Alfredino (Aceto) e la balena

Luce Gallery, Torino – fino al 25 gennaio 2014. Il giovane Alfredo Aceto mette in scena se stesso in una mostra che affronta il tema, ingombrante, dell’identità. Cominciando da una balena spiaggiata.

Alfredo Aceto, Untitled, 2013, Glazed Ceramic

A terra una balena narra l’Ego di Alfredo Aceto (Torino, 1991; vive a Torino e Losanna): il suo occhio è lo stesso dell’artista e ha come iride una galassia. Parabola secolare, dal riscatto di Giona all’attesa di Geppetto, il tema congiunge qui la concezione della vita eterna all’esalazione dell’ultimo respiro. La grossa carcassa stramazza in un suolo senza mare, mentre il suo piccolo occhio brilla di una forza inesauribile, come uno squalo di Hirst che si sia lanciato giù dalla teca nel titanico tentativo di liberare se stesso. Allo stesso modo, così, l’attitudine dell’artista alterna uno slancio irrefrenabile alla sorda caduta nel vuoto della rappresentazione. Indaga un Io che è proposta e limite di se stesso, incanalando desolazioni, energie e legami ossessivi in opere che trattengano, ma allo stesso tempo raccontino, la storia di un essere in divenire: un giovanissimo che si apre un passaggio per il mondo dell’arte.

Clara Rosenberg

Torino // fino al 25 gennaio 2014
Alfredo Aceto – Alfredino
LUCE GALLERY
Corso San Maurizio 25
011 8141011

[email protected]
www.lucegallery.com

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Clara Rosenberg
Clara Sofia Rosenberg (Torino, 1990). Nel 2013/2014 studentessa all’ultimo anno della specialistica all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, si orienta verso la critica d’arte creando e sperimentando il blog CONUNDRUM, oltre a recensire alcune esposizioni di gallerie d’arte e musei torinesi. Laureatasi alla triennale con una tesi su Mike Kelley e la psicoanalisi, la sua indagine si sofferma su un’arte che guarda al rapporto tra inconscio e società con un interesse specifico verso opere plastiche e installazioni. Parallelamente all’approccio teorico, porta avanti una ricerca artistica producendo opere in polistirolo, paraffina e materiale organico affrontando le questioni del corpo, della relazione familiare, della cultura ebraica e del disagio del soggetto. Prima dell’Accademia di Belle Arti ha frequentato il liceo classico e la scuola ebraica di Torino.
  • plateaincerta

    Alfredo Aceto (Torino, 1991; vive a Torino e Losanna), a soli 23 anni da aceto a vino pregiato !! Attenti alle contraffazioni!

    • Giorgio

      A me ha fatto venire l’acidità di stomaco, per la tristezza formale, il vuoto di contenuti che intravedo. Se sia contraffatto o no non saprei, mi basta il deleterio risultato nei miei confronti della critica che lo esalta a questo punto non so che pensare o cosa dire. Qui se si critica si passa solo per invidiosi ma in realtà la mia è proprio depressione iconografica.

      • Andrea Tosti

        Ho visitato la mostra la scorsa settimana. Credo che questo articolo non possa rappresentare la mostra. Vedo due fotografie di un fumetto che davvero fanno venire acidità di stomaco. Quel lavoro, da ciò che ho letto e visto, è stato realizzato insieme a Roberto Cuoghi ed è la traccia di anni di relazioni compulsive e ossessive dell’artista. Un lavoro che non può essere descritto in questo modo tramite due fotogrammi (sono più di 30 mi pare).

      • nationalart

        La parola contraffazione non si può riferire a pratiche artistiche per la stretta correlazione che vi è tra produttore e fruitore, importante differenza con altri mercati.

      • H

        Are you crazy? Did you saw the show?

  • S Balthusy

    I agree! I like this show hope to see one more in New York very soon!

  • ciccio

    Scusa plateaincerta, ma cosa intendi per Attenti alle contraffazioni? Pensi che l’artista sia troppo giovane per essere ritenuto valido?
    Dal tuo commento non si capisce

    • Sandra

      Ciccio bello, punto primo credo che sia giusto potersi esprimere liberamente e punto secondo non mi sembra che plateaincerta abbia criticato la mostra di torino.

      • ciccio

        Sandra cara guarda che non ero polemico, davvero non si capiva la sfumatura del commento.
        Mi sembra evidente che ognuno possa esprimere il proprio parere, grazie di averlo sottolineato…

  • Daniele Ci

    Bravo Alfredo!

  • nationalart

    In diversi anni di insegnamento in quattro scuole d’arte tra Londra e Parigi mi è spesso capitato di seguire giovani artisti italiani parecchio interessanti ma con un solo grande difetto ovvero quello di avere una scarsa conoscenza della storia dell’arte e un debole sguardo verso chi li ha preceduti. Ho fiducia in te Alfredo perché tu possa riportare alla contemporaneità un sentimento oggi difficile da ritrovare ovvero quello dell’introspezione.
    E poi Alfredo ha studiato all’ECAL, il nuovo Bauhaus come dice Hans-Ulrich Obrist!

  • Alex Gianotti

    @ nationalart e daniele ci, parenti di aceto?

  • nationalart

    Conosco Alfredo e quindi il messaggio può apparire schierato ma questa non era la mia intenzione. Insegno storia dell’arte da anni e sono (spero giustamente) felice di veder crescere artisti del mio paese e soprattutto vederli interagire in contesti internazionali. Dopo i vari Gabellone, Frosi, Favaretto… noi italiani non abbiamo praticamente più contribuito alla scena dell’arte e oggi vedere artisti come Stucchi, Kvas e alcuni altri credo sia un grande segno di incoraggiamento per il futuro.

    • mha

    • lino baldini

      “nationalart”, se non vuoi apparire schierato perché non ti firmi con nome e cognome!

