Una cripta siculo-torinese. Con Buzzotta e Schillaci

Cripta 747, Torino – fino al 18 gennaio 2014. A novembre è iniziata la “Navigazione a vista”, progetto stagionale di Cripta 747 di Torino. In meno di una settimana, uno screening video sulla Torre Piacentini di Genova, poi l’opening del progetto espositivo “Ente da fare” nel basement della Galleria Franco Noero e ancora un live del ciclo Mad Med.

Vincenzo Schillaci, Schells - Cripta 747, Torino

Doppia personale degli artisti palermitani Giuseppe Buzzotta e Vincenzo Schillaci, ideatori de L’A project a Palermo. Ente da fare è un’indagine sul valore simbolico delle immagini e sui rapporti che intercorrono nella produzione e fruizione delle stesse. Il risultato sono oggetti che racchiudono un’identità dal valore stratificato ma, allo stesso tempo, rivelatore di percorsi futuribili: dalla tradizione allo sviluppo. Così come le immagini, anche le opere di Buzzotta e Schillaci sono contenitori di esperienze passate che vedono moltiplicare il loro senso nella rappresentazione, segni che rivelano tracce di una presenza e – contemporaneamente – si prestano a un’interpretazione multipla. Tavole in legno di grande formato vengono dipinte recuperando tecniche del restauro e della decorazione, le sculture vengono generate da parti residuali di calchi in gesso. Il tutto concorre a formare un allestimento che mette in discussione ed evidenzia, racchiudendolo, il campo semantico dell’oggetto di indagine.

Giangavino Pazzola

Torino // fino al 18 gennaio 2014
Ente da fare – Giuseppe Buzzotta / Vincenzo Schillaci
CRIPTA 747
Via Regaldi 00
http://cripta747.blogspot.it/

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Giangavino Pazzola
Laureato in Lettere e Comunicazione all'Università di Sassari. Attualmente vivo a Torino, dove studio Comunicazione Pubblica e Politica. Curatore indipendente e blogger, nel 2011 ho vinto il Premio MANizos, per giovani curatori d'arte in Sardegna (Museo MAN/AMACI). Dal 2009 collaboro con il Progetto Cyou - Festival dell'Arte Contemporanea, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco e dal 2010 con Tiscali Cultura e Poxart.
  • questi giovani “indiana jones” continuano con l’operazione nostalgia-archeologia.

    E’ molto rassicurante recuperare le macerie del passato e giocarci sopra, anche in modo oculato e preparato. Carla Accardi, Arte Povera, Minimalismo. La cosa migliore è il dipinto in oro con segni neri, sicuramente la cosa migliore. Perchè consapevoli di quello che si può fare: è il giovane che tenta uno zig zag nel paese per vecchi, è il giovane che tenta di progettare uno schiaccia carne portatile.

    Purtroppo non si riesce ad un uscire da un ruolo stereotipato e disinnescato, perchè questi giovani artisti sono stati educati ad essere così. E chi non è così oggi non fa l’artista.

    • Adelina Paneghiotto

      oro? a me sembra giallo..

      • giusto, giallissimo

        • Adelina Paneghiotto

          quindi confermi che non si può giudicare un lavoro dal web, quindi confermi che sei inabile a giudicare da questo commentario mostre che non hai visto

          • pneumatici michelin

            boh che sia oro o giallo no è granchè in ogni caso

          • la mostra si vede eccome. Sottolineare che è giallo e non oro è come nascondersi dietro ad un dito, che è lo stesso dito che si guarda invece di guardare la luna.

            Giovani “indiana jones” continuano con l’operazione nostalgia-archeologia.

            E’ molto rassicurante recuperare le macerie del passato e giocarci sopra, anche in modo oculato e preparato. Carla Accardi, Arte Povera, Minimalismo. La cosa migliore è il dipinto giallo con segni neri, sicuramente la cosa migliore. Perchè consapevoli di quello che si può fare: è il giovane che tenta uno zig zag nel paese per vecchi, è il giovane che tenta di progettare uno schiaccia carne portatile. Ma forse in questo diventa ridicolo, e serve per arredare bene un salotto. Senza contare che la stessa opera la passo fare anche io. E questo va benissimo, ma decade la necessità di acquistarla. Visto che si tratta di una forma di artigianato.

            Purtroppo non si riesce ad un uscire da un ruolo di artista stereotipato e disinnescato, perchè questi giovani artisti sono stati educati ad essere così. E chi non è così oggi non fa l’artista.

  • jonny

    opere di Renato Leotta.

  • FM

    La mostra più interessante di artisti italiani in questo momento.

    • luca

      che orrore! di questi pseudo-artisti ne abbiamo le tasche piene! Trovatevi qualcosa da fare invece di perdere tempo. Accettate il fatto di essere mediocri e per niente interessanti. L’arte é ben altro.

  • questi giovani “indiana jones” continuano con l’operazione nostalgia-archeologia.

    E’ molto rassicurante recuperare le macerie del passato e giocarci sopra, anche in modo oculato e preparato. Carla Accardi, Arte Povera, Minimalismo. La cosa migliore è il dipinto in oro con segni neri, sicuramente la cosa migliore. Perchè consapevoli di quello che si può fare: è il giovane che tenta uno zig zag nel paese per vecchi, è il giovane che tenta di progettare uno schiaccia carne portatile.

    Purtroppo non si riesce ad un uscire da un ruolo stereotipato e disinnescato, perchè questi giovani artisti sono stati educati ad essere così. E chi non è così oggi non fa l’artista.