Maurizio Casari. Acrobazie in punta di matita

Incorniciarte, Verona – fino al 9 novembre 2013. Luigi Meneghelli sulle tracce di un grande passato – quello della storica Galleria Ferrari – incontra Maurizio Casari, 25 anni dopo la sua ultima personale. E scopre la svolta sensuale delle sue geometriche acrobazie.

Maurizio Casari, Senza titolo 4a, 2013, grafite e pastelli su carta, 60x80 cm

I più recenti disegni in grafite e pastello di Maurizio Casari (Bergamo, 1939; vive a Verona) si animano di una fragile ma composta armonia. Opere grafiche e plastiche dei decenni passati vi entrano in delicato dialogo, nell’allestimento curato da Luigi Meneghelli. Il confronto esalta le radici profonde di una creazione da sempre in bilico tra il mentale e l’organico, ma accesa ora da una vena più sensuosa, che si rafforza proprio nella finezza del tratto. Come nota il curatore, è qui che “sembra rivelarsi con maggiore potenza il gesto della mano, la pulsione del corpo”. La mostra si presenta sobria, quasi in sordina, ma merita attenzione per il suo scavo nel retaggio di un territorio, quello veronese, che trovò nella Galleria Ferrari il suo “laboratorio di sperimentazione permanente”, e che ancora oggi (nel generale impoverimento, specie istituzionale) è capace di esprimere la sua vitalità.

Simone Rebora

Verona // fino al 9 novembre 2013
Maurizio Casari – Disegni. Le acrobazie della geometria

a cura di Luigi Meneghelli
INCORNICIARTE
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www.incorniciarte.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.