Connessioni veneziane

Punta della Dogana, Venezia – fino al 31 dicembre 2014. Visitare la mostra “Prima materia” è un’esperienza immersiva, anche grazie alla splendida posizione della sede, che si fonde con la città lagunare aprendo nelle sale vivissimi scorci di canali e palazzi storici.

Prima Materia - veduta della mostra presso Punta della Dogana, Venezia 2013

L’operato dei due curatori, Caroline Bourgeois e Michael Govan, mirava a rendere conto “enciclopedicamente” – e dunque in correlazione con il tema scelto per la Biennale d’Arte –  dell’influenza esercitata dall’arte contemporanea sulla vita pubblica e privata dell’uomo moderno. La ricetta usata mescola grandi maestri dell’Arte Povera (di grande impatto la navata centrale dedicata a giganti come Penone, Boetti, Paolini, Merz in dialogo con l’analogo movimento Monoha in Giappone) o ancora precedenti come Piero Manzoni,  con artisti molto contemporanei dal punto di vista dell’avvio dell’attività, come Adel Abdessemed (nato nel 1971) o Loris Gréaud (nato nel 1979).
L’obiettivo? Rappresentare l’attuale trasformazione del mondo e della realtà in relazione alla sempre crescente complessità e stratificazione dei linguaggi. Il titolo, Prima Materia, è una citazione tratta dai manuali alchemici del Medioevo, e indica una sostanza primeva da cui è possibile originare elementi di diversa natura e che metaforicamente comunica il tentativo dell’arte contemporanea di farsi espressione della totalità delle sfaccettature umane. Impresa sempre in fieri, invero.

Prima Materia - veduta della mostra presso Punta della Dogana, Venezia 2013
Prima Materia – veduta della mostra presso Punta della Dogana, Venezia 2013

Lo spaesamento iniziale che investe il visitatore quando, dopo aver sperimentato la sensazione di entrare in un museo-istituzione si ritrova nella grande installazione-ambiente di Lizzie Fitch e Ryan Trecartin che simula un set da Grande Fratello, non viene mitigato durante il percorso, ma anzi acuito dai contrasti spesso stridenti tra le opere, che sembrano parlare una babele di lingue diverse espresse anche tramite “materie” diverse.
La cura nella scelta degli artisti riesce a smorzare la sensazione che in fondo si tratti ancora una volta di porre l’accento sulle consonanze e sui rimandi reciproci generazioni diverse, qui arricchito dalla natura site specific di molti lavori, come la poetica installazione sul tema dell’acqua di Roni Horn.

Chiara Ciolfi

Venezia // fino al 31 dicembre 2014
Prima Materia
a cura di Caroline Bourgeois e Michael Govan
Catalogo Electa
PUNTA DELLA DOGANA
Dorsoduro 2
041 5231680
www.palazzograssi.it

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Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.