Pronto soccorso a cavallo. L’idea è di Urs Fischer

A Roma da Gagosian è di scena Urs Fischer. L’artista svizzero è stato tra i protagonisti della Biennale di Venezia 2011. In mostra un bizzarro allestimento equino, una piccola installazione e tre lavori di matrice fotografica. Fino al 26 ottobre.

Urs Fischer, Horse/Bed, 2013 - Alluminio lucido fresato, acciaio zincato, viti, perni, due elementi in resina - Edizione di 3 & 1 AP - © Urs Fischer - Courtesy Urs Fischer e Gagosian Gallery - photo Stefan Altenburger

Può una lettiera per emergenze sanitarie dotata dei più avanzati accorgimenti tecnologici venire allestita su un cavallo anziché a bordo di un’autoambulanza? Secondo Urs Fischer (Zurigo, 1973) sì. L’artista svizzero porta a Roma il suo concettualismo a trazione pop, sgomberando il più possibile la sala ovale della galleria italiana di Gagosian. L’idea è brillante e intrigante. Sa però di scelta formalista l’aver congiunto animale e barella hi-tech a mezzo fusione/decolorazione/glassatura glamspacey. Tant’è che il mazzolino di fiori colorati installato a mo’ di contrappunto e di negativo concettuale, più che condensare dando forza all’insieme, finisce per complicare e appesantire. Completano la mostra tre lavori a parete di matrice fotografica, di grande formato, in cui uova e ovali di volti umani compongono tautologie visive ineccepibili ma poco incisive.

Pericle Guaglianone

Roma // fino al 26 ottobre 2013
Urs Fischer
GAGOSIAN GALLERY
Via Francesco Crispi 16
06 42086498
[email protected]
www.gagosian.com

CONDIVIDI
Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.
  • LORENZA

    per la verità a me il mazzolino di fiori è la cosa che è piaciuta di più …

  • La mostra di Fischer da Gagosian Roma rappresenta gli anni 90 avvicinati ad una candela.

    Significativo il cavallo-letto di ospedale, che sembra la fusione dozzinale del cavallo cattelaniano con l’elemento asettico di ospedale di Hirst.

    Fischer gioca, mastica e restituisce gli anni 90; sapendo che tanto tutto può andare, e che può anche esagerare con il suo tocco magmatico, fastidioso e stravagante. Fischer è un dito nel ventilatore. Un artista anni 90 sbagliato, e giocherellone. Meno didattico di Bock, materico, poco ruffiano. Mi piace perchè rimane pop, insinuando un dubbio. Ma allo stesso tempo non ci vuole dire niente, non è diverso da un ragazzo che gioca con la sabbia bagnata in riva al mare. E i collezionisti pagano, e gli anni 90 ridono. La sfida è superare questi anni 90, Sehgal ci prova rinfrescando un ‘intuizione anni 60. Ma c’è anche un ‘altra strada, rimando a Tao, ora in prima su whitehouse.

  • Rudi

    non è questo il punto Whotehouse
    se pensi che l’arte visiva sia soggetta a cambiare paradigma a ogni cambio di decennio sei tu che stai confondendo i tempi dell’arte con quelli della moda

    • pneumatici michelin

      Caro rudi la moda cambia di anno in anno e non ogni decennio:
      nell’arte e in altri settori ci sono diversi paradigmi in contemporanea
      e spesso quelli più in vista non sono indenni dall’obsolescenza.
      Se un artista segue poco creativamente un paradigma può significare che lo ha adottato senza riconoscerne contesto e necessità fondative.
      Un paradigma può essere buttato via anche dopo tre mesi senza per questo fare moda: moda la fa chi ripete il guscio senza trovare il contesto.
      il caso di fisher autore di pochissimi lavori interessanti (ma mai particolarmente intelligenti) è perfetto , direi da manuale: un repertorio di citazioni condito da tatuaggi tanta birra e una dieta ipercalorica.

  • Purtroppo leggi quello che vuoi leggere. Non ho scritto quello che hai letto. Sto dicendo appunto che siamo ancora in pieni anni 90. Con un pizzico di vintage, che troviamo ormai in ogni settore.

    E quindi eserciti di Giovani Indiana Jones: artisti giovani e giovanissimi che recuperano lo stile dei nonni, e questo fa tanto riflessivo e cool. Curatori che fanno mostre usando citazioni e titoli di libri trovai in mercatini dell’usato. Anche questo fa tanto cool. Si tratta della moda, nulla di male.

    Penso che la contemporaneità sia in un modo di porsi maggiormente consapevole. Un’idea di museo che non sia un luogo ma “guardare diversamente”. Ti invito al progetto Tao che trovi in prima pagina su Whitehouse, per capire meglio cosa intendo.

  • Rudi

    ho sottolineato ciò che è rilevante, ovviamente secondo me, in ciò che ho letto