Dunja Herzog e la sovversione del quotidiano

Istituto Svizzero, Milano – fino al 9 novembre. Nella lobby verandata, Dunja Herzog allestisce la sua prima personale italiana. Invertendo il senso della percezione scalare, l’artista elvetica assembla miniature del quotidiano sovvertendo l’ordine del sensibile.

Dunja Herzog - Laughter is usually the end of the conversation - veduta della mostra presso l’Istituto Svizzero, Milano 2013 - photo Emanuele Biondi

Con Laughter is usually the end of the conversation Dunja Herzog (Basilea, 1976) introduce nel capoluogo meneghino una pratica scultorea ampliata, prolungata, insistita nel vortice dello scompaginamento del reale. Dopo aver compiuto una serie di viaggi in Africa, l’artista dimentica ogni condizione di completamento e a Milano presenta un universo del vissuto destabilizzato. Un percorso caratterizzato da un uso del quotidiano artigianale, dal cambio di scala e dalla ricerca di un equilibrio che rappresenti, proiettandoli sugli oggetti, i limiti della propria instabilità. Tra palmizi dinoccolati e miniature composte di accostamenti materici sperimentali (come alga nori e gommapiuma in Emilie, 2013) l’artista rievoca modalità assemblative ben note, rilette per creare visioni disadattate, scenografie di una magica, surreale deformità.

Ginevra Bria

Milano // fino al 9 novembre 2013
Dunja Herzog – Laughter is usually the end of the conversation
ISTITUTO SVIZZERO

Via del Vecchio Politecnico 3
02 76016118

[email protected]
www.istitutosvizzero.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.