Il Brasile secondo Sarah Morris

Sarah Morris porta a Londra il suo 11esimo film e una nuova serie di dipinti astratti. La mostra “Bye bye Brazil” alla White Cube Bermondsey di Londra è un’indagine sull’immagine superficiale e sulle sottostanti strutture che muovono la complessa realtà sociale ed economica di Rio de Janeiro. Fino al 29 settembre.

Sarah Morris, Rio, 2012

Prende il nome dal pionieristico film del 1970 di Carlos Diegues la mostra di Sarah Morris (Sevenoaks, 1967; vive a Londra e New York) a Londra, che comprende una nuova serie di dipinti e un film. Come nella pellicola di Diegues, anche nel lavoro della Morris è centrale il tentativo di catturare un momento chiave nella modernizzazione del Brasile. I sedici grandi dipinti della serie Rio sono espressione riconoscibile dell’opera pittorica dell’artista. In questa nuova produzione, Morris espande e riduce quelli che l’artista definisce “diagrammi”. Nelle composizioni astratte forme e colori costruiscono un nuovo codice visivo, memore delle ispirazioni dell’artista: il lavoro di Roberto Burle Marx, Oscar Niemeyer e Lina Bo Bardi, e poi cicli lunari, frutta e musica. In queste composizioni, le linee e le forme geometriche, le sfere intrecciate e la vivida scelta dei colori sono espressione di un modo di percepire la città di Rio e insieme un riferimento alla complessa e contrastante natura sociale urbana.

Sarah Morris, Parque Guinle - Nova Cintra Rio, 2013
Sarah Morris, Parque Guinle – Nova Cintra Rio, 2013

L’espressione pittorica e la ricerca filmica sono attività parallele nell’opera della Morris, tramite cui l’artista indaga, sceglie e ci propone tipologie sociali e burocratiche. In Rio, il suo 11esimo film, Morris evoca la complessa realtà cittadina, dalla sua superficiale immagine organizzata e fortemente erotizzata alla vasta estensione urbana, con la realtà industriale, l’architettura cittadina, i rapporti sociali della vita quotidiana. Tra gli ambienti ripresi nel film troviamo l’ufficio dell’architetto Oscar Niemeyer (l’artista l’ha visitato poco prima della sua morte), la sede degli uffici del sindaco di Rio Eduardo Paes, il celeberrimo carnevale e il quartiere della City of God. Trovano spazio nel video anche la parte industriale della metropoli, con l’osservazione della fabbrica della birra Brahma e un’intensa indagine visiva sull’architettura di Rio de Janeiro. Nello scorrere degli 88 minuti di video, complice la colonna sonora creata da Liam Gillick – da anni collaboratore di Morris – si percepisce uno spazio allucinatorio di indagine su una città che sta attraversando un nuovo momento chiave di cambiamento e modernizzazione, la cui energia pulsante è percepibile e la cui rilevanza a livello internazionale si sta evolvendo, anche in vista dei giochi olimpici e dei mondiali di calcio. Rio non manca di intrattenere e a tratti sembra un normale video di introduzione alla città: ne mostra la complessità e l’energia caratteristica mentre non menziona molti dei suoi noti problemi, come la corruzione e la criminalità.
L’allestimento permette l’indisturbata immersione nell’opera di Morris, il vasto spazio asettico della White Cube di Bermondsey spoglia l’esperienza dello spettatore da ogni distrazione glorificando l’opera dell’artista.

Laura Lencioni

Londra // fino al 29 settembre 2013
Sarah Morris – Bye bye Brazil

WHITE CUBE BERMONDSEY
144-152 Bermondsey Street
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