Le soglie di De Pascale. Verso quale futuro?

Deanesi Gallery, Rovereto – fino al 18 gennaio 2014. Una personale divisa in due parti, tra la serie “Quo Vadis?” e le nuove “Soglie”. Ci sono griglie e tele sagomate, ma il significato dell’arte di De Pascale è sociale prima ancora che pittorico.

Antonio De Pascale - Soglie - veduta della mostra presso la Galleria Paolo Maria Deanesi, Trento 2013 - photo Albarello

Si entra nella galleria e si riconosce lo stesso paesaggio urbano che in questi anni fa mostra di sé nei centri storici italiani. Serrande abbassate, spazi vuoti, cartelli “affittasi” con i numeri di cellulare dei locatori. Antonio De Pascale (Crispano, 1953; vive a Padova) dispone all’ingresso della galleria due saracinesche abbassate dipinte a grandezza naturale, che raddoppiano la realtà esterna e fanno entrare il visitatore nell’opera con effetto trompe l’oeil. In questa mostra personale l’artista conferma il suo utilizzo della pittura come strumento di denuncia e mezzo per parlare di attualità. Alla parte dedicata agli spazi commerciali sfitti si aggiunge la serie Quo vadis?, tele sagomate a foggia di zainetto contenenti le “vergogne d’Italia”. Dal naufragio della Concordia al terremoto de L’Aquila, la pittura di De Pascale si confronta con i lati oscuri della società contemporanea italiana, chiedendosi cosa ci riserva il futuro.

Gabriele Salvaterra

Rovereto // fino al 18 gennaio 2014
Antonio De Pascale – Soglie
a cura di Christian Caliandro
PAOLO MARIA DEANESI
Via San Giovanni Bosco 9
0464 439834 / 348 2330764
[email protected]
www.paolomariadeanesi.it

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Gabriele Salvaterra
Gabriele Salvaterra (Trento, 1984) è scrittore e mediatore culturale. Si laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Trento con la tesi “Internet e nuove tecnologie nel settore museale. Ipotesi e strumenti per un approccio immateriale alla creazione del valore”. Lavora come collaboratore presso istituzioni museali e come redattore freelance per diverse riviste d’arte. Dopo aver collaborato con Exibart, attualmente scrive per Artribune e Espoarte. Ha curato e contribuito alla realizzazione di diverse mostre sia presso musei pubblici sia come curatore indipendente. Appassionato di storia dell’arte e della critica, equilibra le escursioni nel mondo artistico-culturale con una eterogenea militanza chitarristica nell’underground musicale tridentino.