Il farmaco e il suo contrario per Marcos Lutyens

Arte Boccanera Contemporanea, Trento – fino al 25 gennaio 2014. Nelle nostre menti avviene uno scambio dinamico che può essere rappresentato portando l’induzione ipnotica al livello dell’atomo e la forma geometrica è la struttura scelta in cui visivamente rimpallano gli elettroni durante le comunicazioni.

Marcos Lutyens, i(c)onic lattice, 2013, copper and 22 carat gold, wires, glass, clips and electrons, variable dimensions

Platone usa spesso la parola pharmakon, ma non la collega al suo significato di capro espiatorio, anche se è sottointeso, come sostiene Jaques Derrida. Questa parola in Platone, dice, si trova come “traccia” permanente in tutto il suo corpus filosofico. Farmaco e veleno sono anche l’oggetto di una complessa riflessione di Marcos Lutyens (Londra, 1964). Per lui l’uso delle attuali tecnologie, specificamente i network di comunicazione, provocano, nelle nostre menti, nuovi stati di vita che liberano e imprigionano. Quest’indagine non rimane solo nell’ambito scientifico, ma la sua traduzione artistica diventa prodotto estetico. Non si tratta di studiare le nuove relazioni che entrano nelle nostre abitudini comunicative, che pure esistono, ma di renderle visibili con installazioni, psicografie e filmati. Lutyens registra visivamente i rimbalzi neuronali che provocano nella nostra mente le azioni mentre ci si muove sui social media. Un esempio su tutte è l’opera i(c)onic lattice (2013), che traccia, con un’installazione eloquente, i flussi nella mente durante il vissuto virtuale delle nuove forme comunicative.

Claudio Cucco

Trento // fino al 25 gennaio 2014
Marcos Lutyens – Social Pharmakon
a cura di Kristupas Sabolius e Chiara Ianeselli
ABC – ARTE BOCCANERA CONTEMPORANEA
Via Milano 128
0461 984206 / 340 5747013
[email protected]
www.arteboccanera.com

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Claudio Cucco
Claudio Cucco (Malles Venosta, 1954) attualmente è residente a Rovereto. I suoi studi di Filosofia sono stati fatti a Bologna, è direttore della Biblioteca di Calliano (TN) e critico d’arte. S’interessa principalmente di arte contemporanea e di architettura e dell’editoria legata a questi due linguaggi. Collabora con il quotidiano L’Adige, con la rivista Arte e Critica e la rivista Nuova Informazione Bibliografica, edita da Il Mulino. Dal 2011 fa parte dei collaboratori di Artribune, dopo aver collaborato per anni a Exibart e precedentemente a Tema Celeste.