      • Giulia

        Come si chiama Stucchi di nome?

  • Marc Koss

    Sebastian Black, Henrik Olai Kaarstein and Aceto together? Let’s have a good mix

  • La Nonni Genitori Foundation sovvenziona la scuola estera, senza rendersi conto che – già da anni- anche i migliori Master in Fine Arts, non portano a nulla. L’unica speranza è fare un manierismo davvero ottimo e trovare alcuni (pochi) curators che ti supportano. Diversamente la carriera di artista è del tutto insostenibile. Al di fuori della Nonni Genitori Foundation o di qualche secondo lavoro.

    Guardando le opere di Aceto siamo davanti all’ennesimo manierismo. In questo caso SMART RELATIVISM. Potrebbe essere una mostra di Monk o di altri 1000 artisti nazionali e internazionali: tante idee “intelligenti” (rispetto un dato sistema di gusto) e scollegate tra loro, tanto tutto può andare…

    La totale assenza di critica e, in italia, anche di pubblico, fa si che le opere siano fatte di una materia fatta di LUOGHI (dove avvengono le opere) e di PUBBLICHE RELAZIONI. Se immaginiamo che le pubbliche relazioni siano RAGGI tra punti, raggi di sole, ecco che abbiamo l’opera:

    …plays…
    una galleria di Varsavia
    2011
    http://whlr.blogspot.it/2011/12/blog-post.html

    Che è sostanzialmente un vuoto fatto di luogo e pubbliche relazioni. L’antidoto a questo vuoto apparente è:

    – sviluppare un contesto critico e divulgativo efficace

    – contribuire a formare il pubblico, avere divulgatori capaci.

    Dalla tensione critica tra ARTISTI, ESPERTI e PUBBLICO nasce la qualità che non è certo nelle nostre scuole d’arte. Spesso accademie capaci solo di alimentare la disoccupazione.

    • nationalart

      Mi fa piacere leggere la sua osservazione che mi permetto di considerare in un certo modo sconclusionata.
      Sconclusionata perché non fa distinzione tra la funzione sociale di una scuola d’arte (non si parla qui di Accademie, ormai defunte dopo il pensionamento di Garutti) e la sua funzione sulla crescita intellettuale dell’artista.
      Strutture come Städelschule, Otis, ecal o Cergy Pontoise permettono sia un’integrazione nel sistema professionale altro rispetto al lavoro d’artista sia una buona capacità di sviluppo delle proprie capacità.
      Le potrei fare alcuni esempi come Henrik Olai Kaarstein per la Städelschule, Cyprien Gaillard per l’ecal, Xavier Veilhan per Cergy Pontoise ma ne esistono molti altri. Certo è che se non si riesce ad apprezzare né si vuole teorizzare sull’opera d’arte nell’epoca della sua massima frammentazione estetico-intellettuale, in questo caso conviene indirizzarsi verso epoche precedenti.
      Spesso si sente parlare molto male di artisti quali appunto Xavier Veilhan o Pierre Huygues per considerare la Francia che conosco meglio, accusando di bluff o di vuoto. E poi si inizia a dire che per essere artisti è sufficiente avere un buon giro di relazioni. Maestri indiscutibili come Gino De Dominicis hanno fatto di questo tema il loro lavoro senza che questo possa essere visto con malizia, magari con invidia, mai con sospetto.
      Senza impelagarci in discorsi noiosi, supportiamo i nostri giovani e non imponiamo su di loro valori che provengono da altre epoche.
      Le consiglio un comportamento che tanto mi ha aiutato in questi anni ovvero dai giovani si impara.
      Buona serata

      • Il mio discorso era generale, le scuole sono opportunità mancate…e se formano artisti come Gaillard, meglio chiuderle. Questi sono artigiani dell’arte contemporanea, artigiani del 900. benissimo, nessuna critica a loro, basta esserne consapevoli.

        No. I giovani vanno stimolati e criticati in mondo costruttivo. Diversamente si diventa una matrigna che ucciderà i suoi figli.

        Sostenere Aceto perchè ha fatto l’ecal, senza guardare criticamente un lavoro così manierista e stereotipato è male. Prima di tutto per Aceto stesso.

        • nationalart

          Ma si potrebbe anche discuterne approfonditamente. Ma se si inizia con il sostenere che sono tutti cretini allora e meglio finirla qui. Lei crede che Cyprien Gaillard abbia vinto il Prix Marcel Duchamps per via dei bicchieri di champagne bevuti con l’uno e con l’altro? Ma poi detto da lei, lei che ha fatto “Luca Rossi da Gagosian”? Ma la prego. Stia nel suo e lasci coloro che studiano, riflettono e lavorano con una certa introspezione fare il loro dovere.

          • Riflettono e lavorano con con introspezione? Ma cosa vuol dire?

            Gaillard ha fatto una mostra a Milano che ha richiesto tutte le capacità di Gioni per essere presentabile…ricordo teche come razzi spaziali, per presentare quattro polaroid scattate a caso su ruderi vari…

            Non mi stupisce che abbia vinto il Premio Duchamp, perchè è un ottimo esempio di Giovane Indiana Jones, suggerisco questo articolo per essere più INTROSPETTIVI:

            http://www.artribune.com/2012/11/giovani-indiana-jones/

    • antonio

      sempre la solita solfa
      nonni genitori foundation
      giovani indiana jones
      ikea evoluta
      qualche spunto del suo inutile blog sempre fermo
      foto di “opere” parola grossa

      • nationalart

        Ecco bravo Antonio. Questo blog è una fuffa. Il signore ha già la sua piattaforma sulla quale può mandare a quel paese l’intero mondo eppure deve portare anche qui le sue idee retrograde. Indiana Jones, Gaillard è un coglione. Aspettiamo i suoi risultati allora.

