Gita al lago. Per gli Studi Aperti di Ameno

Un museo a cielo aperto sulle colline sopra il Lago d’Orta. Tre giorni di laboratorio diffuso per le vie di questo piccolo paese in provincia di Novara. Tra opere, installazioni, incontri con artisti italiani e internazionali. Il tutto a cura di Asilo Bianco.

Segna-percorso per le strade di Ameno

Ameno è prima di tutto un’esperienza sensoriale. Un’immersione nel silente rumore della natura lacustre e nella tranquillità di un territorio, quello del Cusio, un’area del Piemonte orientale, sede privilegiata di molti artisti. Quegli stessi che nel 2005 decisero di aprire le proprie case-studio per far avvicinare la popolazione locale all’arte, senza mai smettere da allora. Ne è nato così un festival multidisciplinare, Studi Aperti Arts Festival, sotto la regia di Asilo Bianco, l’associazione dedita alla promozione culturale e turistica del territorio tramite il progetto Cuore Verde tra Due Laghi e presieduta da Enrica Borghi.
Una rassegna cresciuta nel corso degli anni, sia in termini di artisti coinvolti che di sezioni dedicate, tanto da giungere alla odierna nona edizione, che si è svolta dal 5 al 7 luglio, in concomitanza con l’Ameno Blues Festival. In tre giorni, in questo piccolo borgo di case in pietra, incastonato nell’area collinare compresa tra la sponda piemontese del Lago Maggiore e il Lago d’Orta, si è svolto un ricco programma che ha spaziato dalle arti visive all’architettura, dalla letteratura alla musica, dalla grafica al video. Con ogni disciplina gestita ad hoc da un curatore specifico: Giorgio Caione e Francesca Gattoni per le sezioni Arte e Spettacoli, Elena Bertinotti per la sezione Architettura e Davide Vanotti per la sezione Letteratura.

Un'opera di Matilde Domestico presso il Parco Neogotico di Ameno
Un’opera di Matilde Domestico presso il Parco Neogotico di Ameno

Tema di questa edizione è stato il “laboratorio”. Un approccio al fare artistico da sempre al centro di Studi Aperti, ma che quest’anno è stato più esplicito, soprattutto nell’interazione degli artisti con il pubblico. Ad esempio, il duo di graphic designer Elyron (Roberto Necco e Roberto Balocco) ha ideato, in collaborazione con Gianluca Cannizzo, grafico e socio fondatore di Laboratorio Zanzara, una cooperativa sociale che si occupa creativamente di disagio mentale, e l’illustratore Andrea Molinatti, il progetto Sognare Ameno. Un mese prima dell’inizio del festival questi artisti hanno disseminato il paese di piccole urne di cartone, con l’invito agli abitanti del luogo a inserire il loro personale desiderio scritto su un biglietto. Questi sogni poi, nel corso di un laboratorio di stampa aperto al pubblico dentro una sala operaia di epoca fascista, sono diventati realtà, serigrafati su shopper di carta e tovagliette. Un modo per farli vivere nella quotidianità.
Tra gli appuntamenti consueti del festival, la rassegna di architettura del paesaggio Paesaggi Mirati ha invitato, quest’anno, prestigiosi nomi dell’architettura italiana a una progettazione site specific sul territorio: Civico 13 e l’artista Walter Visentin con il progetto L’abitar Ameno hanno rivisitato alcuni mobili dismessi per arredare due stanze di una futura struttura ricettiva, ad uso albergo, di proprietà del Comune; l’architetto Enrico Scaramellini dello studio ES-arch ha ideato, invece, una piattaforma contenente sedute e buchi per ospitare secchi dove coltivare piante e ortaggi, da inserire in un parco giochi pubblico: “Il fine è costruire un luogo in cui i bambini possano interagire con la natura”, ha spiegato Scaramellini.

Panchina di Gianmaria Sforza sonorizzata da Gianluca Codeghini in piazza Marconi ad Ameno
Panchina di Gianmaria Sforza sonorizzata da Gianluca Codeghini in piazza Marconi ad Ameno

Tra i progetti speciali di Studi Aperti 2013, lo Sculpture Park, ospitato per la prima volta nel magnifico parco di Villa Solaroli, ha visto le opere di Enzo Bersezio, Angelo Bozzola, Alberto De Braud, Valerio Tedeschi, Luisa Valentini dialogare con la natura rigogliosa del luogo. Assoluta novità di questa edizione sono state le esposizioni in atelier, spazi pubblici e privati di Ameno, curate da gallerie italiane che hanno presentato otto giovani artisti: Paola Angelini e Graziano Folata della Galleria Massimodeluca di Mestre presso Asilo Bianco; Bonomo Faita e Jukhee Known coinvolti dal progetto mobile Tea For Three (Tiziana Castelluzzo, Ala Sernetz ed Elena Zonca della ex galleria Zonca&Zonca di Milano) nella mostra site specific Rock, Paper and Scissors presso il piano nobile del Museo Tornielli; sempre qui, ma in un’altra ala del palazzo, le opere di Matteo Antonini e Francesco Fossati della Galleria Cart di Monza e le foto di Aurore Valade con i lavori di Daniele D’Acquisto presentati dalla Gagliardi Art System di Torino, rimarranno esposti fino al 1° settembre, in concomitanza con la mostra Il Laboratorio delle Metamorfosi di Francesca Gagliardi e Luca Mengoni.

Primo episodio di un progetto transfrontaliero, dal titolo Percorsi Contemporanei, che vede il Museo Tornielli di Ameno, gestito dall’Associazione Culturale Asilo Bianco, e il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona (Canton Ticino), scambiarsi artisti italiani e svizzeri, ospiti di entrambe le sedi per essere chiamati a lavorare su uno stesso tema: le incisioni e le fusioni bronzee che rimarranno, in parte, nelle collezioni permanenti delle due istituzioni. Sempre promossa da Asilo Bianco è la mostra Non si vende ruso dell’artista Paola Pezzi, al Museo della Tornitura a Pettenasco. Un’ulteriore occasione per visitare il territorio Cuore Verde tra Due Laghi sulle colline sopra il Lago d’Orta.

Claudia Giraud

http://www.studiaperti.it/