Nicola De Maria: poesia, colore, carta

Fino al 29 settembre, 300 opere su carta di Nicola De Maria occupano un piano della GAM di Torino. La poesia di un grande artista come esempio di come può essere gestita una programmazione museale.

Nicola De Maria, Il desiderio comanda di occupare tutte le case, 2013 - Collezione privata - Opera site specific realizzata appositamente per la GAM - Photo credit Lino Di Gioia

In un’epoca caratterizzata da pochi denari e da una situazione politica instabile e disattenta, come può muoversi un museo? Alcuni hanno optato per la soluzione delle mostre chiavi-in-mano, cedendo alle lusinghe dei facili guadagni in termini economici e di botteghino. Operazione rischiosa, poiché spesso si rivela assai meno remunerativa di quanto prospettato. Ma soprattutto contribuisce a disconnettere l’istituzione museale dal proprio territorio, che si tratti di comunità artistica o di pubblico. Va da sé che un museo non può nemmeno essere dedicato soltanto alla scena locale: può farlo in certi suoi spazi e momenti, ma la sua missione è altresì quella di fornire al pubblico una visione internazionale di quel che va storicizzandosi in quello stesso mondo dell’arte. Si tratta quindi di dosare con equilibrio la portata transnazionale con quella locale, evitando gli opposti ma uguali provincialismi che portanto a guardare soltanto a un centimetro dal proprio naso o soltanto a migliaia di chilometri di distanza.

Nicola De Maria - I fogli che il vento mi sparge - veduta della mostra presso la GAM, Torino 2013
Nicola De Maria – I fogli che il vento mi sparge – veduta della mostra presso la GAM, Torino 2013

La mostra di Nicola De Maria (Foglianise, 1954; vive a Torino) allestita fino a fine mese alla GAM di Torino assolve assai bene a una di queste funzioni. Perché valorizza e contribuisce a storicizzare un artista del territorio (De Maria è piemontese d’adozione ormai da decenni). E soprattutto perché lo fa con piglio museale, il che significa, fra l’altro: scegliere un taglio curatoriale chiaro e inedito, nella fattispecie concentrandosi sulle opere su carta in un arco temporale che va dagli Anni Settanta a oggi; produrre opere site specific (in questo caso, sia su carta che murali) in maniera tale da rendere unica una mostra che poi potrà anche – e auspicabilmente – circolare in altre istituzioni, ma mantenendo una propria specificità; sostanziare e fondare la ricerca con un catalogo che non sia mera testimonianza di un evento, ma che diventi inevitabilmente uno strumento di studio necessario per chiunque intenda studiare quell’artista e quella opera (e anche in questo senso il libro edito da Silvana Editoriale rispetta pienamente questi canoni).

Nicola De Maria - I fogli che il vento mi sparge - veduta della mostra presso la GAM, Torino 2013
Nicola De Maria – I fogli che il vento mi sparge – veduta della mostra presso la GAM, Torino 2013

In questa maniera, checché ne potranno dire eventualmente i numeri, si è assolto degnamente alla missione di un museo pubblico. Magari non soddisfacendo la demagogia dei botteghini, ma lavorando con una prospettiva meno miope.
Il consiglio è allora di approfittare di questi ultimi giorni per andare o tornare a visitare una mostra che presenta un allestimento intelligente, alternando in maniera sinusoidale momenti che richiedono alta concentrazione ad altri in cui è d’obbligo abbandonarsi alla leggerezza che fluisce dai colori e dalle forme proposte da De Maria. E non dimenticate di leggere (a voce alta, a beneficio magari dei visitatori più piccoli) i titoli delle opere: sono brani di poesia come se ne sentono ormai di rado.

Marco Enrico Giacomelli

Torino // fino al 29 settembre 2013
Nicola De Maria – I fogli che il vento mi sparge
Catalogo Silvana Editoriale
GAM
Via Magenta 31
0114429518
[email protected]
http://www.gamtorino.it/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Angelov

    qualcuno che ha trovato la pace dello spirito e ne fa partecipi anche gli altri