Martychowiec. Fotografie che bisbigliano i ricordi

Galleria Upp, Venezia – fino al 23 novembre. Volti (quasi) diafani, ricordi e posizioni controvertite per le fotografie di Michal Martychowiec. E il talentuoso artista polacco mette in gioco innanzitutto lo spettatore, con opere che probabilmente vedremo anche nello stand di Artissima.

Michal Martychowiec, La Chambre de Labastrie, 2013 - gelatine silver print on paper - cm 25 x 40 each

La Chambre de Labastrie, titolo della serie dell’artista polacco Michal Martychowiec (Lublino, 1987), evoca una dimensione di annebbiamento biancastro e introduce la posizione in cui lo spettatore si vedrà collocato nell’incontro con questi volti imperscrutabili. Ritratti? Anche, ma piuttosto osservatori silenziosi che scrutano. In queste fotografie avviene uno scambio di parti: lo spettatore è nudo, qualcuno che è dall’altra parte lo Spectrum, ovvero il soggetto immortalato nella foto, osserva, ma non c’è scambio: la via è privilegiata solo per il suo sguardo. Da questo gioco si può rimanere accattivati o infastiditi, dipende dal grado personale di piacere nel sapere di essere osservati, ma a sommare sensazioni ci pensano i luoghi. Riconoscibili perché nitidi, rendono meno distanti questi volti. Ricordi orfani si sovrappongono e c’è bisbigliato tutto un mondo di affetti, che è universale.

Giorgia Noto

Venezia // fino al 23 novembre 2013
Michal Martychowiec – La Chambre de Labastrie
GALLERIA UPP
Giudecca 282
328 4643887
[email protected]
www.galleriaupp.com

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Giorgia Noto
Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia (Viterbo). Collabora con alcune riviste cartacee e testate online legate alla cultura contemporanea, scrivendo principalmente di arti visive e moda. Parallelamente all’attività di scrittrice freelance, è una curatrice. Ha collaborato con il collettivo di arte pubblica Cantieri d’Arte, formato da Marco Trulli e Claudio Zecchi, e frequentato il Corso in pratiche curatoriali e arti contemporanee di Aurora Fonda a Venezia. Dopo un anno di lavoro intenso con un’associazione romana con cui ha ideato e organizzato diversi progetti all’interno della città di Roma, oggi porta avanti la sua ricerca come curatrice in autonomia.