Arte concettuale da Guido Costa

Guido Costa Projects, Torino – fino al 15 febbraio 2014. Si può fare una retrospettiva in quattro opere? Nella galleria piemontese è possibile. E così Peter Friedl sintetizza un percorso che conduce dalla Storia al Soggetto.

Peter Friedl, The Dramatist, 2013, particolare

La ricerca di Peter Friedl (Oberneukirchen, 1960) è imperniata su certe questioni che, come le mattonelle di un pavimento, ne costituiscono la cifra: modulo, icona, copia; relazione tra il sé, gli affetti e la società; potere gerarchico, politica e estetica. Così, la concisa retrospettiva Dénouement riesce a cogliere il percorso artistico dell’autore in quattro sole opere: Rehousing, modellini di case dall’importanza storica, personale o sociale; Schneeglockchen, dove l’immagine dell’erbario curato dalla madre di Friedl durante la guerra scaglia una pietra in favore alla vita; The Dramatist, grosse marionette in cui la moglie di Gramsci, Henry Ford o il primo uomo nero psicoanalizzato rappresentano le dinamiche sociopolitiche del gioco di ruolo che è il teatrino del mondo. La mostra si conclude con la maschera mortuaria dell’artista, costituendo l’apice di un climax che va dal generale (la Storia) al particolare (il Soggetto-Artista).

Clara Rosenberg

Torino // fino al 15 febbraio 2014
Peter Friedl – Dénouement
GUIDO COSTA PROJECTS
Via Mazzini 24
011 8154113
[email protected]
www.guidocostaprojects.com

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Clara Rosenberg
Clara Sofia Rosenberg (Torino, 1990). Nel 2013/2014 studentessa all’ultimo anno della specialistica all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, si orienta verso la critica d’arte creando e sperimentando il blog CONUNDRUM, oltre a recensire alcune esposizioni di gallerie d’arte e musei torinesi. Laureatasi alla triennale con una tesi su Mike Kelley e la psicoanalisi, la sua indagine si sofferma su un’arte che guarda al rapporto tra inconscio e società con un interesse specifico verso opere plastiche e installazioni. Parallelamente all’approccio teorico, porta avanti una ricerca artistica producendo opere in polistirolo, paraffina e materiale organico affrontando le questioni del corpo, della relazione familiare, della cultura ebraica e del disagio del soggetto. Prima dell’Accademia di Belle Arti ha frequentato il liceo classico e la scuola ebraica di Torino.