Senigallia e la fotografia

Un museo di fotografia che porta avanti progetti di ricerca e conservazione, un premio dedicato a Ferruccio Ferroni e una mostra che rende omaggio a Nino Migliori. Tra spiagge e festival, Senigallia promuove le sue glorie fotografiche in uno dei suoi più raffinati edifici, il Palazzo del Duca. Fino al 10 settembre.

Nino Migliori, Il Tuffatore, 1951 - courtesy Musinf, Senigallia

Misa è il fiume che attraversa Senigallia. Dal 1954 è anche il nome di un gruppo di fotografi che proprio nella città marchigiana ha dato il via a ricerche sull’immagine fotografica, proponendo il concetto – allora non ancora codificato – di “fotografia come arte”. Da Giuseppe Cavalli e Ferruccio Ferroni, da Bruno Simoncelli a Piergiorgio Branzi, fino ad arrivare agli scatti rivoluzionari di Mario Giacomelli, si è andato a formare un interesse che ha permeato la sensibilità visiva dei cittadini, che esibiscono orgogliosamente i preti danzanti di Giacomelli nelle case, nei bar e negli hotel.
La piccola mostra allestita per dare il giusto peso al lavoro di Nino Migliori, che ha di recente donato al museo una serie di fotografie, riesce – pur nella dovuta sintesi – a far dialogare bianchi e neri degli Anni Trenta con i celebri Muri dello sperimentatore bolognese, le stampe contrastatissime di Giacomelli con gli altrettanto estremi Pirogrammi, senza tralasciare le icone che accompagnano il nome di Migliori: il Tuffatore su tutte.
In una sera di piena estate, bolliti dal sole e profumati di creme, aggirarsi tra opere familiari dilata il tempo e trasporta i pensieri in una dimensione di pace.

Marta Santacatterina 

Senigallia // fino al 10 settembre 2013
La fotografia come arte: Nino Migliori e il Gruppo Misa
PALAZZO DEL DUCA
Piazza Duca 1
0716 629266
www.musinf.it

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Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.
  • Desidero ricordare che il catalogo della mostra è edito dall’Editrice Quinlan.

    Cordialmente
    Roberto Maggiori