        • Mai offeso nessuno. Gaillard è una sorta di archeologo fai da te…come lo sono il 95% dei giovani artisti attuali.

          Vedo che sapete offendere ma non argomentare.

  • nationalart

    Mi permetto un’ultima considerazione riguardo ai suoi commenti sul lavoro di Andrea Kvas. Mi ero forse dimenticato di citare Andrea tra gli artisti italiani (purtroppo pochi) di cui è assolutamente opportuno andar fieri. Ma non di certo per una questione di mode o di giri di conoscenze come lei crede bensì per la valenza che questo lavoro ha oggi nel contesto che viviamo.
    Non mi metterò a raccontare il lavoro di Andrea qui, ma le consiglio vivamente di contattarlo o di scrivere alla galleria di Jennifer Chert. Sono tutte persone molto educate che sicuramente accetteranno di accompagnarla verso il mondo dell’arte. Ne uscirà entusiasta.

      • pneumatici michelin

        Caro Nationalart

        il suo ragionamento è una seguenza di affermazioni indimostrate e non argomentate:
        in cosa consisterebbe il valore dell’artista in questione?
        Me lo spieghi perchè io non lo conosco bene non sono riuscito a farmi un’idea: il fatto che lei mi dica che bisogna andar fieri di lui non vuol dire nulla .
        Inoltre lei può pure indicarmi la galleria di riferimento ma pure questo è ininfluente: si direbbe che lei non è in grado di argomentare nulla e ha bisogno della mamma: provi a spiegarsi con parole povere e in corretto italiano, grazie.

  • Sembra il figlio di De Kooning che ha fatto un dispetto al padre o che vuole stare dal lato dei bottoni…”fate e vedete quello che volete”

    De Kooning: http://www.michaelcrossgallery.com/jack_and_bill_large.jpg

    Per favore…

    • mido

      Ah perché, ora hai pure la capacità di analizzare la pittura? Per di più quando si trova impossibilitata all’analisi visto che è accartocciata.
      Bravo!
      Non lo capisci che quelli sono lavori che prendono in giro e complicano la documentazuone fotografica?

      • Per complicare la documentazione bisognerebbe NON fotografare le opere. Ma ci vuole rigore e coraggio. Diversamente stiamo giocando con la pittura astratta…appunto come Giovani Indiana Jones, giovane archeologi che recuperano la tela di Pollock/De Kooning e la mettono come vogliono…un giochinio spuntato.

        Sembra il figlio di De Kooning che ha fatto un dispetto al padre o che vuole stare dal lato dei bottoni…”fate e vedete quello che volete”…questo relativismo è assordante, un’operazione nostalgia che sottolinea l’arrendevolezza e la fragilità delle nuove generazioni in un paese per vecchi.

        De Kooning: http://www.michaelcrossgallery.com/jack_and_bill_large.jpg

        • mido

          Ma cosa dici???
          Non è con una negaxione che rimuovi il problema, è accettandone i limiti e integrandoli!
          Sei poco elastico caro mio, il tuo nuovo slogan fa acqua.
          Dal link della galleria che hai mandato tu ho letto che quelle tele sono dipinte su entrambi i lati, capisci che risulta “complicato” documentarle?
          E poi noi tutti impariamo dai nostri predecessori, non è un male e non andiamo da nessuna parte senza radici

          • Infatti la mia critica non è così totale come credete. Sto solo dicendo che Kvas da giovane archeologo recupera e rielabora gli anni 50. L’afflosciare la tela mi sembra un tentativo di uscire dai limiti della cornice, quando invece la forza delle pittura è il mantenimento di questi limiti. Il limite libera e spinge a fare meglio. Esattamente come il binario, è un vincolo che da al treno la libertà di arrivare in un dato punto. Il treno senza limite-binario non potrebbe andare da nessuna parte. Sarebbe una finta libertà.

            Altri dettagli della mostra e il comunicato, depongono per una certo grado di pretenziosità: si vorrebbe scoprire l’acqua calda, quando l’acqua calda è già stata scoperta. Non dico che sia sbagliato, ma dico che le giovani generazioni sprecano sistematicamente opportunità. E tali opportunità vengono concesse solo a chi le spreca e a chi fa il compitino come va fatto. Proprio per non nuocere ad una crescita critica.

      • pneumatici michelin

        Signor Mido , mi spieghi perchè bisogna “prendere in giro e complicare la documentazione fotografica” ? e perchè questo dovrebbe essere un pregio?
        qualsiasi dipinto di una certa complessità esecutiva è comunque irriproducibile fedelmente a meno che non si usai una replica 1:1.
        quindi quest’artista farebbe una cosa che in ogni caso la pittura ha sempre fatto da quando è nata la fotografia!
        Mi spieghi quindi in cosa consiste il suo valore perchè io sinceramente non lo capisco.

        • Michel Rollier

          Chèr Monsieur,

          En tant que ceo de Michelin France, je vous demande d’utiliser un autre pseudonyme pour votre discussion sur des blogs.

          Très cordialement

          M. R

          • pneumatici michelin

            mi scusi non capisco il francese potrebbe spiegarsi meglio e dimostrare la sua identità?

        • H

          Never explain, Never complain, Never apologize. Ever!

  • Seb

    Alfredo!!! Alfredo!!! :-)

    • Seb

      awesome work! See u in New York soon

  • Florens

    Those works are really really interesting. Hope to see them soon in NYC.

    • pneumatici michelin

      Caro Florens
      spiega perchè questi lavori dovrebbero essere esposti a NY

  • G Monti

    Non ci sono immagini della balena qui. Peccato! Bel lavoro. Si sente una distanza critica dalle forme tradizionali tal volta adottate per poi essere distrutte!

