Marta Sforni. Contemporary decadence

Galleria Riccardo Crespi, Milano – fino al 21 dicembre 2013. Una decina di dipinti appaiono come frammenti puri di stanze antiche e di saloni fané, da sempre al buio. Volute floreali e ricami di broccati descrivono spazi nati tra le velature e il silenzio. Una nuova personale densa da Crespi, a opera di Marta Sforni.

Marta Sforni, Venus, 2013, olio su lino; 55 x 40 cm, Courtesy Galleria Riccardo Crespi

Il piano inferiore dello spazio milanese di via Mellerio presenta una galleria di dipinti all’apparenza interrotti, tracce di universi imprescindibilmente più ampi. Marta Sforni (Milano, 1966; vive a Berlino e Venezia) introduce al pubblico la propria recente produzione di lavori, dai monotipi a una selezione di tele a olio. L’iter espositivo curato da Gabi Scardi è introdotto dall’acronimo N.O.W. e illustra alcuni motivi ricorrenti nei dipinti della Sforni, quali la velatura, il riflesso, la decorazione e la perdita dell’elaborazione sequenziale del modulo ricorsivo.
Alle pareti, opere su tela di diverse dimensioni, i cui soggetti sono porzioni di tessuti e lampadari, sono scelti dall’artista appositamente per portare in primo piano il concetto di velatura e sottolineare gli effetti fantasmagorici delle ombre. Secondo la Sforni, infatti, l’uso della velatura permette di reinventare il ruolo della patina rimossa e di pensare al tempo come a un’ombra simbolica. Infine, una serie di monotipi, stampati con un centenario torchio tedesco su carta Hahnemühle, completa l’esercizio dei suoi dialoghi nel buio.

Ginevra Bria

Milano // fino al 21 dicembre 2013
Marta Sforni – N.O.W.
a cura di Gabi Scardi
RICCARDO CRESPI
Via Mellerio 1
02 36561618
[email protected]
www.riccardocrespi.com

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Angelov

    questi quadri sembrano dipinti da un artista, che sta imparando il mestiere del dipingere, nel momento stesso che sta dando prova di saperlo già fare;
    traspare da questi lavori una immediatezza esemplare