D’Alonzo e lo spazio (im)materiale di preghiera

La seconda (e penultima) fase del progetto di Gianfranco D’Alonzo. Presso lo Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande, a Roma, fino al 25 ottobre. E dall’etere la preghiera acquisisce matericità.

Gianfranco D’Alonzo – Land of prayer Alias - veduta della mostra presso lo Studio Casagrande, Roma 2013

Nella galleria di Pino Casagrande è avvenuta una metamorfosi: Land of Prayer, opera che da dicembre 2011 a febbraio 2013 ha fluttuato nell’etere, ha cambiato forma e ha acquisito matericità, diventando Land of Prayer Alias. Trame proiettate, dipinte e ordite: è attraverso delle reti che Gianfranco D’Alonzo (Roio di Sangro, 1958) tenta di intrappolare lo spettatore in una dimensione spazio-temporale lontana dalla quotidianità e quindi più vicina alla riflessione e alla preghiera. Un tutt’uno eterogeneo in cui la proiezione di Land of Prayer si riflette in un grande tappeto, il cui motivo viene ripreso e colorato in un trittico dipinto a olio su finta pelle. Variazioni sul tema che valorizzano l’aspetto grafico del progetto ma che soprattutto – usando le parole della curatrice – creano “un territorio che è convergenza tra piano pittorico, spazio di proiezione e schermo del computer, oltre i confini rigidi della specificità, in una continua reinvenzione del medium”.

Maria Marzia Minelli

Roma // fino all 25 ottobre 2013
Gianfranco D’Alonzo – Land of prayer Alias
a cura di Emma Ercoli
STUDIO PINO CASAGRANDE
Via degli Ausoni 7a
[email protected]
www.pinocasagrande.com

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Maria Marzia Minelli
Maria Marzia Minelli (Bergamo, 1985). Dopo essersi laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con un progetto di trasformazione di una cava dismessa in una scultura territoriale, decide di seguire la sua passione per l'arte contemporanea iscrivendosi al Luiss Master of Art, del quale è attualmente studentessa. Con l'obiettivo di nutrire il suo forte interesse per le relazioni che si possono instaurare tra arte e architettura, collabora con lo studio di Attilio Stocchi in occasione di Lucegugliavoce (2007) e, durante il periodo universitario, con l'Osservatorio Public Art coordinato da Emilio Fantin. Dall'aprile 2013 cura per il magazine Hestetika la rubrica Arte in città, dedicata all'arte pubblica.