Teotino’s Extended Play

Dino Morra Arte Contemporanea, Napoli – fino al 15 febbraio 2014. Le cinque tracce inserite in questo “EP” di Lamberto Teotino rappresentano altrettanti filoni di indagine artistica. Qual è quello aurifero non è dato sapersi. L’importante è che la ricerca continui.

Lamberto Teotino, Wormhole - Dino Morra Arte Contemporanea, Napoli 2013

L’illusione di realtà che aleggia intorno all’immagine fotografica viene puntualmente smentita nel lavoro di Lamberto Teotino (Napoli, 1974; vive a Roma). C’è sempre un punto di rottura, un disturbo nella visione che riporta con i piedi per terra, a interrogarsi sugli inganni della percezione. I filoni di ricerca aperti da questa mostra sono più d’uno. Nell’installazione The image of what we are prevails over what we are è la pallina da tennis, l’accessorio sportivo, che prevale sull’identità del tennista, cancellandone il volto con il suo tocco. Nessuna delle foto in mostra è scattata dall’artista, ma sono frutto di precise ricerche all’interno di non ben svelati archivi fotografici. La manipolazione digitale è dichiarata, ma è talmente realistica da sembrare reale. Come fare a non credere che Mr and Mrs Smithee, i due arcieri che si puntano a vicenda, siano realmente esistiti?

Giovanna Procaccini

Napoli // fino al 15 febbraio 2014
Lamberto Teotino – EP
a cura di Chiara Pirozzi
DINO MORRA
Vico Belledonne a Chiaia 6
392 9420783
[email protected]
www.dinomorraartecontemporanea.eu

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Giovanna Procaccini
Giovanna Procaccini, nata a Napoli, vive a Milano. È laureata in architettura e specializzata in storia dell’arte all’Università degli Studi di Napoli Federico II. È diplomata come addetto alla conservazione e restauro dei dipinti su tela. Critica e curatrice, si occupa d’arte contemporanea in ogni suo aspetto. Ha lavorato come assistente presso la Cardi Galleria d’Arte di Milano e la Galleria Alfonso Artiaco di Napoli. Ha svolto contratti a progetto con il PAN | Palazzo delle Arti Napoli e con la Fondazione Internazionale Studi Superiori di Architettura. Si è occupata di didattica per Progetto Museo e per gli Amici dei Musei - Sezione Giovanile di Napoli. Ha curato mostre di architettura e di artisti emergenti presso spazi pubblici e private gallerie d’arte. È stato consulente tecnico d’ufficio per il Tribunale di Napoli e svolge ruolo di consulente per collezionisti d’arte. Collabora con il tour operator dell’arte Elesta Travel di Milano. Ha collaborato con le piattaforme editoriali Exibart e Zero. Dalla sua fondazione, nel 2011, collabora con Artribune.
  • merrygoround

    A quanto pare Teotino dopo aver visto un paio di edizioni di Artissima ed aver sfogliato qualche numero di Frieze, si è voluto adeguare.

    • Lamberto Teotino

      merrygoround,
      scendo alla tua provocazione e ti rispondo: spero che l’amaro che stai masticando sia dovuto ad un buon montenegro e non al sapore delle tue gengive, detto questo ti faccio presente che; prima cosa Artissima non l’ho solo vissuta solo da spettatore ma ho avuto mie opere esposte, inoltre aggiungo che, per scelta nonchè per vari impegni di lavoro, sono sei edizioni che non ci passo; seconda cosa riguardo al discorso Frieze non ho mai avuto l’occasione di sfogliarne una pagina. Ora io dico questo: ma perchè bisogna sembra scrivere cazzate? Le cazzate diventano tali perchè uno le cose non le sa, allora se veramente ti interessa quello che faccio (dato che spendi due parole per me) scrivimi in privato e dimmi cosa pensi di me, non trovi? Dal momento in cui fai un commento del genere mi fai capire che la mostra sta funzionando, non ottieni il contrario, capisci? Ora io non giudico se il tuo atteggiamento sia più o meno invidioso, questo lo sai solo tu, tanto quanto solo io conosco la mia coscienza e ti assicuro che sguazza nella serenità. Ti invito ad analizzare la mia ricerca perchè da quello che scrivi sembra non considerare molte cose, anche recenti. Per il commento successivo che hai fatto, riguardo la lista della spesa, non ti rispondo. Ciao Lamberto

  • voxpopuli

    Gentile Merrygoround,
    Commenti di questo genere sono semplicemente pieni di cattiveria. Si prega, allora, di cittare i nomi degli artisti con le opere corrispondenti che, secondo il tuo scientifico criterio, avrebbero servito a Teotino come riferimento.

