Gli stereotipi mitizzati di Nicola Verlato

Nella sala-continua della Galleria Bonelli, i dipinti di Nicola Verlato irrompono come schermi statici, enormi. Nerboruti giganti dell’aria rappresentano un’umanità sferzata, convogliata in miti ancestrali. Una personale da non perdere, per eccesso di spettacolarità. Fino al 31 luglio.

Nicola Verlato, Burzum, 2013

In From dusk till dawn, Nicola Verlato (Verona, 1965) destina l’immagine dell’uomo a un affaticamento drammatico e a una sospensione contraria alla forza di gravità. Fra tele di medie e grandi dimensioni (senza escludere la presenza di un video), i corpi deificati, ventilati di uomini e donne rappresentano l’immagine di specchi capovolti, dai molteplici livelli di lettura. Infatti, i soggetti perfettamente soppesati si trasformano in mezzi per ricostruire la carica dell’impatto (come nella serie Car Crash); nuvole assopite, nel chiaroscuro dell’attesa (Burzum); piramidi tese, guidate dalla luce della follia (A whiter shade of pale); cowboy e squaw in lotta per la terra promessa (Conquest of the west); e martiri di un’iconologia cristiano-pagana che martorizza inconscio e libido (Pan’s crucifixion).

Ginevra Bria

Milano // fino al 31 luglio 2013
Nicola Verlato – From dusk till dawn
GALLERIA GIOVANNI BONELLI
Via Porro Lambertenghi 6
02 87246945
[email protected]   
www.galleriagiovannibonelli.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Marco

    Non MI PIACE pittura per teste vuote

    • Pneumatici michelin

      La pittura di Verlato fa paura a molti
      E sono questi ad aver la testa non vuota in effetti
      Ma piena di stupidaggini : consuetudini intolleranzeinvidie
      Certo dev’essere dura per alcuni venire a sapere che ci
      Sono artisti in grado di passare il loro tempo da soli
      Nello studio per pre per giorni , per di più non rispettando certe mode certi
      Obblighi: intollerabile vero? Intollerabile per i servi,direi io
      Pittura per Teste vuote? Non mi pare : piuttosto molti stanno
      eliminando Dai loro pensieri una storia dell’arte che si vorrebbe
      stabilita Mentre in realtâ é solo recente e sul lungo periodo
      probabilmente breve. Comunque ci si poteva sforzare
      A scrivere qualcoda di più e ad azzardare un qualcosa
      Che assomigli ad in testo critico.
      Ad eseno pio analizzando la tecnica pittorica e il procedimento
      generale che parla giâ di
      Per se e andando a vedere in cosa si differenziano da altri
      Lavori pittorico figurativi E con che implicazioni di senso.

      Devo infine dire che personalmente mi piacciono
      O perdono i commenti tranchant sulle persone di
      Potere ( a volte se lo meritano )ma non su chi ha il coraggio di seguire la propria strada
      Al di lá delle mode e quindi il commento del marco di sopra
      Appartiene solo ad un povero mediocre idiota invidioso.
      Prova a rispondermi in modo piú esteso se sei in grado di scrivere.

      • Pneumatici michelin

        Scusate ho scritto di fretta con il cell

      • Marco

        NON mi piace .

        • Pneumatici michelin

          Marco scrivi di sera tardi perché pensi che nessuno ti risponda?
          Non ho chiesto il tuo nome ho solo chiesto una critica argomentate e sai
          Scrivere solo “non mi piace” come i bambini? Mi pare che il tuo livello
          Si commenta da solo

          • alessandro

            se vuoi lo commento io, Marco Non mi piaci.

      • aldo

        sei Verlato, caro Pneumatici Michelin…

  • susy

    SEMPLICEMENTE ORRENDI

  • pneumatici michelin

    Cara susy ammesso che sei una donna, orrenda sei sicuramente tu.

    Forza, aspetto di meglio: ora scrivo al computer e sono bello pronto per rispondere con tutte le virgole.
    C’è qualcuno che è in grado di articolare una critica argomentata magari con dei controesempi?
    Dai sentiamo almeno cosa vi piace così potremo avere un’idea del vostro livello culturale e intelettivo.

    Fatevi avanti signori .

  • Davvero un artista potente. Comlimenti.

