One Torino. Un punto alla curatela

Castello di Rivoli // fino al 12 gennaio 2014. Si conclude al Museo d’Arte Contemporanea il tour torinese per le cinque sedi di “One Torino”, la rassegna fortemente voluta da Sarah Cosulich Canarutto, direttrice di Artissima.

One Torino @ Castello di Rivoli - Vanessa Safavi, In the black depths of the sea, 2012

Dalla sorprendente delicatezza, la sezione di One Torino allestita al Castello di Rivoli accoglie incalzantemente lo spettatore grazie a una buona scelta sia nell’allestimento che nella selezione degli artisti. Un bravo al curatore californiano Andrew Berardini insieme a Gregor Muir e Beatrix Ruf. Ottima la scelta di intrecciare opere che guardano a diversi approcci tecnici e linguistici di tre soli artisti, vincitori ex aequo nel 2012 del Premio illy Present Future: Naufus Ramírez-Figueroa, Vanessa Savafi, Santo Tolone. I disegni dalla linea elementare, così, raccontano la donna per poi lasciare spazio a una serie di campiture dal messaggio puramente tonale; un video propone un Icaro sovrappeso (l’artista) nel tentativo di trasformar le sue braccia in ali, mentre una famiglia di anfore ocra è stipata in un angolo emettendo bisbigli o lamentele. Insomma: una sobria e ponderata selezione che, nel rispetto del contenuto e della forma, del colore e dei grigi, della seconda e della terza dimensione, propone un’esperienza solida dove la struttura rinuncia finalmente fiocchi e pretese.

Clara Rosenberg

Rivoli // fino al 12 gennaio 2014
Premio illy Present Future
a cura di Andrew Berardini, Gregor Muir e Beatrix Ruf
CASTELLO DI RIVOLI
Piazza Mafalda di Savoia
011 9565222
[email protected]
www.castellodirivoli.com

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Clara Rosenberg
Clara Sofia Rosenberg (Torino, 1990). Nel 2013/2014 studentessa all’ultimo anno della specialistica all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, si orienta verso la critica d’arte creando e sperimentando il blog CONUNDRUM, oltre a recensire alcune esposizioni di gallerie d’arte e musei torinesi. Laureatasi alla triennale con una tesi su Mike Kelley e la psicoanalisi, la sua indagine si sofferma su un’arte che guarda al rapporto tra inconscio e società con un interesse specifico verso opere plastiche e installazioni. Parallelamente all’approccio teorico, porta avanti una ricerca artistica producendo opere in polistirolo, paraffina e materiale organico affrontando le questioni del corpo, della relazione familiare, della cultura ebraica e del disagio del soggetto. Prima dell’Accademia di Belle Arti ha frequentato il liceo classico e la scuola ebraica di Torino.
  • Roberto

    …l’uomo peloso vestito da donna che si caga nelle mutande è davvero l’archetipo del modello che si vuole proporre dell’arte contemporanea oggi…

    … ma forse in un linguaggio critico ce lo farebbero bere così: “Le sue domande di lavoro accettano nozioni di umanità, costrutti umani e individuali e collettivi di responsabilità sociale “