  • merrygoround

    Qualche nome ? Gordon Magnin, John Stezaker, Maurizio Anzeri, i collage di Eric Bainbridge. Un pò qua un pò là, shakerare e poi servire freddo.

    • valeu

      Merrygoround quello che lei sta facendo é semplice: associa artisti in base alla tipologia stilistica che affrontano, ma trascura del tutto le modalità e le forme attraverso cui ogni artista manifesta il proprio talento. Oltretutto non vedo analogie con gli artisti da lei elencati. Pecca di originalità. E ha un elevato senso della superficialità e generalizzazione. Le consiglio di approfondire le sue teorie.

    • Giorgio

      credo che con bainbridge e anzeri centri veramente poco, forse dei rimandi al lavoro di magnin, ma non per questo si tratta di plagio ma di una ricerca comune sulle modalità di percezione di determinate immagini fotografiche.
      sul fatto dell’adeguamento allo “stile frieze”, può essere certo involontario, anche qui la “civiltà delle immagini” in cui siamo immersi lavora ad un livello inconscio…

  • Rosy

    Quando il vuoto e’ piu bello dell’opera non ce n’è per nessuno

    • Lamberto Teotino

      Rosy è molto bello ciò che hai scritto. Grazie

  • merrygoround

    Per evitare malintesi, non ho mai detto che ha copiato.
    Usando la stessa espresione di Valeu, dico che pecca di originalità.
    Ritengo che Teotino si sia solo adeguato ad una moda e facendo quei nomi ho fatto capire a cosa mi riferivo. Detto questo non sprechiamo più tempo con repliche, tanto ognuno resterà della propria opinione. Buonanotte.

    • voxpopuli

      Gentile Merryground,

      Le prossime volte che lei abbia l’idea di gettare al vento certe parole destinate a sembrare il dubbio, nonché il sospetto di plagio, è pregata di esserne proprio certa ed in grado di argomentare. Il fatto di trovare una certa somiglianza del tutto superficiale e del tutto soggettiva, non l’abilita affatto a affermare un’accusa di questo genere. A nessuno oggi verrebbe in mente dire che Renoir copiava Monet e, a lei sembrerà incredibile ma, usavano la stessa tecnica! wow! La storia dell’arte, e l’arte contemporanea di consecuenza, è piena di coincidenze tecniche. Non so se lei ha mai sentito parlare del “citazionismo”. Secondo il suo criterio, tutta questa “gentaia” non farebbe altro che copiarsi gli uni agli altri.. aiaiai.. http://en.wikipedia.org/wiki/Appropriation_%28art%29

  • Desiderio

    Ritengo che Teotino sia uno dei pochi artisti Italiani che stia facendo una ricerca interessante e originale sulla percezione dell’immagine, intraprendendo un percorso di distruzione dell’immagine stessa sia in chiave filosofica che semiotica per fornirci dei codici nuovi. Gli artisti che merrygoround ha citato, Stezaker a parte, li considero solo dei decoratori che analizzano la superficialità dell’immagine, Teotino guarda ciò che c’è dietro e davanti, sposta i piani percettivi.

  • Questa è una preparata forma di artigianato dell’arte contemporanea. Benissimo, basta esserne consapevoli.

    • Lamberto Teotino

      ciao whitehouse,
      mi fa piacere che spendi due parole per me, per quanto mi riguarda mi sei molto simpatico e quindi non mi metto ne ad insultarti ne ad essere prevenuto nei tuoi confronti come fanno in molti, però ti chiedo una cosa: per favore non essere prevenuto tu nei miei confronti, io sono a tua disposizione e mi farebbe piacere sapere cosa ti porta a dire questo.

