Una monumentale fragilità. Houseago a Roma

Da Gagosian e negli spazi incantevoli dell’Uccelliera della Galleria Borghese vengono presentate diverse sculture di Thomas Houseago. Fino al 26 luglio (ma solo fino al 6 luglio presso la Galleria Borghese). A Roma, naturalmente.

Thomas Houseago – Roman Figures - veduta della mostra presso la Gagosian Gallery, Roma 2013

Nelle realizzazioni scultoree di Thomas Houseago (Leeds, 1972; vive a Los Angeles) si rinviene tanta storia dell’arte e non solo (l’ultimo Michelangelo, la scultura medioevale europea, l’arte tribale africana, Picasso, Giacometti, i cartoons, i robot, ora anche la statuaria romana). Tuttavia risulta difficile parlare di pastiche, perché il riferirsi a paradigmi estetici riconoscibili avviene per condensazione linguistica, e non in termini citazionisti. Houseago è piuttosto un campione nel porsi in bilico tra ciò che è monumentale e ciò che è anti-monumentale. I suoi lavori migliori sono quelli formalmente più complessi, in cui l’equilibrio tra le categorie opposte del solenne e del corsivo, e del severo e del grottesco, risulta più azzardato. L’ampio spettro di riferimenti estetico-culturali chiamato in causa va letto in tal senso, come arricchimento dell’ambivalenza tra i concetti di monumentalità e fragilità.

Pericle Guaglianone

Roma // fino al 26 luglio 2013
Thomas Houseago – Roman Figures
GAGOSIAN GALLERY
Via Francesco Crispi 16
06 42086498
[email protected]
www.gagosian.com

Roma // fino al 6 luglio 2013
Thomas Houseago – Striding Figure/Standing Figure
GALLERIA BORGHESE
Piazzale del Museo Borghese 5
06 8413979
www.galleriaborghese.it

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Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.
  • ancora “giovani indiana jones”. Quanto meno Houseago (che fa parte dei New Arcaic e non degli Story Story I lov yu) sembra consapevole. E il tutto posto sul piedistallo griffato Gagosian. Sembra le versione “da galleria” della biennale di Gioni. Va tutto bene, basta esserne consapevoli. Ed evitare di reiterare il medesimo artista centomila volte (Gaillard, Vo, Biscotti, Arena, Marini, Perrone, Cuoghi,ecc ecc). Ed evitare che questa operazione nostalgia diventi solo una facile MODA capace solo di nascondere una grande vuoto…

    Consiglio la lettura di “Indiana Gioni’s e la Biennale di Venezia 6”
    http://whlr.blogspot.it/2013/06/la-biennale-dellantiquariato-la-mostra.html