Quando il paesaggio è invisibile agli occhi

Von Holden Studio, Palermo – fino al 22 dicembre 2013. Ancora pochi giorni per scoprire gli undici artisti siciliani che, nel capoluogo siciliano, hanno lavorato sul tema del paesaggio. Una lettura dello spazio che consente di penetrarlo, fino a scomparirvi dentro. Perdendo contorni e coordinate.

Francesco De Grandi, Senza titolo, 2013, olio su tela, cm 45x60

Invisibile è lo sguardo, metaforicamente, quando precipita in fondo a una cecità aurorale. E invisibili sono, al contempo, le cose intorno e di fronte. Ove la stessa coincidenza tra l’occhio che vede e l’oggetto guardato indica il processo di invisibilità in atto. La mostra inaugurata presso il ribattezzato Von Holden Studio di Palermo – quello che fino a pochi mesi fa era conosciuto come Zelle, strategico project space cittadino – traccia una possibile linea di lettura del paesaggio, rispetto alla visione: annientarsi, essere spazio di natura, essere come guardare, guardare come sentire, con tutti i sensi a inaugurare una dimensione nuova. Così, la distanza tra l’osservatore e il luogo osservato viene insolitamente contraddetta, saturandosi di un sentimento panico, d’assimilazione. Oltre la messa a fuoco, oltre il contorno e la forma. E nel cuore della visione si inaugura, via via, la scomparsa.
Così, scoprendo le opere degli undici autori, si inciampa in piccoli, preziosi nuclei pittorici: i disegni di Giuseppe Costa, distese di neve e di luce in punta di matita; le piccole tele di Giuseppe Adamo o di Vito Stassi, scivolate dentro un’oscurità progressiva; l’olio di Francesco De Grandi, apparizione romantica consunta dalla polvere, sul filo della memoria; i lavori su carta Francesco Surdi, delicate fotografie resuscitate come stampe laser, nella traccia di una stampante guasta e nell’accumulazione di un toner a intermittenza; le foto di Sergio Zavattieri, sagome di rovine classiche come proiezioni di un pensiero estinto, malinconico.

Thomas Braida, Pisciatina notturna, 2013, olio su tela, cm 20x30
Thomas Braida, Pisciatina notturna, 2013, olio su tela, cm 20×30

Sono esercizi di commozione e di contemplazione, uniti da un tentativo comune: cercare l’immagine fino a tradirla, a negarla, a sfaldarla. Cadervi dentro e non vedere più. Accompagnando il fruitore in questo medesimo spaesamento, tra dissoluzioni, annerimenti, nebbie impalpabili, docili campi di grigi e di bianchi, rocce senza peso, distese impallidite, volumi ridotti a ombre, a echi, a intuizioni. E lungo un tempo che sospende, muoversi nel vuoto, ma senza sbandare.
A guidare il passo sono i racconti sottovoce, residui di narrazione nascosti tra le immagini. Come nei fogli sciolti del piccolo art-book, confezionato da Federico Lupo: “Voi, presente nel segreto delle anime. Nella linea semplice e maestosa di questo panorama”.

Helga Marsala

Palermo // fino al 22 dicembre 2013
Lo sguardo invisibile. Un’indagine sulle possibilità del paesaggio
artisti: Giuseppe Adamo, Thomas Braida, Marco Cassarà, Giuseppe Costa, Francesco De Grandi, Federico Lupo, Giovanni Manunta Pastorello, Dario Pecoraro, Vito Stassi, Francesco Surdi, Sergio Zavattieri
VON HOLDEN STUDIO
Via Fastuca 2
339 3691961
[email protected]
www.vonholdenstudio.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.