    • Come la pittura e la scultura…Dai Lucarossi, abbiam capito tutti che stiamo vivendo un’epoca manierista e allora? Bisogna saper distinguere chi sa fare come Lamberto Teotino, artista di un rigore e di un’etica rari in questo paese. Questa ricerca la sta conducendo da anni, non la puoi certo liquidare buttandola nel calderone con Stampone, Migliora e affini…

  • Io questa ricerca la vedo oggi, e vi credo quando dite che procede da anni ed è eticamente rara (ma cosa vuole dire???????????).

    Vedo l’ennesima elaborazione di un immaginario vintage con elementi surreali.

    Non abbiamo bisogno di nuovi immaginari elaborati, ma di nuovi modi. E quindi anche portare l’ennesima opera in galleria diventa estremamente pericoloso e problematico. Il rischio è quello dell’ IKEA EVOLUTA che non è sbagliata di per sè, ma è molto criticabile se INCONSAPEVOLE. Tale inconsapevolezza si vede prima di tutto dal prezzo a cui vengono proposte queste opere. Perchè se io prendo la foto di mio nonno, e ci metto sopra la faccia un polipo in bianco e nero, e attacco la foto in salotto TUTTO OK. Ma se inizio ad avere “mie opere esposte” e a pretendere migliaia di euro per una di queste opere…iniziamo a intravedere dei grossi problemi.

    Curerò a marzo una mostra su queste questioni in italia. Ne parleremo tutti insieme serenamente. :-)

  • L’etica l’ho attribuita all’artista, se sei gallerista sai cosa intendo, la ricerca al più può essere coerente.

    Parzialmente accetto quello che dici, ma Teotino non è Elad Lassry che fa esattamente quel che hai esemplificato tu, la sua opera è tecnicamente molto più complessa…interessa? non interessa? non cambia nulla al fatto che le sue modalità siano solo sue e quindi ammirevoli per originalità e mancanza di piaggeria.

  • Ok, dove sta l’originalità? Ammesso che questa possa esistere dentro ai soliti rituali?

  • rino

    whitehouse l’artista forte è uno su diecimila, forse centomila, anzi un milione
    è sempre stato così e così sempre sarà

    gli altri s’arrabbattano, fanno cose carine, decenti, si sintonizzano, cercano di produrre qualcosa di dignitoso
    ci sta
    l’originalità la trova uno su un milione!

    non è questione di rituali, ikee evolute, consapevolezza (che vuol dire poi ‘consapevolezza’? bah!), malizia, piaggeria
    magari fosse così semplice!

    è tutto molto più naturale e più duro nel contempo

    • Giorgio

      Sono d’accordo, l’artista forte e totalmente originale è rarissimo ed è purtroppo normale nella quantità di opere ritrovarsi in un’IKEA evoluta – serve anche questo alla vita di migliaia di persone che cercano prodotti culturali e non l’Arte eccelsa. Il lavoro di Teotino è “onesto” all’interno di determinati canoni e sui costi il problema è di un sistema ormai fuori coordinate, ho visto opere di molto peggiori quotate molto di più.

  • La consapevolezza significa fare mele e non pretendere che siano pere. Va benissimo fare ikea evoluta, basta che farlo in modo consapevole senza mentire a se stessi e agli altri. Ma non solo per un fatto etico e morale, ma per non sprecare opportunità.

    L’artista è debole perché non è dove lo state cercando. Chi sono oggi gli artisti? Dopo gli anni 90 dovremo capire che il ruolo è trasversale e acquoso. Ma per capire questo servirebbero critici bravi e spettatori veri.

