Impliciti veneziani. Non si dice ma si vive, e Antoni Muntadas lo mostra

Fino a fine agosto, Michela Rizzo propone – nell’ambito della ricca offerta che ha pensato per i mesi della Biennale – la prima tappa di un progetto firmato Antoni Muntadas. Che qui si focalizza su angoli nascosti ma eloquenti di Venezia.

Antoni Muntadas, G#1 della serie PVI, 2013

Al di là dell’iconica città turistica e romantica, Venezia è attraversata da coloro che la vivono per tutto l’anno, vi lavorano e costruiscono i propri progetti di vita. La città parla una sua implicita lingua che fornisce regole non dichiarate, le quali guidano l’autorganizzazione sociale. Antoni Muntadas (Barcellona, 1942) pone l’accento su questi elementi per stimolare la riflessione. La fotografia è il medium più efficace per restituire la ricerca, quasi catalogatrice e scientifica. Quegli elementi, perlopiù architettonici, segnano le tracce dell’evoluzione della città ai ritmi contemporanei e del consumo di massa, come una stratificazione di rughe su una pelle secolare che deve adattarsi alla vita. Serie di C-print su plexiglas, con finestre murate, paratie anti-acqua, passerelle, protezioni metalliche dall’abitudine di scambiare gli angoli in orinatoi. L’artista ci informa su imperfezioni che la pelle urbana rivela solo se lo sguardo si sofferma oltre la Gondola.
Nei video all’ingresso della galleria, parla la voce dell’onda di marea che sale: un pianto silente di fronte alla consapevolezza che l’acqua sta raggiungendo la gola. Primo passo del progetto Protocolli veneziani, la mostra rientra nel ricco programma culturale di Michela Rizzo per la 55. Biennale di Venezia.

Neve Mazzoleni

Venezia // fino al 31 agosto 2013
Antoni Muntadas – Protocolli Veneziani I
MICHELA RIZZO
Fondamenta della Malvasia Vecchia
041 2413006 / 335 5443326
[email protected]
www.galleriamichelarizzo.net

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Neve Mazzoleni
Neve Mazzoleni ha una laurea in Lettere Moderne - Storia e Critica delle Arti conseguita all'Università degli Studi di Milano, un master in Management of Art and Culture della Trentino School of Management e un master in Social Innovation, Social Business & Project Innovation (MES) di ASVI Social change. Dal 2006 lavora per UniCredit come art manager e curatrice della collezione corporate. Scrive per il Giornale delle Fondazioni, Arte&Impresa, CheFare. Ha scritto per Fizz, Tafter e Doppiozero. È iscritta alla seconda laurea in Filosofia all'Università degli Studi di Milano.