Augusto tra Roma e Parigi

Scuderie del Quirinale, Roma – fino al 9 febbraio. Statue ritratto e gruppi scultorei, arredi e oggetti d’uso quotidiano. Riuniti nella Capitale – e poi a Parigi – per ripercorrere la storia dell’imperatore eletto a simbolo dal Fascismo.

Augusto - veduta della mostra presso le Scuderie del Quirinale, Roma 2013

La cooperazione internazionale dà sempre ottimi frutti. Il frutto in questione è la mostra dedicata ad Augusto presso le Scuderie del Quirinale (e al Grand Palais di Parigi a partire dal 19 marzo), prima esposizione in Italia dedicata a questo tema dopo quella del 1937, marchiata da una precisa volontà politica di celebrazione dell’estetica fascista. Una sorta di ostracismo intellettuale ha accompagnato, secondo l’analisi dei curatori italiani e francesi, la figura del princeps, quell’Augusto da cui i successivi imperatori presero il nome, superato solo quest’anno, in occasione del bimillenario della morte. L’occasione ha permesso di raccogliere circa 200 opere fra statue, lastre scolpite, ritratti, arredi, per restituire l’intreccio tra la vita e la carriera folgorante di Ottaviano Augusto con il formarsi di una nuova cultura e di un nuovo linguaggio artistico.
Il fulcro visivo della mostra è costituito dalle gigantesche statue ritratto del principe, per riunire le quali sono stati “saccheggiati” i musei romani e, in seconda battuta, i gruppi scultorei: i cosiddetti rilievi Grimani da Vienna e Palestrina, il gruppo frontale dei Niobidi da Copenaghen e Roma e la lastra mancante dall’Ara Pacis proveniente dal Louvre. Alle espressioni plastiche si affiancano una serie di arredi e oggetti di uso quotidiano, preziosi nella fattura e nei materiali, primi fra tutti  gli argenti del cosiddetto tesoro di Boscoreale, anch’esso in prestito dal Louvre.

Augusto - veduta della mostra presso le Scuderie del Quirinale, Roma 2013
Augusto – veduta della mostra presso le Scuderie del Quirinale, Roma 2013

Lo staff curatoriale sottolinea che la “scelta critica si basa sulle opere che rivelano nel modo più idoneo il sistema di comunicazione adottato da Augusto e dalla sua corte, e che presentano, altresì, una qualità artistica superiore alla media. Nessuna divisione per generi, quindi”. Mancano, è vero, alcuni pezzi iconici come la Gemma Augustea, ma tale assenza è dovuta all’impossibilità del prestito oppure al condizionamento degli spazi delle Scuderie, che non reggono carichi troppo pesanti.
L’operazione, a spiccata vocazione didattica, può dirsi dunque in quest’ottica brillantemente riuscita: qualunque visitatore non particolarmente edotto in materia di archeologia romana è guidato dagli ottimi apparati e dagli allestimenti coerenti con il percorso a scoprire – o ricordare – la storia di Augusto. Il dubbio che si tratti però non tanto di un’operazione di particolare novità scientifica, quanto di uno sfoggio di partnership eccellente con il Louvre, resta.

Chiara Ciolfi

Roma // fino al 9 febbraio 2014
Augusto
a cura di Eugenio La Rocca, Claudio Parisi Presicce, Annalisa Lo Monaco, Cécile Giroire, Daniel Roger
Catalogo Electa
SCUDERIE DEL QUIRINALE
Via XXIV Maggio 16
06 39967500
www.scuderiequirinale.it

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Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.