    • rino

      l’artista è debole quando è debole, è come il cielo di Lombardia di Manzoni

      che vuol dire ‘l’arte è altrove’, suvvia? qui si parla di ARTE VISIVA, punto

      sennò stiamo facendo i mistagoghi

      che vuoi raccontarci? che il vero artista è Steve Jobs?
      va bene, bella battuta, figa, sei ok, è perfetta per un saggio da spiaggia radical

      • rino

        che poi l’arte è SEMPRE altrove, per definizione

        • Maria Rosa Pacchiani

          .
          Bè una grande novità di questo periodo storico è senz’altro il fatto che l’arte “visiva” non è l’unica ambito produzione di immagini, anzi rispetto al cinema e alla pubblicità è quella le cui immagini sono le meno seguite e spesso le meno intense.
          Quindi sicuramente le immagini che verranno ricordate di più sono immagini provenienti da altri campi, non certo quelle dell’arte contemporanea.

  • Angelov

    Luca Rossi, se riuscissi ad essere solo un pò più preciso e chiaro, potrei comprendere l’acutezza delle tue parole, ma se dici:
    “Chi sono oggi gli artisti? Dopo gli anni 90 dovremo capire che il ruolo è trasversale e acquoso. Ma per capire questo servirebbero critici bravi e spettatori veri.”
    e non lo giustifichi, il tuo pensiero rimane sempre un serbatoio vuoto.
    prendi l’esempio da rino, lui ha comunque lasciato un commento che comincia e sensatamente, per la sua esperienza, finisce. Tu fai dei commenti che non sono ne poesie e nemmeno veri commenti, sono interessanti ma non vanno da nessuna parte, per cui ti chiederei uno sforzo. Grazie, G

  • Maria Rosa Pacchiani

    Mi stupisco che Luca Rossi ancora , dopo tutti questi anni, ci propina questi slogans noiosi. La storia, lo sanno tutti, riserva solo a pochi il diritto di sopravvivere..e molte volte essa stessa cambia idea “repentinamente”. Un artista può essere mitizzato in un certo contesto storico e disprezzato in un altro. La sua fama può migliorare o peggiorare a seconda di condizionamenti culturali; è certo che oggi la comunicazioni fa si che tutto venga immediatamente fagocitato e assorbito dal sistema (gallerie, musei, ecc..) e tendenzialmente storicizzato…ma non bisogna temere….il giudizio della storia sarà inesorabile, e come già, guardando a poche decine di anni orsono, la rosa degli artisti si sia sfoltita già di parecchio.
    Ciò avverra anche per l’arte dei nostri giorni, e ciò avverrà precisamente quando tutto questo apparato caotico fatto di movimenti congiunturali (curatori, collezionisti, interessi vari) decadrà in favore di un riconoscimento storico sull’artista e la sua opera.

    • Giorgio

      MAria Rosa, scusami, chi lo dovrebbe fare il riconoscimento storico? Chi se non l’apparato caotico oppure i nipotini che lo vogliono distruggere a favore di un altro apparato? La storia fornisce sempre giudizi di parte, del proprio sistema vigente (quindi un Caravaggio che oggi tanto piace, colle sue immagini “cinematografiche”, nell’Ottocento era denigrato in confronto al Raffaello che ci pare tanto stucchevole).
      Uno dei pochi giudizi è quello storico, di quanto un artista incide sulla propria epoca tra epigoni, detrattori e diffusione del proprio stile. Quindi, potrebbe darsi che le opere arrivino al 2080 non per grande merito metafisico ma per gradimento sociale.

      • rino

        sì ma Giorgio entrambi sono sopravvissuti, sia Caravaggio che Raffaello
        non esageriamo con il relativismo dei giudizi storici!
        vale, sì, ma fino a un certo punto!

        un po’ di rispetto per il valore degli artisti grandi, e tanta comprensione per quelli deboli, destinati a sparire dopo un paio di lustri, o al massimo due decenni

        quanto al blablabla di mistagoghi e fautori di ruoli-trasversali-e-acquosi, lo abbiamo già visto, conosciuto, analizzato, digerito e salutato A SUO TEMPO

