Mat Collishaw e Pino Pascali. Tra natura e artificio

L’estetica della mobilità e la “vanitas postmoderna nella poetica di Mat Collishaw, vincitore del Premio Pascali 2013. La contemplazione della sartriana precarietà esistenziale, per una riflessione sul presente e sulla società globale. A Polignano fino al 15 settembre.

Mat Collishaw a Polignano a Mare - foto di Rocco Pio Schiavone

La riscoperta della “vanitas” in chiave postmoderna, la centralità dell’immagine capace di produrre uno shock estetico sulla coscienza, la compenetrazione tra natura e artificio. È il viaggio di Mat Collishaw per i sentieri della storia dell’arte che – attraverso il fil rouge del memento mori – ritrae con l’estetica della mobilità e l’irruenza tecnettronica della sua opera la precarietà dell’esistenza. In contrasto con i miti dell’immortalità e del progresso tout court che dominano la società globale, immersa in una weltanschauung per cui “lo spettacolo non è un insieme di immagini, ma un rapporto sociale tra individui, mediato dalle immagini”, come scrive Guy Debord.
Ma cosa avvicina l’universo di Collishaw, trasgressivo esponente della Young British Art, alla poetica del mediterraneo Pino Pascali? Lo ha chiesto il critico d’arte Lorenzo Madaro, membro della commissione Premio Pascali XVI edizione, direttamente al vincitore nel corso della premiazione al Museo di Polignano a Mare. “Da Pascali”, ha risposto il poliedrico artista britannico, “ho appreso il lato ludico e fantasioso dell’arte, oltre alla semplicità e all’immediatezza”. Certo, la laicità e il cupo esistenzialismo allegorico tipicamente anglosassoni di Collishaw sono evidenti, in particolare nelle nature morte caravaggesche della serie Last Meal on Death Row.

Mat Collishaw a Polignano a Mare - foto di Rocco Pio Schiavone
Mat Collishaw a Polignano a Mare – foto di Rocco Pio Schiavone

Un aspetto sottolineato anche dall’assessore regionale Silvia Godelli – altro membro della commissione, insieme alla direttrice della Fondazione Pascali Rosalba Branà e al critico Antonello Tolve – che ha spiegato: “Mi ha colpito moltissimo il rapporto dinamico conflittuale tra vita e morte, passato e presente nella poetica di Mat, in particolare nelle opere che alludono tematicamente all’Ultima Cena di Leonardo, spogliate però dalla valenza religiosa. E che inducono a una profonda riflessione sul presente attraverso un pensiero analitico del passato”. L’interesse per la citazione percorre dunque l’intera opera di Collishaw, che si esprime attraverso diversi medium: dalla fotografia alla scultura, dai video alle installazioni ambientali. Il viaggio onirico dell’artista, che esplora l’inesorabile scorrere del tempo e il mistero della bellezza e della morte, parte infatti dalla  gigantesca proiezione de L’Isola dei morti di Arnold Bocklin, spogliata, nella video installazione L’Isola dell’Eremita, dal suo senso di immobilità e di silenzio assoluto.

Cecilia Pavone

 

Polignano a Mare (BA) // fino al 15 settembre 2013
Premio Pino Pascali 2013 – Mat Collishaw
FONDAZIONE PINO PASCALI – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA
Via Parco del Lauro 119
080 4249534 – 333 2091920
[email protected]
www.museopinopascali.it

 

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Cecilia Pavone
Giornalista professionista, Cecilia Pavone è nata a Taranto e ha conseguito la laurea in Filosofia con specializzazione in Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Bari. Nel suo percorso professionale giornalistico ha lavorato per il quotidiano "Nuovo Corriere Barisera" di Bari specializzandosi nel settore cultura e spettacoli. Tra le sue collaborazioni: "Il Settimanale" di Bari, "Il Resto del Carlino" di Bologna, "Exibart" dal 2007 fino al febbraio 2011, quando ha seguito Massimiliano Tonelli e Marco Enrico Giacomelli alla nuova testata d'arte "Artribune". Attualmente scrive anche su "Lobodilattice.com" e "Metalwave.com".