La figurazione luminosa di Alessandro Lupi

Whitelabs, Milano – fino al 7 dicembre 2013. I fili fluorescenti di Alessandro Lupi delineano figure inconsistenti, che al buio non esistono. “Antiego” è la sua prima personale nella galleria meneghina.

Alessandro Lupi, Densità fluorescente (Sogno), 2007

Da bambino tentava di inventare una pila che facesse buio. Alessandro Lupi (Genova, 1975; vive a Berlino) non c’è riuscito, ma non ha abbandonato il desiderio di sperimentare e giocare con la luce. La materia che plasma per le sue sculture è fatta di fili di poliestere, che dipinge con pigmenti fluorescenti e fosforescenti per poi illuminarli con luce ultravioletta. L’artista fa emergere sagome, con l’obiettivo di coniugare la scultura figurativa con l’elemento luminoso.

Questo significa rapportarsi anche con l’ombra, che usa come fattore ingannevole: i rami spogli installati alla parete paiono proiettare un riflesso rigoglioso, ma si tratta di un wall painting. Richiede la partecipazione dell’osservatore la serie, più recente, degli Specchi antiego, che riflettono qualunque cosa ad eccezione del volto di chi vi si trova davanti. Tutti vampiri.

Marta Cereda

Milano // fino al 7 dicembre 2013

Alessandro Lupi – Antiego
a cura di Nicola Davide Angerame

WHITELABS

Via Tiraboschi 2

348 9031514

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.
  • Il lavoro con le ombre allusive del ramo senza foglie è magnifico: è sintesi, è poesia, ha una sottile bellezza, è costruito con tecnica e unisce il reale all’immaginario.
    Finalmente.