  • Maria Rosa Pacchiani

    Caravaggio godeva di un riconoscimento molto ristretto fra i suoi contemporanei, quindi forse hai fatto l’esempio meno calzante. Invece un Cavalier D’Arpino (artista appoggiatissimo dall’establishment e ricchissimo) oggi è pressochè dimenticato dai più…quindi la fiducia dell’apparato caotico non è stata ripagata dalla storia.
    La storia la fanno spesso gli storici, i quali sono interessati al passato, mentre i curatori, e oggi anche i musei, sono interessati alla traduzione in tempo reale, anche di concetti vecchi si intende.
    Intendo dire caro Giorgio, che se anche oggi sembra che il tuo lavoro venga seguito e valorizzato, non è detto che lo sia anche domani, un chiaro segnale di questo lo è stata la Biennale di Gioni. Che oggi siamo in un periodo di manierismi, questo è chiaro a tutti, molti artisti ho visto bruciare qui in Italia, qualche nome? Tuttofuoco, Beecroft e presto anche la Biscotti (classico esempio di sopravvalutazione storica.

    • Maria Rosa Pacchiani

      Giorgio ti ho risposto ma il commento è in attesa di moderazione…ma non c’è nulla di sconcertante…come vedi la storia avrà l’ultima parola.

      • Giorgio

        sono d’accordo sull’apparato contemporaneo, che esalta e poi non paga. però aspetto di vedere anche cosa rimarrà, la storia insisto a dire che a volte va per casualità. il mio punto di vista era su come può cambiare la critica, come oscilla. il cavalier d’arpino infatti fino all’ottocento sicuramente è stato più apprezzato che oggi.
        in ogni caso i vari beecroft, biscotti e tuttofuoco a me, come a molti altri, già sembravano deboli subito dopo usciti.

  • Come accade spesso stiamo andando fuori argomento: dove sta l’originalità di Teotino? L’originalità è un valore che è possibile perseguire oggi?

    L’arte visiva presiede ad ogni ambito umano. E anche un cieco può godere o subire l’arte visiva.

    Il problema è che mancano divulgatori capaci, e quindi un pubblico vero. Ma per argomentazioni più puntuali rimando al blog whitehouse, almeno ai primi due post.

    Un sistema con esperti incapaci e senza pubblico, crea artisti mediocri. Perché la qualità nasce da una tensione critica vitale tra artisti, esperti e pubblico.

  • Come al solito, come accaduto con Tosatti, Pistoletto o Stampone, quando i nodi vengono al pettine, cade il silenzio. E’ in questo momento che l’arte perde il pubblico. Perchè scappa e si rifugia in una torre autoreferenziale.

    Dove sta il valore di queste opere di Teotino? Dove sta l’originalità? L’originalità è una valore che è possibile perseguire ancora?

    Se arriva adesso un extraterreste da marte, troverebbe le opere di Teotino sicuramente ORIGINALI….ma possiamo nasconderci dietro l’ignoranza del pubblico per giustificare tutto????

    Se MediaWorld vendesse computer degli anni 70? Potremo essere soddisfatti se la gente li accettasse perchè non conosce altro??????

    Qualcuno dice che l’originalità dell’opera dipende dall’ignoranza di chi le guarda…se un medico occidentale cura un tumore con l’aspirina e arriva un africano di un villaggio sperduto, che approva la cosa, possiamo dirci soddisfatti???????

    O STIAMO FORSE SPRECANDO OPPORTUNITA’????????? Giacomelli dove sei???

  • E’ una originalità manierista. Ovviamente immagini così le abbiamo viste, in altre forme, penso ai due arcieri e alla famosa performance di Marina Abramovic, tutto è già stato fatto…rassereniamoci. Detto questo Teotino ha una eleganza e un rigore (vedi immagini della mostra) che sono solo sue, riconosciamogliele!

    Ripeto Lucarossi, è già stato fatto tutto, e se non è stato fatto è perchè nel passato c’era maggior buon senso e certe cose le chiamavano con un altro nome (Cartoline dll’Aquila), non certo arte. Il problema degli esperti sussiste, mancano di autorevolezza, tutti , tu incluso, per questo pur dicendo spesso cose corrette (che ti ho riconosciuto più volte) non riesci a incidere, sei troppo imbevuto di quel concettualismo o IKEA evoluta tu stesso.

