Non solo Montalbano. La Sicilia di Giuseppe Agnello

Torre Carlo V, Porto Empedocle – fino al 31 dicembre 2013. In Sicilia, proprio dove si celebra come una star il Commissario Montalbano, Giuseppe Agnello allestisce una retrospettiva che ripercorre quindici anni di lavoro.

Giuseppe Agnello, Metamorfosi, 2010, gesso monocromo e carbone

Nello scenografico ma al tempo stesso lineare spazio della Torre Carlo V di Porto Empedocle, appena riaperto al pubblico negli ambienti superiori e recentemente ristrutturato, è allestita una suggestiva retrospettiva dedicata all’artista siciliano Giuseppe Agnello (Racalmuto, 1962), noto come autore della celebre effigie bronzea del Commissario Montalbano che campeggia dal 2009 nella cittadina agrigentina.
Quindici anni di produzione scultorea, quindici anni di creazioni singolari, stranianti, uomini e donne, in cui i caratteri di genere si confondono con le protesi organiche dei corpi, simboli di metamorfosi universali. Il corpo, traccia di sperimentazione e sedimentazione di linguaggi, possibilità espressive, cenni e accenni storici.
Memorie: vedute laterali e oblique restituisce il valore del tempo e dello spazio mimetico alla narrazione sospesa dei silenti personaggi statuari, liberati dalle mani dello scultore della saga camilleriana: in vesti polimateriche – le materie prime sono resine, gessi, frammenti lignei – e in pose antimonumentali, gli antropomorfi attori della poetica dell’artista rievocano storie millenarie e comuni a un tempo, archetipi stessi dell’umanità e della natura insieme.

Giuseppe Agnello, Corpi nuvolosi, 1999, gesso policromo
Giuseppe Agnello, Corpi nuvolosi, 1999, gesso policromo

La tripartizione materica dell’allestimento attraversa un ulteriore motivo cromatico, una più profonda ricerca identitaria: il bianco, cristallino, limpido, salino dei gessi riecheggia nel paesaggio siciliano circostante, nelle calcaree rotondità della vicina Scala dei Turchi, spettacolo naturalistico caratterizzante il sito stesso in cui si instaura l’opera e la mostra di Agnello; il nero, intenso, magnetico, magmatico, che graffia una terra di contraddizioni, ben presenti nell’immaginario estetico dell’artista, laddove alle trasognate figure materializzate della serie Il Sonno (2010-11) si alternano le presenze sceniche di Transumanza (2007), in cui il tema della migrazione nelle coste meridionali dell’isola insiste con drammatica quotidianità,  o di Ritratto di un gregge, “paesaggio della memoria” (2007-8), dove si riconoscono racconti individuali e collettivi insieme.

Serenella Di Marco

Porto Empedocle // fino al 31 dicembre 2013
Giuseppe Agnello – Memorie: vedute laterali e oblique
a cura di Lorenzo Rosso
TORRE CARLO V
www.giuseppeagnello.com

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Serenella Di Marco
Serenella Di Marco, palermitana 1982, lavora e vive a Roma, città che ama. Si laurea in storia dell'arte a Palermo, e comincia a interessarsi di arte contemporanea e didattica, a un tempo, quando comincia a lavorare all'interno del settore Educazione del neonato Riso, Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia, esperienza che la segna per gli anni a venire. Parallelamente la passione per la scrittura inizia a concretizzarsi in collaborazioni in veste di redattore per Balarm, magazine di aggiornamento culturale di Palermo, per Arskey, per Cronache parlamentari di Sicilia, per cui cura la pagina culturale per qualche tempo, per Exibart International, per approdare ad Artribune di recente. Altra passione, confluita in una pubblicazione, è il fumetto, quello mediorientale in particolare. "Fumetto e animazione in Medio Oriente. Persepolis, Valzer con Bashir e gli altri: i nuovi immaginari grafici dal Maghreb all'Iran", edito da Tunué, esce così a ottobre 2011, tema su cui continua a estendere la ricerca. Al momento è impegnata come operatore didattico in alcuni siti archeologici della capitale e in alcuni musei, tra cui MAXXI, GNAM e Palazzo delle Esposizioni.