezza e al lascito sulle generazioni seguenti, segnalano una creatività tentacolare insinuata in altri sistemi culturali, solo per consuetudine spicciola distanti dall’arte, dai quali assorbe linfa d’ immaginazione spaziale. Escher crea mondi in tre dimensioni in cui le salite sono discese, i pavimenti sono anche soffitti e stimola l’osservatore a perdersi piacevolmente in questi spazi che nella realtà non sarebbero mai possibili. In allestimento pannelli e oggetti danno molte informazioni, ma le citazioni a parete emanano suggestioni su una vita immaginifica al confine tra reale e illusorio. Proprio su questo confine la mostra racconta Maurits Cornelis Escher nel suo contesto culturale e sociale, analizzando attentamente il lavoro e il rapporto enigmatico con la matematica.

Domenico Russo

Reggio Emilia // fino al 23 marzo 2014
L’enigma Escher. Paradossi grafici tra arte e geometria
PALAZZO MAGNANI
Corso Garibaldi 29

0522 454437/444446
[email protected]
www.palazzomagnani.it

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Domenico Russo
Domenico Russo è laureato in Beni Artistici, Teatrali, Cinematografici e dei Nuovi Media presso l’Università di Parma. Ha collaborato con il Teatro Lenz e con la Fondazione Magnani Rocca. È impegnato come curatore in una ricerca che lo spinge alla continua scoperta dei linguaggi emergenti dell’arte contemporanea.