    • In arte e’ stato fatto tutto quello che sappiamo. Attendiamo sempre con fiducia che gli artisti – e non solo – ci facciano conoscere quello che non sappiamo!

  • L’eleganza la puoi comprare su e-bay…non mi sembra rilevante. Io sono un blogger e non pretendo di essere l’esperto assoluto. Servirebbero più voci leali e lucide.

    Non riesco a incidere? Rispetto a quale sistema? Il mio il tuo? Gli amici di Stampone? Come posso pretendere riconoscimento verso un sistema immaturo?

    Rispetto ad un sistema di regole leali e sane, penso di incidere. Ma ripeto, in italia c’è un clima da caccia alla streghe fatto da incompetenti…quindi vedremo…ma qualcosa bolle in pentola.

    • Lamberto Teotino

      L’eleganza è quella qualità del comportamento che trasforma la massima qualità dell’essere in apparire (citazione da chi sai); vedi? anche qui pecco di originalità. Comunque caro Luca Rossi mi dispiace vedere che il tuo atteggiamento sia pieno di superficialità, quella stessa condizione ikea che tu ritrovi spesso. Pensala come vuoi, di sicuro (e fidati che conosco la mia ricerca e so quello che faccio) ti sei fermato alla superficie della mia arte, non l’hai capita perchè non la vuoi capire. Ti prego di portarmi rispetto, lo merito per venti anni di intensa ricerca, quindi non mi sta bene che tu sbuchi dal nulla spargi continui copia e incolla senza capire ciò che dici. Sono a tua disposizione per un’intervista in nero facendo un’analisi sull’opera (la mia).

  • L’eleganza la puoi comprare? E da quando?

    Per incidere ci vuole l’esempio, chi non sa fare non sa comandare…quanto alle regole leali e sane, in arte non sono mai esistite, questo ormai potresti darlo come dato acquisito…

  • Chi compra opere come queste vuole comprare l’eleganza e l’essere sofisticato, anche chi le espone. Che poi questi siano davvero eleganti e sofisticati, non credo.

    Peccato che ogni sistema prosperoso sa che per crescere deve avere regole leali e sane universalmente riconosciute…poi le regole si possono anche non rispettare, ma ci devono essere…

    Mi spiego: se negli ultimi 20 anni si fosse divulgata con passione e capacità l’arte contemporanea, il mercato starebbe meglio, gli artisti starebbero meglio e anche artribune starebbe meglio…

    questo vorrebbe dire un confronto aperto e leale tra esperti, artisti e pubblico (che oggi non c’è). Una mostra con Rossi, Vascellari e Basilè…per intenderci. Con testi critici efficaci e incidenti. Ma non pesanti.

    E sia chiaro, ogni luogo è internazionale per definizione, anche l’italia e chi guarda smanioso all’estero rischia di essere vittima di complessi di inferiorità ed esterofilia della peggiore provincia.

  • Ma cosa stai dicendo???? Ma parti da degli assunti che son completamente sballati!!! Chi compra queste opere vuole comprare eleganza? Ma chi l’ha detto? E anche fosse chi se ne frega, a me sembra che il primo prevenuto qui sia proprio tu!!! Le regole ci sono, la divulgazione c’è stata (non sono mai esistite così tante testate d’arte, mai così tante pagine sulla stampa non specializzata, mai così tante mostre), la Biennale quest’anno ha fatto 400mila spettatori, il maggior numero mai raggiunto, la seconda mostra per visitatori è stata quella di Zhang Huan, il pubblico va a vedere e decide da solo, tu mi sembri perso in tuo delirio di infelicità solipsistica…

    ” Testi critici efficaci e incidenti. Ma non pesanti.” questa poi è una perla…ho un amico che scrive le sceneggiature per Topolino, ti spiace se gliela passo?

  • Purtroppo la quantità di pubblico (i numeri) dicono poco…la biennale di venezia è una meta assodata del turismo. Ogni anno aumenta i visitatori perchè migliora il marketing….dico te dove vivi….

    Le testate non servono a nulla, se non fanno bene il loro lavoro.