    • Marco

      lei è sempre dalla parte del potere

      • Pneumatici michelin

        Caro marco ti aspettavo Un pó prima ma mi
        Pare che ti confermi un’idiota dato che non argomenti
        E probabilmente perché non sei in grado
        Quale potere?ma che dici? Solo perché lavora
        Con una galleria? Che tu non hai o che forse ti ha rifiutato?

        • Pneumatici michelin

          Secondo me é questo marco ad essere un servo del potere

        • Marco

          Scusi ma il signor Daniele Capra difende sempre il potere.

          • guido reni?

            marco non mi piace perchè non mi piace

        • Valerio

          Un idiota, al maschile, non vuole l’apostrofo.
          Una prece per l’italiano

          complimenti per il nickname

          • Guido reni

            Un’idiota un’idiota un’idiota un’idiota

      • Mi dispiace Marco, ma sei tre volte sulla cattiva strada.
        1. Nel nostro paese la pittura è davvero considerata Cenerentola e stupidamente quasi nessuno dei critici e curatori à la page se ne curano.
        2. La galleria che lo rappresenta non è certo l’incarnazione del potere.
        3. Verlato è all’opposto del potere, visto che se è andato a fare l’immigrante negli Stati Uniti, portando avanti la sua ricerca con grande sacrificio e dedizione.
        Faresti meglio a non parlare a vanvera.

        • Marco

          si si

        • aldo

          che cagata

    • andrea biagi

      certo che hai proprio buon gusto, complimenti!

      ah già , collabori con la galleria bonelli…

      • Marco

        Bravo Andrea Biagi questo è il punto , lui pur di lavorare va contro i suoi gusti, va bene che c’è crisi , ma un pò di dignità

        • guido reni?

          non è vero verlato gli è sempre piaciuto: io lo so sono il papà di Capra e lo so bene e poi verlato piace anche a me a mio fratello

        • Cari Marco e Andrea,
          il fatto di aver lavorato con una galleria non implica che mi piacciano o stimi allo stesso modo tutti gli artisti della galleria. Ma questo è un pensiero forse un po’ troppo articolato per le vostre meningi…

      • Butch cassidy

        Beh anche Tex Willer lavora con Bonelli e allora
        Che male c’é ? I bravi pistoleri lavorano con i
        Migliori professionisti!
        Io invece ho lavorato sempre solo come un cane e
        Guardate che fine ho fatto: mi hanno impallinato e ora
        Sono ridotto ad un colabrodo! :))

  • pneumatici michelin

    Capra accidenti mi hai fregato! Io veramente aspettavo una critica negativa da stroncare! :)

    Ok, siete ancora in tempo: allora nessuno si fa avanti? Sto aspettando:
    tirate fuori critica argomentata e lista di vostri artisti preferiti e io vi massacro:)

    Beh, ho inventato la pagina presidiata! :))

  • denis

    sfido chiunque a disegnare e dipingere con mirabile fattura i forti scorci di uomo e donna; superlativa la conoscenza dell’anatomia; il chiaroscuro e il cangiantismo sono pari se non meglio a quelli di Salvador Dalì.
    La composizione scenica rimanda chiaramente a certi viluppi della volta michelangiolesca…
    Bravissimo Verlato!

    • Marco

      proiettore

      • Pneumatici michelin

        Marco il proiettore lo usano anche peter doig, fischl , salle ,
        Rosenquist, gersch , rauch e anche dalí e praticamente tutti ma hai visto
        I quadri di verlato dal vero? Sei capace di farli con il proiettore?
        Dimostramelo. Eh eh eh
        Se é questione solo di proiettore come mai solo lui fa questi quadri?
        Ma tu sai dipingere ? Dimostramelo .

        • anna

          il “proiettore” lo usavano anche gli artisti nel ‘600, grazie agli specchi. ma se io, che non so dipingere, non ho senso del colore, tecnica etc, accendo un proiettore, posso passare mesi davanti alla tela senza riuscire ad ottenere un risultato come quello di verlato. che poi piaccia o no, ognuno è padrone di esprimere il proprio giudizio, ci mancherebbe.

