La pittura di Claudio Verna. Tra razionalità e istinto

Non un artista giovane ma un maestro. Uno di quelli da riscoprire e valorizzare. A Roma, la personale di Verna offre una lettura inedita e trasversale dell’attività di un artista inusuale. Da Monitor fino al 20 luglio.

La mostra di Claudio Verna (Guardiagrele, Chieti, 1947) da Monitor “non è un’antologica; non nasce all’insegna del best of, ma vuole provare a scardinare l’idea di un Verna campione della pittura analitica e basta…”. È cosi che il curatore Davide Ferri ci descrive la mostra I colori agili, frutto di un lavoro di analisi, discussione e studio portato avanti nell’arco di quest’ultimo anno. Il progetto espositivo, mettendo tra parentesi il periodo analitico dell’artista, lascia spazio alla pennellata come presenza libera, slegata dal disegno e dalla geometria.  Dal carattere eterogeneo e dagli accostamenti inediti e suggestivi, la mostra trova una delle sue  linee guida nel  “quadro” inteso come “oggetto pittorico”, raccontandoci il lavoro di Verna dagli anni Sessanta a oggi.

Francesca Gasbarri

Roma // fino al 20 luglio 2013
Claudio Verna – I colori agili
a cura di Davide Ferri
MONITOR
Via Sforza Cesarini 43a
06 39378024
[email protected]
www.monitoronline.org

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Francesca Gasbarri
Francesca Gasbarri (Roma, 1988), dopo essersi laureata in Beni Culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Torvergata con una tesi sul Barocco romano, decide di seguire la sua passione per la curatela museale iscrivendosi al Luiss Master of Art, dove ancora studia e nutre con passione l'interesse per l'arte contemporanea.
  • potrebbe essere un trentenne di londra candidato per il turner prize, e va di moda scimmiottare -spesso male- vie come queste.

    la pittura si conferma come seconda via, perchè consapevole dei limiti della tela.

  • Franco

    Non è un maestro! È un artista bravo come tanti. Lunghissima lista d’attesa purtroppo prima di lui. Troppo facile così, l’operazione, manca il Quid, direi! nasce da una scelta ed incontro occasionale e superficiale, perché di moda tra le gallerie giovani che si dichiarano impegnate, ripescare nel passato senza studiare, e senza rivisitarlo Analiticamente, appunto!Poi direi al signore che mi ha preceduto, che la pittura non è una seconda via e se conosce la storia dell’arte dovrebbe saperlo! Il problema grave oggi e’ che chi fa l’artista non sa dipingere e nemmeno disegnare più, basta mettere una sedia rotta su di un tavolo ed ecco il lavoro! E’ concettuale… Gino D D giocava molto con questo ” concettuale” Concetta, Concettina,Concettella, Concezione, Concettuale! Il problema e’ poi provincialmente così solo italiano! La pittura con una felice mano che comunica con testa e cervello e cultura e anima e cuore e tecnica, crea la tela infinita e rimane la prima scelta insieme a quant’altro lo meriti veramente. Bisogna metterselo in testa ed avere chiaro questo concetto. Lo spessore e la qualità sono sempre vincenti e vanno cercati e premiati, qualunque sia il supporto o la tecnica. Buone vacanze, parto e viva la pittura! Verna o non Verna, arriveremo a Roma, così diceva in una famosa canzone Venditti.