Tourbillon di mostre a Lissone

Sette piccole esposizioni al Mac di Lissone, diretto da Alberto Zanchetta. Tra collage, vetrofanie, scultura antimonumentale, design. Continua la nuova frizzante formula espositiva del museo brianzolo.

Umberto Chiodi

Come ormai d’uso sotto la direzione di Alberto Zanchetta, anche per il primo appuntamento della stagione 2013/2014 il Mac suddivide i suoi spazi fra tante piccole mostre. La formula funziona e, oltre ad aver svecchiato l’impostazione del museo, lascia spazio alla presentazione del lavoro di giovani artisti.
A partire dalla facciata dell’edificio, con le vetrofanie del ciclo In vitro: le due appena aggiunte sono di Igor Eškinja e di Anton Kehrer, che omaggia Dan Flavin. Quattro piccole mostre, poi, si dividono il piano terra. Il ciclo La scultura interroga la pittura propone un busto di Francesco Sena (Avellino, 1966), che per l’atmosfera di sospensione metafisica viene allestito di fronte a un Cavaliere degli Anni Sessanta di Giorgio de Chirico. Il terzo capitolo di Readesing affianca invece la macchina per scrivere Remington ten forty di Carl Sundberg, lo sgabello Mezzadro di Achille e Pier Giacomo Castiglioni e un testo scritto per l’occasione da Franco Rella.

Francesco Sena
Francesco Sena

La città degli immortali è il titolo della “micropersonale” ispirata a Jorge Luis Borges di Ettore Tripodi. Le opere segnano il definitivo ingresso della pittura nella sua poetica e sono caratterizzate da uno stile preciso e luminoso, anche se indugiano a tratti in riferimenti al passato che limitano l’attualità dell’opera. L’altra micropersonale è Crossage di Umberto Chiodi, che presenta esemplari dell’omonimo ciclo degli ultimi mesi. In linea con il fenomeno internazionale del ritorno al collage e del suo ripensamento, Chiodi giustappone frammenti di immagini che si sciolgono parzialmente in una struttura complessiva tendente all’astrazione. Antropomorfismi più o meno deformi e diminuiti occhieggiano in mezzo alle forme astratte. Ne risulta un grido di allarme per i destini dell’individuo odierno, tra il tragico e il sardonico.

Readesing 3 - Carl Sundberg
Readesing 3 – Carl Sundberg

Dopo una retrospettiva – trascurabile, per quanto ben concepita e allestita da Zanchetta – di Lorenzo Piemonti al secondo piano, al terzo si giunge a Displace di Andrea Magaraggia e Francesco Fossati. Due autori che si inseriscono nel filone dell’installazione antimonumentale e che operano un détournement del design. Le affinità tra i due fanno sì che la mostra diventi un’enorme installazione ambientale, quasi una personale a quattro mani. L’artigianalità evocativa delle sculture in terracotta di Fossati risuona nell’algidità biomorfa di quelle di Magaraggia, e viceversa.

Stefano Castelli

Lissone // fino al 13 ottobre 2013
La scultura interroga la pittura – Francesco Sena e Giorgio de Chirico
Umberto Chiodi – Crossage
Ettore Tripodi – La città degli immortali
Lorenzo Piemonti – Regesto cromatico
Francesco Fossati e Andrea Magaraggia – Displace
Readesign # 3 – Castiglioni, Sundberg, Rella (fino al 10 novembre)
In vitro – Igor Eškinja e Anton Kehrer (fino al 31 dicembre)
a cura di Alberto Zanchetta
MAC
Viale Padania 6
039 7397368
[email protected]

www.museolissone.it

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.