    • “L’originalità di un’opera d’arte è sempre proporzionale all’ignoranza di chi la guarda”

      @ G Monti, non hai mai sentito parlare di Balena Project di Claudia Losi?

  • Francesco Annarumma

    Alfredo è un buon artista, di ottima prospettiva futura e non è un caso che l’ho già esposto in galleria nel 2011 in una collettiva insieme a gente come Trisha Baga, David Ostrowski, Ben Schumacher, Aaron Angel ecc..

    Invece di critiche livorose merita solo incoraggiamenti.

    • Francesco, come puoi dire certe cose?

      Aceto sviluppa l’ennesimo esempio di manierismo mainstream, totalmente spuntato, prevedibile e rassicurante. Un’ incrocio tra smart relativism (tante idee a caso) e ikea evoluta.

      Penso che gli esperti abbiano il dovere di rilevare questo, soprattutto per il bene di Aceto. Aceto propone uno STANDARD internazionale, la Galleria è gestita per metà dalla Monica De Cardenas, e tutti hanno l’appoggio di Obrist…e il gioco è fatto….se fa una mostra di Sputi dalla Cardenas e Obrist sostiene Aceto diventa cool…ma per tre giorni perchè nel mondo ci sono altri 1000 artisti UGUALI.

      5% STANDARD (fattibile in 30 secondi)

      95% PUBBLICHE RELAZIONI

      la balena, il fumetto dove lui entra, la placca giocosa con cui saluta il sistema dell’arte, la foto dove c’è lui intento a presentare il portofolio….

      Queste sono grandi prese in giro da dare in pasto al collezionismo. E la prima vittima è Aceto che si troverà spaesato a 40 anni…perchè da anni non funzionano più neanche i migliori master in Fine Arts (potrei citare pubblicazioni su questo).

      Per le soluzione leggete Whitehouse.

    • pneumatici michelin

      Egregio Francesco Annarumma,

      il suo ragionamento suona come una semplice sequenza di affermazioni indimostrate e non argomentate:in cosa consisterebbe il valore dell’artista in questione?
      Me lo spieghi perchè io non lo conosco bene non sono riuscito a farmi un’idea: il fatto
      Il fatto che abbia esposto da lei noin è sufficente, che lei lo ritenga un artista da incoraggiare non vuol dire nulla .
      Lei può dirigere anche la Nasa ma pure questo è influente: si spieghi con parole povere e in corretto italiano, grazie.

  • Bravo Alfredo, mangiamoci una pizza presto!
    Alla grande!!!

  • Sergio Renzi

    Credo che le critiche mosse da Whitehouse, viste da un’altro punto di vista, siano esattamente le caratteristiche che rendono il lavoro di Aceto diverso da quei 1000 artisti standard. Non una ricerca formale verso il “cool” ma una direzione ossessiva.
    Sperso a 40 anni, credo lo sia già adesso. Non strategico né calcolato ma semplicemente malato. Malato come lo era De Dominicis, malato come Roberto Cuoghi. Un ragazzino che a 16 anni parte a vivere in Alaska per guarire da un’ossessione per Sophie Calle, mi scuso, ma credo sia molto più autentico di ciò che dici tu Whitehouse che a quell’eta probabilmente stavi come me al bar a parlare di calcio. C’è vera malattia e vera ossessione.

    • Spesso l’arte viene vissuta come una terapia medica, e va benissimo. Ma la malattina e ossessione Aceto la sta vivendo rifugandosi in un clichè e stereotipo rassicurante. I giovani dovrebbero uccidere i padri, per poter crescere. Lui non lo sta facendo. Le opere discendono dai soliti modi, che vediamo in 1000 biennali sparse per il mondo.

      Ogni luogo è internazionale, e andare in Alaska depone spesso per un certo provincialismo. O per la voglia di scappare dalle radici. Spesso finanziati dalla Nonni genitori Foundation.

      La verità è che un certo ruolo di artista è moda in partenza. Rispetto a quello che Agamben definice CONTEMPORANEO, contrapponendolo alla MODA. Questi giovani sono deboli e si rifugiano in un modo e in una retorica capaci di farli accettare. Non c’è rottura, non c’è tentativo di spostare il paradigma.

      • Sergio Renzi

        Vede, nell’attuale situazione culturale quanto meno europea, l’artista è meno preoccupato di considerare l’ossessione per l’infanzia come una totalità poetica, un altro mondo virtuale, meraviglioso o inaccessibile come un paradiso perduto piuttosto che di vederne delle forme di parentela o di tacite complicità con il proprio ego.
        Ed è proprio in questo preciso contesto che l’artista ritorna ad essere produttore e autore del proprio mondo, trasformando il processo di modellizzazione dell’immagine e delle forme. Tutto ciò fonda le sue basi sulla questione dell’autonomia, quella dell’opera come quella del proprio autore. E sia Aceto che Kvas ne sono due esempi opposti ma con dei lavori in grado di portarci all’attualità di questo pensiero.
        Pensiero che riassumiamo qui in pochi versi ma che ci porta poi alle questioni sull’arte e la sociologia di Bourdieu piuttosto che ad alcuni preziosi scritti di Dan Grahm.

        • Pneumatici michelin

          Sergio renzi ho la netta impressione che lei
          non abbia affatto letto Bordieu. Mi dica quali
          libro di Bordieu ha letto e come si relazionano
          con l’autore in questione.

  • Sergio Renzi

    Mi potrebbe quindi elencare 10 artisti sotto i 40 anni che lei reputa dei Grandi Artisti?

    • Ce ne sono solo due che io sappia e uno è Tino Sehgal.

      • sergio Renzi

        Ma diamine! Tu sei fulminato. Perché passi tutto questo tempo qui a scrivere. Se mi dai il tuo indirizzo postale di mando un libro su Sehgal così ti plachi. Se ti piace solo lui non seccare il resto dell’umanità con i tuoi pensieri retrogradi!

