Estetica dell’esplorazione

Tiziana Di Caro, Salerno – fino al 7 dicembre. Un fluente progetto sul viaggio delinea la prima personale italiana di Maxime Rossi per gli spazi della galleria salernitana.

Maxime Rossi, Blue Parrot Canyon, 2013 - courtesy Galleria Tiziana Di Caro, Salerno

Una ricerca sul campo, una ricognizione etica, una intromissione intellettuale nel lavoro altrui e nell’altrui civiltà. Concepita seguendo direttive geocreative, la prima personale italiana di Maxime Rossi (Parigi, 1980) pone al centro del discorso un programma di antropologia estetica che rivisita e reinventa l’itinerario di Max Ernst tra i nativi americani. Nato da un cammino culturale a Sedona (Arizona), Kemosabe – titolo della mostra che delinea la figura di un affidabile esploratore – propone difatti un viaggio fisico e metaforico che sottopone lo spettatore ad una indagine minuziosa.
Un potente wallpaper, un paracadute con la stampa di una grafica di Vasarely e un bassorilievo circolare (zoomata su un punto del wallpaper, fantomatico rifugio di Ernst), accanto a quattro sculture in ceramica, a una eccezionale cianotipia e a un acrilico su tela, rappresentano i nove cardini di un ritratto in cui l’artista esprime la propria riflessione su un orizzonte di pensiero accattivante e leggero.

Antonello Tolve

Salerno /// fino al 7 dicembre 2013
Maxime RossiKemosabe
TIZIANA DI CARO
Via delle Botteghelle, 55
089 9953141
[email protected]
www.tizianadicaro.it

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi 1977) è teorico e critico d’arte. Dottore di ricerca presso l’Università di Salerno, insegna Pedagogia e Didattica dell'Arte e Antropologia dell'Arte all'Accademia di Belle Arti di Macerata. Studioso delle esperienze artistiche e delle teorie critiche del Secondo Novecento, con particolare attenzione al rapporto che intercorre tra arte, critica d’arte e nuove tecnologie. Pubblicista, collabora regolarmente con diverse testate del settore. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'estero e vari cataloghi di artisti. Collabora, a Salerno, con la Fondazione Filiberto Menna e dirige con Stefania Zuliani, per l’editore Plectica, la collana Il presente dell’arte. Tra i suoi libri Giardini d’utopia. Aspetti della teatralizzazione nell’arte del Novecento (2008), Gillo Dorfles. Arte e critica d'arte nel secondo Novecento (2011), Giuseppe Stampone. Estetica Neodimensionale / Neodimensional Aesthetics (2011), Bianco-Valente. Geografia delle Emozioni / Geography of Emotions (2011).