La politica ridotta a una silhouette. Ad opera di Sergio Lombardo

La galleria Luca Tommasi esordisce a Milano con una mostra di Sergio Lombardo, esponente di quel Pop all’italiana che assumeva il ruolo di acuto osservatore della società di massa. Fino al 16 novembre.

Sergio Lombardo - Uomini politici 1961-1964 - veduta della mostra presso la Galleria Luca Tommasi, Milano 2013

È un buon esordio quello della sede milanese della Galleria Luca Tommasi. Funzionali gli spazi, strategica la posizione (nel cortile di Giò Marconi), ottima la scelta di Sergio Lombardo (Roma, 1939). Un artista che si trova in una fase di meritata riscoperta, tra gli autori di quella “pop all’italiana” caratterizzata da uno sguardo sagace sulla società di massa. Per Lombardo l’omogeneizzazione delle identità passava per gli atteggiamenti non verbali. Nel ciclo dei Gesti tipici, ben rappresentato in mostra, stilizzava gli uomini di stato (Kennedy, Kruschev, Nenni) riducendoli a silhouette, evidenziando la postura stereotipata. I gesti diventano buffi e allo stesso tempo inquietanti, preconizzatori del definitivo scivolamento della politica nel populismo. Negli Uomini politici colorati, l’altro ciclo esposto, la cromia non attenua l’effetto simulacrale, e la critica è più velata ma altrettanto efficace.

Stefano Castelli

Milano // fino al 16 novembre 2013
Sergio Lombardo – Uomini politici 1961-1964
a cura di Marco Meneguzzo
LUCA TOMMASI
Via Tadino 15
335 242433
[email protected]
www.lucatommasi.it

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.
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    Beh se lombardo intendeva rimarcare posture sterotipate
    Che preannuncierebbero il populismo attuale mi pare che abbia sbagliato
    I bersagli forse conoscendo superficalmente personitá e mondi
    Di kruscev nenni e kennedy.
    Se lombardo era cosí ingenuo forse non é poi un ‘intelettuale cosí
    “Undeground”(?) come si é scritto da queste parti ma semplicemente
    Uno dei tanti artisti che spacciano per impegno controcorrente banalitá
    e idee annaquate.