        • Non sai neanche di cosa stiamo parlando: penso tu faccia fatica a trovare un libro su Sehgal….mentre puoi visitare questo sito: http://housewhite1.wix.com/whitehouse

          Argomenta “pensieri retrogradi”? Perchè stiamo parlando di una mostra che potrebbe essere stata fatta 10 anni fà da Monk o Gadner…ma probabilmente in modo più maturo e consapevole. Ma sono pronto a ricredermi…

          • sergio Renzi

            Non credo nessuno sia interessato a farti ricredere. Trovo interessante il tuo modo di far pubblicità al tuo blog tramite tutti questi commenti.
            E stiamo tutti al gioco. Fai pubblicità a te stesso, ad Aceto e rendi ciò che critichi ancor più indistruttibile. Ma immagini tu sia consapevole e che questo sia il tuo obbiettivo.
            Non risponderò più, non per cattiveria, ma perché a differenza tua ho anche un lavoro.

  • H

    As director of a few institutions and museums, I’m able to write a book about Aceto’s philosophy. That’s enough for me especially if I consider him as an Italian artist. It’s almost 5-7 years that I don’t see any artist in Italy (Cuoghi is the only exception but he’s not young anymore). Please, enjoy this young obsessed artist!

    H.

  • English below:

    Nella mostra di Aceto non emerge alcuna ossessione. Tutto è sereno e calmo.

    Take a look: http://www.lucegallery.com/current/Alfredo-Aceto/works/ca_13071.html

    Forse l’ossessione di diventare Cattelan. Le consiglio di stare meno chiuso in istituzioni e musei, e USCIRE per vedere le vere ossessioni della contemporaneità. Che hanno una particolarità: MOLTE NON SI VEDONO.

    Luca Rossi

    ENG:

    The Aceto’s exhibition shows no obsession. Everything is peaceful and calm.
    Perhaps the obsession to become Cattelan. I suggest you spend less time in closed institutions and museums, and see the true obsessions of contemporary life. They have a special feature: MANY ARE WELL HIDDEN.

    Luca Rossi

  • H

    Thanks Luca for answering. I think you have a really obsolete point of you. And if I correctly understand what’s written above, you think that Tino is the only artist considerable as a good one.
    It should be atrocious to spend all this time talking about Aceto if you hate what he does. Poor Luca.
    But don’t worry, a few month ago I did a very long interview with Tino Sehgal. I think he’s a wonderful artist too.
    I suggest you to stay home and read about Tino Sehgal. Maybe you’re not interested in art but you like especially this amazing artist. In this case, don’t look at blogs or stuff like that, just focus on Tino’s work!

    • pneumatici michelin

      Caro director of few Institution and museums,
      il suo ragionamento è una seguenza di affermazioni indimostrate e non argomentate:
      in cosa consisterebbe il valore dell’artista in questione?
      Me lo spieghi perchè io non lo conosco bene non sono riuscito a farmi un’idea: il fatto
      che lei lo ritenga coraggioso non vuol dire nulla .
      Inoltre lei può dirigere anche la Nasa ma pure questo è influente: si spieghi con parole povere e in corretto italiano, grazie.

  • nationalart

    Evviva il ritorno all’artigianato! Lei è un pazzo fascista!

    • Che carino che sei nationalart..ahahahah c’era una canzone che diceva : “la verità fa male lo so….”

  • Io non voglio nè fare pubblicità a me nè distruggere Aceto…solo in italia la critica argomentata viene vista come distruzione dell’altro….questo ormai da 5 anni…

    Se cerchi la malattia e le ossessione vai in un ospedale, a fa un giro tra India e Africa..li trovi malati veri. Non vedo il motivo di creare questi feticci-opere sul fatto che Aceto sia un fan della Calle, ma soprattutto metterli in vendita per migliaia di euro….

  • sergio Renzi

    Cosa pensa del lavoro di Davide Stucchi, altro Italiano che seguo con molta attenzione?

    • Ho visto la mostra di Davide a Roma, nel bar. Mi piace l’idea di essere intervenuto in un luogo di dialogo e di confronto. Peccato che questo confronto non fosse possibile perchè erano tutti amicissimi, elegantissimi, facevano aperitivo ed erano vestiti in modo cool. Benissimo, ma non stiamo più parlando di arte. O forse sì, ma gli anni 90 con Taravinija sono passati.

      Davide Stucchi è l’ennesimo Giovane Indiana Jones che propone un’archeologia della sua infanzia. E quindi, come anche Aceto, scivola nell’intimismo, creando una sorta di immaginario barriera con lo spettatore. L’artista oggi NON deve giocare su immaginari e citazioni ma su MODI. Io le consiglio di seguire Luca Rossi, poi faccia come vuole.

      • Alex

        Luca Rossi? Ah ah sponsorizzato dal blog foundation

  • Aceto sviluppa l’ennesimo esempio di manierismo mainstream, totalmente spuntato, prevedibile e rassicurante. Un’ incrocio tra smart relativism (tante idee a caso) e ikea evoluta. Il tema è la sua ossessione per Sophie Calle (tralascerei il filone giovane con donna matura) formalizzato in tanti feticci opere, aiutato da Roberto Cuoghi. Loro sono malati e ossessivi…ma il mondo nè è pieno negli opsedali, ma anche solo in paesi come l’Africa e l’india. Perchè formalizzare questi feticci opere che discendono da una malattia ( a loro dire) e venderli per migliaia di euro alla Luce Gallery di Milano?????

    Penso che gli esperti abbiano il dovere di rilevare questo, soprattutto per il bene di Aceto. Aceto propone uno STANDARD internazionale, la Galleria è gestita per metà dalla Monica De Cardenas, e tutti hanno-avranno l’appoggio di Obrist…e il gioco è fatto….se si organizza una mostra di sputi dalla Cardenas e Obrist sostiene Aceto (che ha un ossessione per lo spunto, faccio un esempio) la mostra diventa cool…ma per solo tre giorni, perchè nel mondo ci sono altri 1000 artisti UGUALI.

