Fondazione Jumex per l’Arte Contemporanea. Al centro e in periferia

Fondazione Jumex, Città del Messico – fino al 2 febbraio 2014. L’istituzione messicana raddoppia strategicamente la sua sede: una nel pieno centro per arricchire la zona culturale e un’altra in periferia. Per promuovere l’arte anche fuori dai soliti circuiti territoriali. Nella sede centrale è in corso una mostra molto politica, firmata dal collettivo Superflex.

Superflex - The Corrupt Show and the Speculative Machine - veduta della mostra presso la Fondazione Jumex, Città del Messico 2013

L’idea di avere due sedi, per Eugenio Lopez Alonso, appassionato collezionista d’arte contemporanea, è strategica e simbolica al tempo stesso. L’obiettivo? Arrivare a “contagiare” più persone possibili con il suo progetto di diffusione dell’arte. La nuova sede, pensata per il quartiere Polanco dall’archistar britannica David Chipperfield, ha inaugurato lo scorso 19 novembre con grandissimo successo di pubblico. In mostra c’è una selezione della collezione privata di Lopez Alonso, a cura di Patrick Charpenel; una personale di James Lee Byars, in coproduzione con la MoMA PS1, a cura di Magali Arriola e Peter Eleey; la mostra Cosmogonia domestica di Damián Ortega a cura di Rosario Nadal e Le idee di Gamboa a cura di Marcin Mauricio.
Nel frattempo, nella vecchia sede continua l’interessante esposizione del collettivo danese Superflex, gruppo di artisti fondato nel 1993, con base a Copenaghen e azioni performative messe a segno in tutto il mondo. Superflex ha scelto di fare riferimento, nella sua produzione artistica, alla sfera sociale ed economica. Affronta temi che riguardano la vita lavorativa e il modo in cui la nostra identità si manifesta e rappresenta ambiguamente attraverso la nostra attività. Importante anche la scelta della Fondazione Jumex di invitare i propri dipendenti a visitare la mostra e di finanziare il progetto di un’azione performativa nel difficile quartiere di Tepito.

Superflex - The Corrupt Show and the Speculative Machine - veduta della mostra presso la Fondazione Jumex, Città del Messico 2013
Superflex – The Corrupt Show and the Speculative Machine – veduta della mostra presso la Fondazione Jumex, Città del Messico 2013

In Supercopy, Superflex converte il concetto di copia in quello di “supercopia”, sfidando i diritti di proprietà intellettuale delle grandi aziende che cercano di controllare la riproduzione e la distribuzione dei propri marchi e prodotti. Gli artisti sostengono infatti che la produzione di massa di copie non autorizzate, piuttosto che screditare gli originali, come dichiarato dalle leggi sul diritto d’autore, di fatto li rafforza (Guarana power, Supercopy Lacoste, Copy Right, Copy Light). Strategicamente, una delle azioni di Superflex viene realizzata a Tepito, uno dei quartieri con più alta delinquenza di Città del Messico e con il più alto tasso di vendite di prodotti contraffatti sul mercato nero. Per gli abitanti del posto, i Superflex creano un nuovo logo e propongono la vendita di alcune magliette sul mercato, partecipando così a un gioco che sovverte i valori dell’originalità, del copyright e della pirateria.
Tra le opere più intense, il video Flooded McDonald’s, dove viene allagato totalmente un intero punto vendita di McDonald’s e, ipnotico e avvincente, il video The working life, che parla della crescente paura della perdita dell’impiego e dell’incertezza sul futuro che si è diffusa nei Paesi capitalisti. L’intera mostra, The Corrupt Show and the Speculative Machine, racconta con opere concettuali, installazioni e video, l’attuale crisi economica che ha provocato scompiglio nei mercati del lavoro di tutto il mondo.

Superflex - The Corrupt Show and the Speculative Machine - veduta della mostra presso la Fondazione Jumex, Città del Messico 2013
Superflex – The Corrupt Show and the Speculative Machine – veduta della mostra presso la Fondazione Jumex, Città del Messico 2013

Avere o non avere un lavoro (un contratto, Contract between, reinterpretato alla maniera Superflex) è diventato il fattore principale che definisce tutti i problemi che ne conseguono, non solo per la sopravvivenza, ma per la percezione identitaria dell’individuo nella comunità. Coraggioso dunque lo Jumex a ospitare dentro la sua fabbrica di Ecatepec, invitando i lavoratori dello stabilimento a visitarla, una mostra che dall’interno decostruisce l’intero sistema su cui si fondano le grandi imprese come la sua. Interessante il progetto educativo, con azioni nei quartieri, del nuovo museo per cui crescono le attese e le curiosità.

Mercedes Auteri

Città del Messico // fino al 2 febbraio 2014
Superflex – The Corrupt Show and the Speculative Machine
a cura di Patrick Charpenel and Daniel McClean
FUNDACIÓN JUMEX ARTE CONTEMPORÁNEO
Vía Morelos 272
www.fundacionjumex.org

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Mercedes Auteri
Mercedes Auteri (Catania, 1977) ha conseguito un Dottorato di ricerca in Storia dell'Uomo, delle Società e del Territorio, con tesi storico-artistica, e un Master in Turismo Culturale Sostenibile e Comunità Locale, con tesi in Museologia. Ha frequentato la Scuola Interuniversitaria di Specializzazione per l'Insegnamento della Storia dell'Arte. Membro della Commissione Educazione di ICOM, International Council of Museum. E' curatrice freelance e autrice di saggi e articoli. Ha seguito e tenuto diversi corsi di Didattica museale, Museologia e Storia dell'arte in Italia, Svizzera, Francia, Tunisia, Irlanda, Stati Uniti e Messico.