  • pneumatici michelin

    ma io che cavolo ci sto a fare se ora vi piace a tutti?

    ok denis grazie finalmente un riferimento: Dalì ! E in effetti alcune cose ci sono: la levigatezza e la precisione pittorica si accompagnano ad un senso di morte, evidente in molti lavori in mostra: e siamo infatti in piena poetica della vanitas, estesa ai corpi ma, direi , anche agli spazi e agli oggetti che sono cristallizzati e spesso sospesi nel vuoto (o nel senso del vuoto).
    Direi che in Dalì però c’è una maggiore presenza dell’organico e del suo disfacimento mentre qui la morte sta nel fotografare l’istante gelando il dettaglio.
    Quindi l’apparente sublimazione delle forme veicola un contenuto tutt’altro che diurno. Ed è questo che forse frastorna taluni : in effetti qui non si spaccia la bellezza come ideale e non c’è, almeno in buona parte dei lavori, l’effetto rassicurante e in definitiva domestico del kitsch.
    Comune, ancora, il riferimento alla relazione tra sesso e morte, incentrata nell’allusione all’impotenza in Dalì e alla castrazione in Verlato (la squaw evira il cow boy con il tomahawk).
    Diversa l’anedottica dei soggetti nei lavori dei due artisti: ricchissima ed esorbitante in Dalì, più essenzializzata e rada in Verlato.
    Verlato è lucido Dalì invece delira.
    Ovviamente anche Dalì avrebbe usato il 3D se avesse potuto ma sicuramente lo ha anticipato.

    • Marco

      Mi spiace continua a non piacermi , mi ricorda un poster del Ikea

      • Pneumatici michelin

        No non ti dispiace scriverne male perché sei un povero invidioso
        E poi i poster ikea non sono cosí neppure lontanamente. Mi pare che
        La tua specialitá sia scrivere al massimo due righe: mi sembra pochetto;
        Hai forse problemi di dislessia? Dimostrami che sei in grado di scrivere
        Un’argomentazione di almeno undici righe oppure dimostrami di saper dipingere:
        Se non lo fai sei solo un povero babbuino e quindi mangiati ‘sta banana.
        Verlato ti ringrazia perché ora grazie al tuo contributo di analfabeta la sua recensione é tra le piú commentate.

        • Raffaello sanzio

          Secondo me marco é un pittore fallito che ottiene pessimi risultati
          Anche con il proiettore

          • guido reni?

            in ogni caso si vede bene che i lavori sono fatti in due fasi : disegni preparatori su carta (presenti in mostra) poi l’abozzo su tela monocromo sottostante (molto definito) e sovrapposizione finale: c’è qualcuno che è in grado di realizzare almeno una di queste fasi con il proiettore? il proiettore può essere usato solo nella fase del trasferimento del progetto sulla tela: il resto si deve per forza fare a mano.
            Bastano queste elementari considerazioni per farti capire caro marco quanto conosci la pittura.

        • Marco

          Caro Pneumatici michelin potresti essere un gallerista oppure l’artista stesso,
          se su arttribune c’è scritto commenta un cavolo di motivo ci sarà non credi?
          mi perdonerai se non amo Nicola Verlato ? chi cavolo è il nuovo Papa che deve essere amato dal mondo perchè così ci vogliono propinare..
          quando parlano di questo artista si fermano sempre alla tecnica ,
          un motivo ci sarà? trovo il suo lavoro bello come una velina di striscia la notizia
          con un bel corpo, ma senza testa, magari si muovi bene , me gli manca l’anima.
          i suoi quadri sono sempre perfetti ,esageratamente perfetti come un viso rifatto bene
          però senza diventare grottesco ,in quel caso diventerebbe interessante.

          • Marco

            dimenticavo mi danno fastidio i muscoli , i colori ,i visi ecc.. ecc..

          • Raffaello sanzio

            Caro marco hai mangiato la banana?Non sono né un gallerista
            Né verlato . La tecnica é ovviamente la cosa che salta
            All’occhio e mi pare che sia la cosa che a te in realtá dia fastidio.
            Nelle scuole d’arte tutti abbiamo avuto come compagni
            Studenti non necessariamente stupidi ma privi di qualsiasi
            Attitudine alle tecniche artistiche . In molti casi questi finiscono
            Percambiare scuola o a fare altro nella vita.
            Quelli di loro che continuano afrequentate il mondo
            Dell’arte per tutta la vita subiranno un complesso di inferioritá
            O di invidia verso chi Sto arrivando! Invece fare.
            Alcuni si inventeranno addirittura la bella idea che il concetto
            Ê piú importante dell’opera eccetera eccetera
            Dimenticando che oltre a non sapere dipingere
            Non sono nemmeno né grandi scrittori né grandi filosofi
            Fai il confronto tra hilary putnam e kosuth ad esempio e valuta un pó
            Quello che ha scritto uno e quello che ha scritto
            L’altro.
            Spesso la pittura in sé é giá una forma di intelligenza
            E nel caso di verlato ll’estrema accuratezza tecnica
            Raffredda l’immagine gelandola nel senso della vanitas.
            Purtroppo sopratutto dall’epoca della transavanguardia
            In poi il sistema questo si di potere dell’arte ha imposto
            Pittori che non sanno dipingere come se questo fosse
            Un pregio.
            Se ti danno fastidio i muscoli poi, non so che dirti :
            Probabilmente sei uno scheletro .

