La cacciatrice è in Laguna. Ileana Sonnabend a Ca’ Pesaro

La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro ospita la collezione di Ileana Sonnabend, talent scout, collezionista e amante dell’arte. Ecco come un museo si trasforma in un percorso didattico lungo cento anni. A Venezia, fino al 29 settembre.

Roy Lichtenstein, Little Aloha, 1962 - © Sonnabend Collection, New York

Achille Bonito Oliva la definì “la cacciatrice”. Ileana Sonnabend (Bucarest 1914 – New York 2007) è universalmente riconosciuta – accanto a Peggy Guggenheim – come una delle più importanti talent scout e galleriste del Novecento. Per queste due donne collezionare fu un’arte più che un vezzo (come può essere ai giorni nostri). Anche perché, prima di essere collezioniste, furono scopritrici di talenti. Delicate e affamate. Lungimiranti e innovative. Ma, soprattutto, innamorate: dell’arte e degli uomini.
La collezione di Ileana Sonnabend torna a Venezia (nel 2011 fu esposta alla Peggy Guggenheim Collection) nella splendida sede di Ca’ Pesaro. A proposito: la direttrice dei Musei Civici Veneziani, Gabriella Belli, ha rifatto assieme al suo staff il trucco alla Galleria Internazionale d’Arte Moderna. Un nuovo layout – assolutamente migliore del precedente – che ha reso giustizia all’importanza, e alla bellezza, di questo palazzo affacciato sul Canal Grande. Al primo piano, dunque, si trovano le opere della collezione permanente (dopo pochi passi sarete faccia a faccia col Pensatore di Rodin); al secondo piano, invece, la collezione di Ileana Sonnabend (per questa mostra è stata esposta la parte più pop e minimalista).

Gilberto Zorio, Untitled, 1968 - © Sonnabend Collection, New York
Gilberto Zorio, Untitled, 1968 – © Sonnabend Collection, New York

L’allestimento del secondo piano non è affascinante come quello del primo, però pensate che con il prezzo di un biglietto respirerete tutto il Novecento in una passeggiata. Dal Neo Dada alla Pop Art, dal Minimalismo all’Arte Povera, dal Concettuale al Neo Espressionismo, fino alla fotografia contemporanea. Tradotto in nomi, troverete: Jeff Koons, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Jim Dine, Andy Wharol, Mario Schifano, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Pierpaolo Calzolari, Pistoletto, Donald Judd, Sol LeWitt. E la lista è ancora molto lunga. Della collezione permanente, d’altro canto, ci sono opere di Kilmt, Chagall, Kandinsky, Burri, Klee, Moore, De Pisis, de Chirico. Ancora? Questa doppia esposizione è, insieme con quella di Anthony Caro al Correr, indubbiamente la punta di diamante del progetto MuVe Contemporaneo.
La forza di questa mostra sta tutta nella qualità delle opere selezionate e nell’intreccio filologico tra i due piani: il distacco c’è, ma è solo dovuto a questione architettonica; per il resto, è un filo ininterrotto, una melodia senza stonature. Avete capito: i due piani sono perfettamente in sintonia (anche cronologica). Poi, quando sarete all’ultimo piano, concedetevi una pausa dalle opere e guardate fuori dalle finestre: lo spettacolo è assicurato. Trecentosessantacinque giorni l’anno.

Paolo Marella

Venezia // fino al 29 settembre 2013
The Sonnabend Collection
CA’ PESARO
Santa Croce 2076
848 082000 / 041 721127
[email protected]
http://capesaro.visitmuve.it/

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Paolo Marella
Barese, classe 1987, trapiantato maldestramente a Venezia. Laureando in Economia e Gestione dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari, coltiva da anni una forte passione per l'arte e la scrittura. Gli piace il mondo della comunicazione: quest'anno ha lavorato nell'ufficio stampa del Carnevale di 2012. E' giornalista pubblicista, anche se non lo dice in giro. In passato si è occupato di cronaca giudiziaria per il Quotidiano Puglia. A Venezia ha lavorato, come mediatore culturale, nei maggiori musei d'arte contemporanea e moderna - Palazzo Grassi, La Biennale e Peggy Guggenheim Collection. Ha un blog (anche se ci scrive poco) e gli piace molto il cinema. Fa scherma. O almeno ci prova.