    5% STANDARD (fattibile in 30 secondi)

    95% PUBBLICHE RELAZIONI

    la balena, il fumetto dove lui entra, la placca giocosa con cui saluta il sistema dell’arte, la foto dove c’è lui intento a presentare il portofolio….

    Queste sono grandi prese in giro da dare in pasto al collezionismo. E la prima vittima è Aceto che si troverà spaesato a 40 anni…perchè da anni non funzionano più neanche i migliori master in Fine Arts (potrei citare pubblicazioni su questo).

    Il giovane artista oggi deve spostare il paradigma, diversamente è un buon artigiano dell’arte contemporanea.

    • sergio Renzi

      Questo lo aveva già scritto sopra. Cosa fai intasi il blog con lo stesso messaggio? Ti ho chiesto cosa pensi del lavoro di Davide Stucchi!

      • ho risposto…non è lo stesso commento ,l’ho elaborato…uso i commenti in modo dinamico :)

        • sergio Renzi

          Non mi pare, continui a parlare di Aceto. Volevo il tuo parere su Stucchi

  • sergio Renzi

    Tu sei un matto!

    • Perchè? Mi sembra che Stucchi in quella mostra facesse proprio quello che scrivo…ma le chiedo di argomentare la sua visione delle cose…potrei sbagliarmi…

  • sergio Renzi

    Ma se uno ci riesce a farvi incazzare è meglio di tanti altri!

    • io sono molto tranquillo, l’unico incazzato sei tu Sergio, che semmai c’hai perso anche del denaro…auguri collezionista :)

      Ma ti chiedo sempre di argomentare il tuo “mi piace” per Aceto e Stucchi. Dai, voglio ricredermi!

      • sergio Renzi

        Argomenteranno altri, più avanti. Non ti preoccupare

  • Francamente non so se anche in questo caso, oltre alla De Cardenas e Obrist ci sia di mezzo anche la Nonni Genitori Foundation. Ma questo sarebbe solo un bene visto che in italia non c’è alcun riconoscimento per la giovane arte, oltre a sporadici premi di ultima categoria.

    Triste è che la Nonni Genitori Foundation non distribuisce risorse in base al merito ma in base al vincolo di parentela, questo è un male per la crescita di un paese. Ichino ha scritto un bel libro su come l’idea di famiglia limiti la crescita (vedi anche il caso di Tosatti nella famiglia di Artribune).

  • nationalart

    Nonni Genitori Foundation. Ma lei non sa nulla. Se ha tutto questo tempo da perdere di certo non è un poveretto.

    • si chiama multitasking :)

      Nonni Genitori Foundation eccome. E’ la Fondazione che sta mantenendo, e condannado alla stesso tempo, questo paese. Gestita da coloro che 40 anni fà hanno contribuito a formare questo sistema.

      • nationalart

        Gli stessi che quando “facevi l’artista” hanno poi smesso di cagarti relegandoti dietro ad uno schermo come un portinaio da condominio?

        • Qui nel mio ufficio da portinaio c’è un mondo. Altro che l’Alaska!

  • Giulia

    Rileggendo i tanti commenti penso: qualcosa da dire allora c’è! E credo che a oggi non sia da sottovalutare! Che ne dite?

    • Le opere di Aceto sono l’esempio su cui si fa sponda per parlare più in generale del valore dell’opera e del ruolo di artista oggi. Ahimè il numero di commenti da solo non è garanzia di qualità.

      Siamo davanti a tanti giovani che le studiano tutte per diventare come Hirst, Sehgal, Kounellis 2.0…mentre il giovane dovrebbe uccidere e superare il padre. Spostare il paradigma. L’arte è una grande opportunità perchè presiede ad ogni altro ambito, mente questi giovani stanno sprecando opportunità. Ma loro sono le vittime. Il problema è un sistema e un modo di fare intorno fatto da curatori che sono in realtà super artisti, da galleristi che vogliono monetizzare subito (e quindi vogliono il piccolo nuovo Cattela), da collezionisti che non ragionano, ecc ecc

      Mancano divulgatori capaci e critici capaci. Costoro vanno a stimolare e formare il pubblico.

      E quindi manca un pubblico vero e appassionato che riesca a vedere le opere per quello che sono. Proprio perchè l’arte è un grande allenamente per vedere ogni altra cosa. Per fare ogni altra cosa.

      • Giulia

        Quindi alla fine mi hai dato in un certo senso ragione?

  • @Placentia Arte: Farei un passo ancora ancora indietro, mettere una balena iper realista equivale a percorrere i codici di Duane Hanson nato nel 1925, con un occhio a Cattelan (piglio anni 90) e una spruzzatina neo neo concettuale di Monk e Gadner…

    Ripeto: oggi resiste la figura dell’artista debole che deve solo proporre uno standard decente (artigiano, senza offese) che poi sarà caricato di valore dalle pubbliche relazioni e dai luoghi giusti. Il problema è che così facendo il giochino NON FUNZIONA più. Perchè se si fa per 1000 artisti nel mondo, questi 1000 saranno allo stesso livello e quindi non sarà più possibile creare la STELLA.

    ROSELLA BISCOTTI negli ultimi anni ha fatto un percorso di mostre straordinario con un lavoro da Arte Povera 2.0 o caricato spesso da citazioni vintage e retoriche (Processo anni 70, ecc ecc). Ma oggi è una fra tante, totalmente mimetizzata nella massa.

    L’artista oggi deve spostare un paradigma, ma ci vuole coraggio e capacità, perchè il coltello lo tengono dalla parte del manico i CURATORS (detti anche super artisti).

