Dragoni e unicorni alla Querini Stampalia

L’artista cinese Qiu Zhijie ci racconta, attraverso le sue mappe, l’antico Oriente. Partendo da un errore di Marco Polo: quando scrisse di aver visto degli unicorni. A Venezia, fino al 18 agosto.

Qiu Zhijie, Mappa degli Dei Indaffarati (particolare), 2013 - Courtesy Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2013 - photo Agostino Osio

Elli ànno leofanti assai selvatichi e unicorni, che no son guari minori d’elefanti: è son di pelo bufali, i piedi come di lefanti; nel mezzo de la fronte ànno un corno grosso e nero”. Se vi è capitato recentemente di sfogliare Il Milione, questo passo non vi suonerà nuovo. È così che Marco Polo, passando da Giava, descrisse l’incontro con gli unicorni che, in realtà, erano comunissimi rinoceronti, animali sconosciuti all’uomo occidentale.
Quanto sarebbe affascinante rimettersi sui passi di Marco Polo e ripercorrere, anche solo con la mente, la Via della Seta? In realtà, un piccolo modo esiste: la mostra L’Unicorno e il Dragone di Qiu Zhijie (Zhangzhou, 1969), allestita nella bellissima cornice della Fondazione Querini Stampalia. Le opere (tutte inedite e site specific) si muovono in due direzioni: passato-presente e Oriente-Occidente; sono lavori che si mettono a confronto, che cercano di sussurrare una qualche verità ormai perduta.

Qiu Zhijie al lavoro - photo Agostino Osio - Courtesy Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2013
Qiu Zhijie al lavoro – photo Agostino Osio – Courtesy Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2013

Se alla vista vi sentirete spaesati – nonostante la brevità della mostra – lasciate spazio agli altri sensi. La vista non è sempre affidabile. L’armonia domina – sarà il feng shui? – tra le opere e lo spazio espositivo. I lavori esposti sono per lo più mappe: c’è quella delle Divinità indaffarate, quella degli Animali mitologici, del Tao e degli Oggetti, Del viaggio del Tang Grass e – interessantissima – quella Delle origini e dei processi. Insomma: affidate il vostro viaggio a una di queste mappe e scoprite dove vi porta. Magari v’imbatterete nell’unicorno in vetro di Murano (presente in sala) oppure sarete più affascinati dall’odore del legno di canfora con cui è stato realizzato un piccolo dragone.
C’è anche la possibilità che vi soffermiate parecchio sulla mappa della Venezia antica di Jacopo de’ Robusti (un consiglio? Partite proprio da lì), pezzo raro. Nonostante la semplicità materiale e tecnica delle opere, il lavoro di Zhijie è molto evocativo; vi potrà lasciare perplessi e pieni di domande ma, come detto all’inizio, anche Marco Polo scambiò un rinoceronte per un unicorno.

Paolo Marella

Venezia // fino al 18 agosto 2013
Qiu Zhijie – L’Unicorno e il Dragone
a cura di Chiara Bertola e Davide Quadrio
FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
Campo Santa Maria Formosa
041 2711411
[email protected]
www.querinistampalia.it

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Paolo Marella
Barese, classe 1987, trapiantato maldestramente a Venezia. Laureando in Economia e Gestione dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari, coltiva da anni una forte passione per l'arte e la scrittura. Gli piace il mondo della comunicazione: quest'anno ha lavorato nell'ufficio stampa del Carnevale di 2012. E' giornalista pubblicista, anche se non lo dice in giro. In passato si è occupato di cronaca giudiziaria per il Quotidiano Puglia. A Venezia ha lavorato, come mediatore culturale, nei maggiori musei d'arte contemporanea e moderna - Palazzo Grassi, La Biennale e Peggy Guggenheim Collection. Ha un blog (anche se ci scrive poco) e gli piace molto il cinema. Fa scherma. O almeno ci prova.
  • Iacpè Seir

    Un rinoceronte È un unicorno.