Street Art da Alessandria a Catania

A Catania, l’ultimo nato tra gli spazi deputati all’arte contemporanea porta in città le ancestrali forme di 108. Fino al 30 settembre, Ritmo presenta “Lava”, mostra dell’artista piemontese della scena post-graffitism.

108 - Lava - veduta della mostra presso Ritmo, Catania 2013

Attivo sin dalla fine degli Anni Novanta, Guido Bisagni – per tutti 108 – viene invitato dai giovani padroni di casa di Ritmo per affrontare un viaggio nel regno di Efesto: l’Etna. Per la mostra Lava, le forme archetipe di 108 sono poste accanto alle pietre raccolte sul vulcano; il nero avvolgente dei disegni e degli interventi murali – uno all’interno e uno all’esterno dello spazio – rimanda al paesaggio extra-terreno etneo. Le fotografie in bianco e nero scattate durante un sopralluogo tra Crateri Silvestri e Valle del Bove divengono lo sfondo prospettico delle figure instabili e bidimensionali dell’artista. Nei due graffiti, alle “macchie” si alternano come fossero stratificazioni minerali segmenti di girigio o colore.
108 conferma la sua visione pittorica quasi surrealista che ha scelto di portare nei luoghi tipici della Street Art rinunciando sia all’ossessione – con gli anni diventata autoreferenizale – del lettering sia alla matrice pop ormai troppo condizionata dall’estetica massmediatica. L’artista alessandrino utilizza invece la città e i suoi muri come fossero caverne in cui incidere simboli; come ritrovamenti di pitture rupestri, le opere di 108 invadono il mondo con le loro forme senza tempo ma piene di una  carica vitale che solo l’arte che si confronta con la strada e la vita reale, fuori dagli spazi espositivi, può avere.
Da segnalare, infine, lo splendido catalogo della mostra in tiratura 1/1 realizzato in collaborazione con Fabrizio Cosenza.

Katiuscia Pompili

Catania // fino al 30 settembre 2013
108 – Lava
RITMO
Via Grotte Bianche 62
348 3648589
[email protected]
www.welcometoritmo.com

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Katiuscia Pompili
Nata a Catania, ha studiato a Napoli Conservazione ai Beni Culturali all’Università Suor Orsola Benincasa laureandosi con una tesi in arte contemporanea su Nan Goldin. Fa parte del gruppo di curatori usciti dalla scuola salernitana dei critici Angelo Trimarco e Stefania Zuliani tra cui Eugenio Viola, Antonello Tolve, Maria Giopvanna Mancini e Stefano Taccone. Ha svolto un primo stage alla galleria T293 di Napoli e si è quindi trasferita a Torino dove ha vissuto due anni abilitandosi all’insegnamento della Storia dell’Arte e frequentando sia gli ambienti del sistema dell’arte sia quelli indipendenti e sperimentali. Ha vissuto a Valencia dove a collaborato con la storica galleria Puchol. Attualmente vive tra Catania e Palermo dove svolge attività di indipendent art curator e free lance per riviste di settore come Tribe Art e Artribune e webzine indipendenti come Clap Bands Magazine; frequenta un master in Conservazione delle opere d’arte contemporanee all’ Accademia di Palermo. Ha recentemente iniziato a collaborare come curatore per BOCS e ha fondato Parking 095, contemporary space no profit e nomade il cui scopo è quello di creare attraverso incontri, studi ed esposizioni una discussione sull’arte contemporanea, anche in Sicilia.