Valigie che respirano. Martin Romeo a Venezia

Ca’ Bonvicini, Venezia – fino al 27 novembre 2013. Nella storica cornice del palazzo lagunare sorge la nuova videoinstallazione di Martin Romeo. Che continua la sua ricerca sulla convergenza fra le tecnologie più avanzate e la pratica artistica.

Martin Romeo - Crystal Suitcase - veduta della mostra presso Ca' Bonvicini, Venezia 2013

Agglomerati modulari, dalle dimensioni variabili. Ecco come si presentano le torri di valigie che compongono Crystal Suitcase, la nuova installazione di Martin Romeo (Carrara, 1986) che scandisce lo spazio della hall del centralissimo Palazzo Ca’ Bonvicini. Al loro interno è intrappolato il suono del respiro dell’artista ricevuto da un software e tradotto in una proiezione che segue le forme delle colonne; la valigia, un elemento già al centro di una precedente performance di Romeo, diventa sinonimo di viaggio e spostamento e si presenta statica nella sua disposizione spaziale quanto aperta alla dinamica influenza della luce.
Un’installazione, questa, che si configura come il nuovo capitolo della ricerca di un giovane artista che sta sempre più ibridando il linguaggio e i mezzi delle nuove tecnologie con un’atmosfera irrimediabilmente caratteristica come quella di Venezia: basti ricordare la sua direzione del ToolKit Festival, evento che da alcuni anni mostra alcune delle ricerche artistiche più tecnologicamente sperimentali al pubblico veneziano.

Filippo Lorenzin

Venezia // fino al 27 novembre 2013
Martin Romeo – Crystal Suitcase
PALAZZO CA’ BONVICINI
Santa Croce 2160
http://www.martinromeo.com/

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Filippo Lorenzin
Filippo Lorenzin è un critico d’arte contemporanea e curatore indipendente. Si interessa principalmente del rapporto tra arte, tecnologia e società, seguendo un percorso in cui confluiscono discipline come l’antropologia, la psicologia e la storia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e allo Iuav, sviluppando un interesse nelle ricerche artistiche che si confrontano con le problematiche derivanti dalle modalità di interazione tra individui, contesti culturali e strumenti. Ha realizzato numerosi studi riguardanti il rapporto tra arte contemporanea, Internet e pubblico online, affrontando casi come il crowdfunding e le mostre d’arte virtuali. Affascinato dal confronto diretto, predilige la forma dell’intervista in quanto occasione per discutere e imparare.