  • bruna

    Ci vuole talento, non altro – stiamo parlando di ARTE VISIVA
    se non ce l’hai puoi fare tutte le scalate che vuoi ma poi in un attimo SPARISCI

    E bada che non parlo di talento in senso cosmetico!

    Anche quello di Duchamp è talento!

    Il resto (i nonni foundation i dibattiti sul ruolo dell’artista i workshop e tutte le cose che tiri in ballo) è sociologia

    • Ogni disciplina e ambito è anche arte visiva. Un dottore deve vedere, un muratore deve vedere, una persona che che conosce un possibile partner deve vedere….se un esperto vede le opere di Aceto avrebbe il dovere di dire che sta semplicemente copiando modi e atteggiamenti già percorsi..in questo non c’è NULLA DI MALE. Però:

      – i prezzi devono essere molto bassi

      – il fatto che aceto sia una sorta di artigiano dell’arte contemporanea andrebbe argomentato

      – stiamo sprecando opportunità preziose

  • bruna

    E’ un falso problema tanto poi gli scarsi spariscono

  • Reel

    Gli unici passi avanti dell’arte italiana vengono dall’immagine in movimento ( ad esempio Michelangelo Frammartino al Moma nel 2012) Pensate a tutti gli artisti che con il documentario d’arte ( il genere più forte) si stanno posizionando nei festival e nelle manifestazione d’arte internazionali.

  • Pneumatici michelin

    Insomma nessuno che sappia spiegarmi in parole
    povere perché questo Aceto ha fatto una mostra interessante
    e perché il suo lavoro sarebbe valido.
    É vero che é andato in Alaska per una delusione d’amore?
    Ma perché a me divrebbe fregare qualcosa?
    O perché a voi importa tanto?
    E la balena l’ha pescata in Alaska?
    Perché non l’ha disegnata anche nel fumetto?
    E perché il fumetto é disegnato da cani, perché
    l’ha disegnato la balena? Perché allora non leggersi
    Melville o un fumetto decente?
    Ma davvero state parlando di tutto questo seriamente?
    Le mie sono domande, beninteso : sono disposto
    a stare a sentirvi, coraggio : di tutti gli interventi
    degli estimatori di questa mostra non é venuto
    Fuori niente di simile ad un ‘analisi esplicativa
    decente: considerato che hanno parlato anche
    Dei galleristi c’é davvero da preoccuparsi se si é
    Vostri clienti!

    • Edoardo Nastri

      Vada a visitare la mostra e poi riparleremo. Mio caro, le critiche non servono a nulla quando frutto di pazzia. La prego, smetta di comportarsi come un paziente di una clinica psichiatrica.

      • Edoardo Nastri

        Colleziono Aceto e lei non capisce nulla!

        • Edoardo Nastri, le chiedo di argomentare per quale motivo ritiene di valore le opere di Aceto.

          Qui possiamo vedere la mostra:
          http://www.lucegallery.com/current/Alfredo-Aceto/works/ca_13071.html

          Io penso che lei sia come quei risparmiatori Pamalat che hanno investito in titoli gonfiati di valore arbitrariamente. Ma a differenza del risparmiatore Parmalat non lei non protesta per due motivi:

          – non vuole perdere in status

          – ha paura di non poter più rivendere le opere

          – si è fatto abbindolare

          Aceto propone semplicemente uno standard progettato riproducendo modi e concetti anni 90. Aceto è un DJ dei DJ, una copia della copia. Una forma di artigianato, che non può costare molto di più dei costi di produzione. In questo non c’è nulla di male.

          (l’artista che entra nel fumetto-storia, l’iper realismo della balena, la fotografia di meta-arte).

          Le pubbliche relazioni che lo sostengono caricano arbitrariamente di valore le opere (mi dicono De Cardenas e Obrist). Ma anche questo giochino non funziona più, perchè lo fanno per centinaia di artisti senza saper argomentare le differenze…e quindi il pubblico come il collezionismo non abboccano più come una volta…

          Per non parlare del rendere la sua ossessione per la Calle una sorta di feticcio che poi viene venduto a caro prezzo. C’è qualcosa di subdolo.

          Queste operazioni minano pesantemente il mercato di basso e medio livello, mettendo tutti in difficoltà. Aceto mi sembra quello che era Chiasera nel 2000. Minini vendeva la Beecroft inserendo Chiasera nelle trattative (“Dai, già che ci sei prendi anche Paolino!”)…vorrei parlare oggi con i collezionisti che hanno acquistato Chiasera 10 anni fà…

          Vorrei che qualcuno argomentasse il valore delle opere di Aceto. Grazie

          Luca Rossi

          • Zéro

            L’arte non si argomenta, si sente! E una questione di sensibilita! Se non sapete cogliere rimanete Li! Noi lavoriamo

        • Pneumatici michelin

          Edoardo nastri perché mi offende? Io stesso
          ho detto che non ci capisco niente! Ma sono
          sicuro che se lei mi dá una spiegazione la
          potreii capire . Se lei mi dice che lei é il
          collezionista che ha comprato opere di questo
          artista e dando per acquisito che non sia lei
          ad avere dei disturbi mentali, lei non mi spiega nulla
          Riguardo alke opere in questione!
          posso infatti solo capire, presuponendo che lei sia davvero
          un collezionista, che possa sentirsi attaccato nelle
          sue personalissime credenze , ma non riesco
          a capire allora perché lei non prova a
          spiegarmi con parole proprie perché ritiene queste
          opere cosí valide.
          Continuo a sentire sempre le stesse frasi che
          Non argomentano nulla ma invocano
          continuamente un’autoritá esterna: fantomatici
          curatori , collezionisti , galleristi che pure loro, ammesso
          che siano loro a scrivere, argomentano
          Al modo di “cosi é, fidatevi di me”: tutto questo non
          Indica certo un buono stato delle vostre condizioni mentali.

