La didascalia d’autore di von Wedemeyer al Maxxi

Maxxi, Roma – fino al 26 gennaio 2014. Mentre alla Camera si deliberava sul Decreto Bray, al Maxxi inaugurava “The Cast”. Una mostra dedicata al videoartista tedesco Clemens von Wedemeyer, con la sua ricerca sviluppata a Roma, tra gli studios di Cinecittà e il Teatro Valle Occupato.

Clemens von Wedemeyer, The Cast - Procession

The Cast, articolata in quattro capitoli, è una didascalia alla cultura italiana: un’analisi – offerta da Clemens von Wedemeyer (Göttingen, 1974; vive a Berlino) – intrinseca al cinema con uno sguardo al contesto che ne ha permesso la formazione fino all’endemica lotta odierna per la sopravvivenza.
Il primo capitolo, Afterimage, è un’animazione 3d realizzata in soggettiva. Ambientata nello storico laboratorio CineArs, al ritmo di passi rimbombanti tra sculture e oggetti di scena ammassati, veniamo immersi in un mondo altro. Le inerti statue sono il fermo immagine del tempo, allusione a una cultura stantia, trascurata, abbandonata. The Beginning. Living Figures Dying, proiettato lungo il pavimento vetrato della Galleria 5, rappresenta un percorso in fluire di immagini celebri, interrogate dalla contaminazione di strategie narrative. Un capitolo molteplice per forme e significati, che attraverso il mezzo filmico critica e ricorda. Sugli schermi brucia la memoria del cinema stesso, seguendo le fila di ciò che lo accomuna alla statua: il fondamento, la venerazione e la distruzione, raggiungendo l’acme con October di Ėjzenštejn.

Clemens von Wedemeyer, The Cast
Clemens von Wedemeyer, The Cast

La terza parte della mostra, Procession, tra genere documentario e finzione, apre con la fondazione di Cinecittà nel 1937, rimettendo in scena un incidente del 1958, quando migliaia di comparse tentarono di entrare negli studios chiedendo lavoro e interrompendo così le riprese in corso. Il cast è costituto dagli artisti e attivisti del Teatro Valle: dagli Anni Cinquanta a oggi, nel ritorno delle false aspettative e delle grandi delusioni, sullo sfondo di un gioco in bianco e nero e del sussurrato “Vogliamo vivere”. A conclusione, ispirata a Ovidio, variante del diluvio universale, Remains. The Myth of Deucalion and Pyrrha è un’esposizione di alcuni calchi provenienti dal CineArs. Il mito della rinascita dopo la distruzione è un chiaro messaggio per i sopravvissuti: lo spettatore come Deucalione e Pirra è chiamato a essere artefice di una nuova era.
The Cast, tra produzione di sculture, selezioni di attori e lo “scagliare contro”- secondo la definizione del termine – sovrappone tempi differenti, in cui il mito e gli Anni Cinquanta dialogano con le odierne lotte dei precari del settore. The Cast, ad oggi, è un vademecum.

Rossella Della Vecchia

Roma // fino al 26 gennaio 2014
Clemens von Wedemeyer – The Cast
Catalogo Archive Books
a cura di Giulia Ferracci
MAXXI
Via Guido Reni 4a
06 3201954
[email protected]
www.fondazionemaxxi.it

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Rossella Della Vecchia
Rossella Della Vecchia, classe 1986, è specializzata con lode in Storia dell'Arte Contemporanea (cattedra di Carla Subrizi, La Sapienza) con la tesi “Trouble Every Day: Tous Cannibales, la voracità da tabù ad arte, dall’arte alla società”. Da sempre interessata all’arte come alla scrittura, e alla comunicazione in genere, scrive di cultura, politica e attualità. Storica dell’Arte, esperta SEO e freelance per vocazione, attualmente fa parte dell’ambito gestionale di Zon.it. Da marzo 2013 cura un personale blog sull’arte: ArtFriche Zone. “Soltanto quando il senso di associazione nella società non è più abbastanza forte da dare vita a concrete realtà, la stampa è in grado di creare quell’astrazione, il pubblico” (Dwight MacDonald).
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