Jörg Immendorff, la scimmia

74 opere, 36 dipinti, 30 sculture, 6 disegni. A Klagenfurt, nella Carinzia austriaca, si celebra Jörg Immendorff in una grande retrospettiva pensata per la Stadtgalerie della città.

Jörg Immendorff, Der Maleraffe, 1999

Scomparso all’età di 62 anni, allievo di Joseph Beuys, Jörg Immendorff (Bleckede, 1945 – Düsseldorf, 2007) fu un personaggio che la letteratura saprebbe raccontare. Anarchico, dissoluto, coinvolto in uno scandalo per droga, fu insegnante, proprietario di un bar per molto tempo sede d’incontro della vivace scena artistica tedesca, ebbe una fine tragica. Ma soprattutto fu un artista appassionato, dal gesto carico di tensione personale, intriso di rabbia sociale, con sguardo a volte critico, talvolta proiettato verso l’alto, in una dimensione metafisica irraggiungibile.
Le forme del reale, avviluppate dalle fiamme della sua pittura, trasfigurate tra le pieghe dell’espressione, rese carne da una tavolozza vorace, aggressiva, tra il rosso sangue e l’ebano, livide di viola e di gialli acidi, fanno da contraltare a una scultura seriosa (Ich im Pinselwald, 1989; Weidervereinigung, 1989), stagliata verso l’infinito, debitrice alla plastica di Picasso, di Giacometti, di Martini, di tutti quei colleghi amanti dei volumi scarni, nei quali l’esistenza si fa agra.

Jörg Immendorff, Café Deutschland - still, 1984
Jörg Immendorff, Café Deutschland – still, 1984

In mostra non mancano pezzi tratti da alcuni delle sue serie più note come Cafè Deutschland (1977-1984), una critica equidistante alle lusinghe del capitalismo americano così come alle maglie rigide del totalitarismo sovietico – siamo in piena Guerra Fredda – né un omaggio al suo eponimo più comune, la “scimmia” (Der Maleraffe, 1999). Scimmia è Immendorff, scimmia è lussuria, è regressione; ma le scimmie, animali antropomorfi per eccellenza, sono anche coloro che, soggiogati dal potere, perdono la propria individualità.
Le scimmie sono, infine, protagoniste della sua ultima produzione, ancora più cruda e misteriosa, piena di comprensione della vita, ma adombrata dall’ala della morte, come solo un grande maestro può fare. Un maestro Rinascimentale, un uomo moderno, calato per errore nella società contemporanea.

Santa Nastro

Klagenfurt // fino al 6 ottobre 2013
Jörg Immendorff – Dipinti e sculture
STADTGALERIE
Theatergasse 4
+43 (0)463 5375545
[email protected]
www.stadtgalerie.net

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.