Nature morte in lavastoviglie. Nicole Wermers da S.A.L.E.S.

L’artista tedesca eleva alcuni objets trouvés a tasselli fondamentali di nuovi equilibri. A Roma, alla galleria S.A.L.E.S., fino al 13 settembre.

Nicole Wermers - Ostriche con Senape - veduta della mostra presso SALES, Roma 2013

Le ricette, persino quelle che di primo acchito potrebbero sembrare improbabili, altro non sono che delicate alchimie che si reggono sui reciproci rapporti tra gli ingredienti. Lo stesso principio vale per le nature morte, anche in quelle in cui la frutta è stata sostituita da objets trouvés. Negli spazi della galleria S.A.L.E.S., Nicole Wermers (Emsdetten, 1971; vive a Londra) ne propone la sua versione attraverso le Abwasch Skulpturen (sculture lavapiatti). Porcellane, vasi e vassoi sistemati in cesti da lavastoviglie, in una situazione di equilibrio dato dall’insostituibilità di ciascuno di quegli oggetti, dallo spazio di cui ognuno di essi ha bisogno e dalla spinta che esercita su ciò che lo circonda.

Reciprocità che diventa invece fusione in Restaurant, l’installazione che l’artista propone nella project room, in cui 51 ganci per abiti sono stati dipinti diverse volte con la vernice usata per le pareti. Ricetta, quest’ultima, per trasformare lo spazio in un altorilievo.

Maria Marzia Minelli

Roma // fino al 13 settembre2013
Nicole Wermers – Austern mit Senf/Ostriche con Senape
GALLERIA S.A.L.E.S.
Via dei Querceti 4/5
06 77591122

[email protected]
www.galleriasales.it

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Maria Marzia Minelli
Maria Marzia Minelli (Bergamo, 1985). Dopo essersi laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con un progetto di trasformazione di una cava dismessa in una scultura territoriale, decide di seguire la sua passione per l'arte contemporanea iscrivendosi al Luiss Master of Art, del quale è attualmente studentessa. Con l'obiettivo di nutrire il suo forte interesse per le relazioni che si possono instaurare tra arte e architettura, collabora con lo studio di Attilio Stocchi in occasione di Lucegugliavoce (2007) e, durante il periodo universitario, con l'Osservatorio Public Art coordinato da Emilio Fantin. Dall'aprile 2013 cura per il magazine Hestetika la rubrica Arte in città, dedicata all'arte pubblica.