La Croazia ricorda. E David Maljković omaggia Minini

GAMeC, Bergamo – fino al 6 gennaio. Dopo il Van Abbemuseum, David Maljković presenta nuovamente “Sources in the Air”, allestendo il suo primo iter istituzionale italiano. Un vivaio visuale in cui il tempo guarda attraverso la materia e le sue sovrapposizioni.

David Maljković, Display for Massimo Minini, 2008-2013 - courtesy l’artista & Galleria Massimo Minini, Brescia - photo Antonio Maniscalco, Milano

Sources in the Air è la terza e ultima tappa di un progetto che ha intensificato, nel corso di mesi, la collaborazione tra la GAMeC e altre due importanti istituzioni internazionali: il Van Abbemuseum di Eindhoven (dove la mostra è stata presentata nell’autunno 2012) e il BALTIC Centre for Contemporary Art di Gateshead, spazio che l’ha ospitata nella primavera 2013. David Maljković (Fiume, 1973) presenta una pregevole selezione di lavori concepiti negli ultimi dieci anni senza dimenticare di interloquire con gli spazi del museo di Bergamo e con i tempi del nuovo allestimento, attraverso produzioni site specific. Uno su tutti, da ricordare, l’omaggio ai quarant’anni di attività della sua galleria, messaggio rappresentato attraverso un collage di tutti gli inviti realizzati per le aperture delle mostre (Display for Massimo Minini). Fra teche, riquadri, lampade, diorami e pedane, l’occhio di Maljkovic si focalizza con cautela sul significante dei ricordi, fermando tanto il tempo quanto lo spazio nel concetto di fotogramma, istante al quale aggiungere o sottrarre reminiscenze.

David Maljković, New Reproductions, 2013 / Display for Massimo Minini, 2008-2013 - courtesy l’artista & Galleria Massimo Minini, Brescia - photo Antonio Maniscalco, Milano
David Maljković, New Reproductions, 2013 / Display for Massimo Minini, 2008-2013 – courtesy l’artista & Galleria Massimo Minini, Brescia – photo Antonio Maniscalco, Milano

Come all’interno di un lungo, ininterrotto autoritratto, una serie di collage fotografici assemblati per la mostra a Bergamo dispongono, secondo un nuovo ordine, le immagini di lavori e installazioni realizzati da Maljkovic nell’arco degli anni. Accanto ad essi, progetti come la serie delle Temporary Projections del 2011, così come Monochromes (2013) e Lost Pavilion (2008), traghettano nelle sale della GAMeC la visione strutturale di molti stadi mnestici, livelli svelati a poco a poco dallo stesso artista. Qui gli strumenti utili alla registrazione, alla riproduzione e alla conservazione del sensibile percepito, supporti come proiettori di film e diapositive, apparecchiature fotografiche e cancelleria da archivio, vengono presentati in qualità di registratori neutri, afoni, incompleti e, spesso, fragili, entrando in contraddizione con la loro stessa funzione. Da notare che in Sources in the air i contrasti fra le Avanguardie della Jugoslavia di Tito e il Regime diventano cornice storica inserita all’interno di una cornice estetica rigorosa, modificando la percezione del tempo. Costante che metaforicamente eleva la Storia a momento condiviso, esattamente come la pedana allestita nello Spazio Zero, che crea profondità e scenografie viventi.

David Maljković, Monochromes (particolare), 2013 - courtesy l’artista & Metro Pictures, New York & Annet Gelink Gallery, Amsterdam - photo Antonio Maniscalco, Milano
David Maljković, Monochromes (particolare), 2013 – courtesy l’artista & Metro Pictures, New York & Annet Gelink Gallery, Amsterdam – photo Antonio Maniscalco, Milano

Il candore impeccabile dell’allestimento, inoltre, e l’esemplare disposizione sequenziale delle opere instillano nello spettatore reverenza nei confronti di qualsiasi atto interattivo, promosso o trattenuto nei confronti dell’opera di Maljkovic.

Ginevra Bria

Bergamo // fino al 6 gennaio 2014
David Maljković – Sources in the Air
GAMEC
035 270272 
[email protected]
www.gamec.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.