  • reel

    Gli unici artisti italiani che ce la stanno facendo all’estero lavorano con l’immagine in movimento.

    Ci sono artisti che lavorano con il documentario d’arte (unico genere in cui siamo forti) che sono presenti nei festival più importanti e nelle maggiori manifestazioni d’arte internazionali.

    Il resto non esce dai confini.

    • Cosa intendi per documentario d’arte? Yuri Ancarani per esempio?

  • Pneumatici michelin

    mancando qualsiasi risposta ad una richiesta di chiarimenti
    O di un’argomentazione piú articolata e aderente all’opera ,
    si ha l’impressione di avere a che fare con un circolo vizioso
    molto ristretto: quanti di quelli che difendono ma non motivano
    quest’opera sono la stessa persona, che difende ma non motiva?
    O questo atteggiamento é lo stesso in più di una persona ?
    Nel secondo caso si tratterebbe di gregge o pecore al pascolo.
    Toc toc dai apritemi quella porta vi ho portato la merendina! :))

    • Andrea Tosti

      Ma lei si risponda da solo. Se non le piace il lavoro ne guardi un altro. In ogni caso non è certo lei a sanzionare chi ha diritto di esistere e chi no. Ognuno è libero dei propri gusti ma nessuno è autorizzato a giudicare quelli altrui. Se noi (ovvero il sottoscritto, Hans Ulrich Obrist che crede molto nel giovane Aceto, Simon Castets, Monica, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Miuccia Prada e chi altro ancora) abbiamo intenzione di coltivare questo interesse, la prego, di concederci di coltivare i nostri interessi. Rispettiamo i vostri, rispettate i nostri. Con questo mi auguro che quest’infinita discussione termini qui. Ma non perché considero che siete in torto sul ragionamento, anzi, capisco le vostre posizioni. Ma non trovo intelligente il fatto che vogliate spiegazioni. Qualunque spiegazione non vi sarebbe sufficiente poiché si tratta solo di un show off di idee personali. Ognuno tenga le proprie e tutti buoni amici. Non sentiamoci responsabili di qualche cosa tale da scatenarci qui su artribune (blog letto dal 5 % del mondo dell’arte e commentato dal 1% dei looser di questo mondo in cui mi ci metto pure io). Buona notte a tutti

      • Pneumatici michelin

        Andrea Tosti , una spiegazione sarebbe solo uno show
        off di Idee personali? Ma io idee personali avevo chiesto
        e queste mi sarebbero bastate piuttosto che nulla!
        E poi di cosa dovremmo parlare, di idee impersonali?
        Idee assolute? O forse idee animali, se é questione di
        genere?
        Ho giá scritto e riscritto che sono disposto ad ascoltare
        E continuo a sentire discorsi tipo: io sono un collezionista,
        Io sono un gallerista, ci sono dei collezionisti, ci sono dei
        curatori. Va beh, ammesso che sia tutto vero, ma chi se ne
        Importa? Che c’entra con quello che ho chiesto? Io non capisco
        perché questo lavoro sua valido e ho chiesto perché alcuni
        pensano che lo sia.
        É come se io vi avessi chiesto che cosé un chilo, come lo si misura
        e dov’é custodito il campione originale mentre voi continuate a
        rispondermi che per i pesi esiste un’unitá di misura!

        Se davvero siete collezionisti suffragate la teoria che le scelte
        In campo artistico
        sono fatte da abitudini ed emulazione e che quindi siete solo un
        Epifenomeno sociale tra i tanti come più o meno diceva
        il Bordieu che
        qualcuno di voi ha avventatamente citato senza conoscerlo.

  • “L’arte non si argomenta, si sente! E una questione di sensibilita! Se non sapete cogliere rimanete Li! Noi lavoriamo”

    Questa è la solita idea romantica e sbagliata, molto italiana. Una contemplazione fine a se stessa. Ogni opera d’arte presuppone delle scelte e quindi la critica (che in italia NON esiste) può benissimo argomentare. Come in ogni ambito, facciamo scelte anche nel nostro quotidiano, che possiamo argomentare benissimo. La paura è che argomentare l’opera d’arte significhi tagliarle le gambe…le opere per cui sentiamo questo sono opere di basso valore.

  • Emanuela Foscari

    Eh bravo Alfred che prendi 100 commenti! Scherzi a parte, ti ho sempre sostenuto per la tua capacità ad esternare sentimenti autentici basati su radici intellettuali forti che ti rendono una persona interessante. Non so se leggerai questo commento, e se si immagino ti vergognerai di tutto questo chiacchierio. Immerso sotto ai tuoi libri di philo e sociologie, ma continua così, e la prossima volta prendi 200 commenti!
    E ci si vede a Los Angeles molto presto!!
    Sei un grande!

  • XX

    Sold out during the opening! Congrats!

  • Mario Sechi

    Era dal 68 che non avevamo un artista italiano che facesse muovere tante teste di minchia! Tanta pubblicità! Cool!

    • Anselmo

      Mario Sechi non le pare di esagerare? Il rispetto delle opinioni altrui va sempre davanti ad ogni cosa. Io colleziono Aceto da parecchio tempo e lo faccio in primis per lo straordinario percorso intellettuale che condividiamo. Ma queste sono cose private che il pubblico più vasto non può cogliere appena un artista espone le proprie opere. E una cosa che si nota con il tempo, con il consolidarsi delle idee e con il loro relazionarsi con il contesto attuale che nessuno di noi può ancora analizzare per la sua velocità strabiliante. A me piace Aceto e non sono certamente l’unico visto cosa è successo all’ultima Documenta con i collezionisti. Ma rispetto coloro che non amano il lavoro. La libertà va sempre prima!