    Ma continuate a ragionare così….un vero caso parmalat.

  • Nessuno critica chi spende denaro per comprare opere che fanno sentire eleganti e sofisticati. Ripeto: stiamo sprecando opportunità, e l’unica infelicità (PURTROPPO) è quando non si vende e quando non si supera il numero di visitatori record….io sto benissimo :-)

  • Enrico

    Luca rossi, dici di stare benissimo? Allora perchè continui a sfruttare Artribune come veicolo per pubblicizzare il tuo blog?

  • Solaris

    Teotino è uno dei pochi artisti che ha il coraggio di abbinare la sua ricerca artistica all’integrità professionale e personale. Questa direi è l’unica, vera originalità del mondo dell’arte contemporanea. Nella maggior parte dei casi, artisti, curatori e galleristi non fanno altro che retorica estetica e politica: professando originalità e libertà espressiva da un lato, adottando dinamiche di relazione medioevali di sudditanza e censura dall’altro.

    • Vorrei chiedere educatamente dove sta la ricerca artistica in queste opere.

      Cosa c’entra l’integrità professionale e personale? Cosa vuol dire? Chi lo assicura? Cosa c’entra? Io vedo e giudico quello che vedo.

      • missy7

        whitehouse stai diventando la caricatura di te stesso, sei anche tu oramai una rielaborazione vintage con elementi surreali.

      • missy7

        comunque sei sempre lo show di punta di questa testata che passa dalla banalità soporifera allo scandalistico becero per tirarsi un po’ su

  • Non pubblicizzo proprio niente, partecipo (spesso da solo) e cerco di stimolare un confronto. Il blog è solo una piattaforma pubblica per approfondire quello che in questi commenti può essere solo abbozzato.

    Ma ripeto si parla di Luca Rossi e MAI delle opere che vediamo….mha

  • gionni

    Ma smettiamola con questa pippa dell’originalità come sefosse l’unico vaalore in un opera. L’originalità è un metro di giudizio vecchio e superficiale. Viviamo in un sistema fortemente connesso e in costante dialogo, io sono fatto anche di chi incontro, di cosa vedo o leggo. Come si fa nel 2014 a non comprendere questa cosa???

  • Infatti l’originalità non è un valore. È un valore la consapevolezza tra storia e presente. Senza giocare sull ignoranza del pubblico, o sull effetto ikea evoluta.

    Ripeto dove sta la “ricerca” di queste opere? Si tratta di accostamenti surreali rispetto al solito tanto amato immaginario vintage. Ancora la moda, per esercizi da fare a casa con costi minimi (100-200 euro per opera).

  • Eh lo so, ma con il blog stiamo tentando una reazione :-)

  • Luca Rossi è al servizio di Artribune, è evidente, con le sue cavolate a denominazione ed origine controllata ne alimenta la viralità e intercetta le voci disobbedienti sul suo blog che fa comunque capo all’editoria specializzata d’arte contemporanea, se potete evitatelo…

  • Vorrei parlare delle opere di Teotino. Cosa significa “ricerca”? Esiste un problema di format-mostra?

    Quale valore oggi ha l’arte? Soprattutto rispetto al nostro presente contemporaneo..

    Mi piacerebbe un confronto

  • Enrico

    Luca Rossi, leggendo i commenti ho notato che più di una volta Teotino ti ha invitato ad un confronto in privato con lui, ti sei mai attivato perchè ciò avvenisse?

    • Non ho letto di questo confronto. Non capisco perchè non sia possibile un confronto pubblico. Non si tratta di fare processi, ma argomentare le luci e le ombre di un’opera, come di una progetto. A mio parere è importante un dialogo tra artisti, esperti e pubblico. Diversamente ci troviamo in una setta autoreferenziale, con opere che sembrano dogmi e tabù. Stesso discorso per Pistoletto, Stampone o Tosatti. Per rimanere ad artisti di cui abbiamo parlato ultimamente, ma sulle cui opere nessuno osa argomentare nulla. Sembra di stare in un Truman Show dell’arte. Ma l’unico che dice che il cielo è una grande foto sono io.