Le architetture emozionali di Wim Starkenburg

Per l’olandese Wim Starkenburg, la forma architettonica esprime sentimenti. “Come quando entri in una chiesa e ti senti piccolo”. È il tema che accomuna i murales, reali o immaginari, e i disegni dell’ex assistente di Sol LeWitt. In mostra alla Galleria Van Der di Torino, fino al 12 ottobre.

Wim Starkenburg, Senza titolo, 2013 - pigmenti in polvere su muro - courtesy VAN DER, Torino

Non importa dove, come, quando. Conta l’idea. Non serve sapere se quel murale è stato effettivamente realizzato o solo immaginato, perché fisicamente “non si può arrivare in ogni luogo”, come confida Wim Starkenburg (Gieterveen, 1947), artista olandese, da oltre trent’anni esecutore materiale di molti tra i lavori del padre dell’arte concettuale Sol LeWitt e alla sua prima personale in Italia. Così non è ben chiaro se le foto documentino interventi reali o siano esse stesse frutto delle manipolazioni digitali dell’autore, che lavora anche con la fotografia. Poi ci sono i disegni della sua produzione più recente, fatti con materiali semplici come il pastello, la grafite, l’inchiostro e la carta, che sono diventati anche un libro d’artista, a cura di Print About Me. Infine, un wall drawing su una parete della galleria. Il tema è sempre quello dello spazio architettonico, che l’artista indaga con fare empatico.

Claudia Giraud

Torino // fino al 12 ottobre 2013
Wim Starkenburg – Faces Places Spaces
VAN DER
Via Giulia di Barolo 13c
011 6983283
[email protected]
www.vandergallery.com