Remo Salvadori, Alberto Zanchetta, gli studenti e un’isola

Al MAC di Lissone, Remo Salvadori, assieme agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera (e Venezia), e Alberto Zanchetta, con gli studenti della Laba di Brescia, rievocano l’Isola Comacina. Un percorso tra droni, installazioni esterne e intuizioni alchemiche. Fino al 28 luglio.

Virginia Zanetti, Infinito-Due ma non Due, 2012, due cerchi in vetro sovrapposti, dimensioni variabili

So/stare, fino al 28 luglio all’interno delle sale bianchissime del Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, sarà anche una mostra. Nata come un progetto scaturito da una conversazione tra Remo Salvadori (Cerreto Guidi, 1947) e Alberto Zanchetta, grazie alla supervisione dell’artista e del direttore So/stare oggi riunisce alcune decine di lavori creati da studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera (e Venezia) e della Laba di Brescia.
Nell’arco di diversi mesi, gli incontri, svoltisi a porte aperte, si sono conclusi con dibattiti e confronti che hanno permesso di individuare un gruppo di artisti selezionati. Studenti che, individualmente o in collettivo, hanno registrato le variazioni sul tema della sosta attraverso differenti supporti e numerosi media. A loro è stata data la possibilità non solo di prender parte al progetto con un’opera, ma offrendo anche le relative sensibilità a fini divulgativi, di scambio e di collaborazione con altri interlocutori. Non a caso, durante l’allestimento sono stati presi in considerazione anche documenti, testi, immagini e ricerche prodotti durante le fasi pregresse della mostra, mentre gli studenti e i loro interventi sono serviti a testimoniarne un primo passaggio.
Remo Salvadori, infatti, nell’arco di un anno, ha lavorato con gli studenti all’idea di sosta e di isola in relazione all’Isola Comacina, territorio donato nel 1920 da Alberto I del Belgio allo Stato italiano e affidato all’Accademia di Belle Arti di Brera affinché lo destinasse a scopi archeologici e artistici. Nel 2012, sull’argomento, è nata una pubblicazione (Isola Isole Insulae) che ha coniugato il progetto didattico con il lavoro artistico, esperienza scaturita dalle pagine del libro per dare vita a un primo iter espositivo, decisamente raffinato, anche se non sempre coeso, all’interno del museo di Lissone.

Paola Lafranchi, Desìo, 2013, still da video
Paola Lafranchi, Desìo, 2013, still da video

Intesa dunque come un punto di passaggio, So/stare presenta, fra le altre, diverse sorprese, come la serie di fotografie dal titolo Isole di Giovanni Hänninen, la rete di fili di rame intrecciati da Valentina Lara, la scultura essenziale di Virginia Zanetti e l’esposizione alchemica di Martina Brugnara.
In allestimento è presente anche un drone di Logos loci, sistema che, in volo, dovrebbe monitorare il flusso di movimenti sull’Isola Comancina. Il progetto infatti è suddiviso in due momenti essenziali: l’inaugurazione al Museo di Arte Contemporanea di Lissone (23 giugno) e l’esperienza sull’Isola Comacina (27 giugno), mentre  nel corso dell’esposizione sono previsti incontri in cui filosofi e scrittori offriranno la loro visione di isola e di sosta attorno a un tavolo esagonale, realizzato da Remo Salvadori.

Ginevra Bria

Lissone // fino al 28 luglio 2013
So/Stare. Da una conversazione di Remo Salvadori e Alberto Zanchetta
MAC – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA
Viale Padania 6
039 2145174 / 039 7397368 
[email protected] 
www.museolissone.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Specifichiamo che alcuni degli artisti invitati non sono (più studenti):

    Per l’occasione, l’isolario del museo si è ampliato del contributo di artisti chiamati a confrontarsi con le coordinate delle parole So/stare, Nicole Bacchiega, Susanna Janina Baumgartner e Massimiliano Cecchetto, Antonio Cavadini, Claudio Corfone, Cel Crabeels, Gianni Di Rosa, Armida Gandini, Valentina Lara Garbagnati, Daniele Geminiani, Giovanni Hanninen, Marco Andrea Magni, Dario Sbrana, Philippe Van Damme, Massimiliano Verdesca, Virginia Zanetti e Jaya Cozzani che ha coordinato il progetto

  • Esperienza interessante e atmosfera coinvolgente. Le riprese dall’alto col nostro drone, ci hanno restituito una visione dell’evento e del territorio in cui è stata inserito, da un nuovo “punto di vista”.

    Speriamo che sempre di più l’arte, la tecnologia e il territorio si incontrino per lasciare un segno nei luoghi che viviamo.

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