Ludovica De Luca: visioni doppie

Museo Civico di Zoologia, Roma – fino al 17 novembre 2013. Animali, panorami e realtà sospese costituiscono l’anima degli scatti di Ludovica De Luca, giovane fotografa romana che ha fatto della foto e dello sguardo gli elementi di un doppio processo creativo.

Ludovica De Luca, Pesce (Berlin Zoologischer Garten) e Sidi Abderrahman (Casablanca, Marocco), 2013

Vedo doppio è una mostra fotografica che si inserisce tra le manifestazioni correlate alla dodicesima edizione del Festival di Fotografia di Roma. Ed è un accostamento perfetto quello tra i lavori di Ludovica De Luca (Roma, 1986) e gli spazi del museo di zoologia, che fungono da corredo a un’atmosfera sospesa nel tempo. Se qui infatti vige la staticità di esseri immutabili e solidi nel tempo, che ridestano un senso di curiosità e un gusto per l’esotico, nelle fotografie della De Luca i corpi e la materia rendendo risultano alleggeriti. I soggetti sono lievi come pensieri vaganti, e in continua metamorfosi. Grazie ai sapienti giochi di sovra-esposizione si intravedono – perché voluti o per casualità – panorami sfuggenti e onirici, intersezioni evanescenti e poetiche permettono giochi di immaginazioni extra-ordinari. Doppie visioni, dunque, per convincersi del fatto che la realtà non è mai una sola.

Claudia Fiasca

Roma // fino al 17 novembre 2013
Ludovica De Luca – Vedo doppio. Panorami a pellicola tra natura e città
a cura di Artnoise – Paola Paleari e Giulia Zamperini
MUSEO CIVICO DI ZOOLOGIA
Via Aldrovandi 18
06 67109270 / 06 0608
[email protected]
www.museodizoologia.it

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Claudia Fiasca
Nata nel 1988, vive a Roma. Si laurea nel 2011 in Storia dell’arte con una tesi in Arte Contemporanea e consegue nello stesso anno un master in Estetica e Comunicazione museale. Attualmente sta approfondendo i suoi studi frequentando il corso di laurea magistrale presso l’Università di Roma La Sapienza. Adora i dettagli ed è una silenziosa osservatrice. Le piace stare in treno e ammirare le vicende umane nelle sale d’attesa degli aeroporti. Porta sempre con sé carta e penna, per scrivere d’arte e ricordare piccoli eventi comuni che a volte, lasciano una sensazione immemorabile. Ha iniziato a scrivere poesie dall’età di otto anni. Ora pensa e si adopera per il suo futuro da critica e curatrice.