          • pneumatici michelin

            no non ti perdono: crepa!

  • Raffaello sanzio

    Caro marco ti danno fastidio i muscoli i colori i visi ?
    Beh oltre che dislessico sei uno scheletro daltonico che soffre di agnosia!

    Dai ora possiamo dirlo: tu sei un gallerista o un collezionista di
    Verlato e gli stai facendo pubblicitâ!

    • guido reni?

      Ahò! sono guido reni e scrivo dalla tomba: sebbene che sono uno scheletro a me questo Verlato non dispiace, mi sembra un bravo guaglione che lavora duro e poi non lavora per quegli skxzkrpx di cardinali per cui dovevo lavorare io!

  • Angelov

    In questi lavori di un virtuosismo portato al parossismo, se analizzati da un punto di vista compositivo, coloristico o di tematiche espresse, sembrano i primi vagiti di un pittore promettente, il quale non ha la necessità di essere inquadrato o filtrato da un lavoro critico su di lui: la sua priorità è di occupare una posizione di rilievo nell’ambito del mercato; far vedere la propria bravura a chi di pittura non se ne intende, ma è disposto a pagare anche somme considerevoli per sfoggiare in qualche salotto dei quadri così tecnicamente ineccepibili.
    Ciò che sembra mancare, con il beneficio di un giudizio espresso senza aver visto dal vivo i lavori, è una Visione o Poetica, i cui contenuti siano in grado di riscattarne le apparenze.

    • parole al vento6

      A me sembra che anche le tematiche e la poetica siano piuttosto palesi. Non capisco dove state guardando. Il problema di Verlato è forse quello di essere troppo americano o australiano dato che a memoria mi ricorda le foto di Bill Hanson. Ma comunque non c’è nessuno in Italia che riesce a sviluppare un discorso POP (in questo caso velato di barocco, e ragazzi il proiettore non è un crimine, vogliamo parlare di quelli che si fanno dipingere i quadri da altri) in modo così credibile. C’è Luca Rossi che ci sfonda con la storia della contemporaneità e qui abbiamo un artista che dipinge di conseguenza. Unico appunto che gli faccio è che il quadro chiamato BURZUM forse arriva un po’ in ritardo e non contiene gli ultimi sviluppi della personalità controversa del “musicista” in quanto ora predicatore nichilista teutonico oltre che beffardo “criminale” impenitente.

    • pneumatici michelin

      angelov scusa abiti qua? siete sempre gli stessi!
      obiezione: gran parte degli artisti oggi mirano al mercato e non hanno la necessità di essere inquadrati e filtrati da un lavoro critico: gli aristi che lavorano con critici e curatori sono invece di solito deglli opportunisti senza vita propria che durano quel che durano. Tu credi ancora ai critici? mi pare che la categoria è assai sputtanata.

      qualcuno paga somme considerevoli per verlato? accade per gli artisti unici mentre gli altri devono occuparsi di relazioni e critici: io preferisco i primi.
      e poi non ho capito perchè uno non può essere bravo a dipingere: preferisci
      baselitz che è vivo ma è morto da vent’anni dato che fa sempre la stessa cosa?
      allora uno che apprezza un quadro ben dipinto non conosce la storia dell’arte?
      forse non la conosci tu

      • guido reni?

        e poi come già ha detto qualcuno la tematica e la poetica c’è ed è evidente

        • Angelov

          Per quanto riguarda la “Visione e la Poetica”, anche gli artisti acclamati dal Terzo Reich, e considerati Non-Degenerati, ne avevano di poetiche da vendere; e come del resto quelli che hanno scolpito le statue durante il periodo del Realismo Socialista, salvo poi ad essere quasi tutte rifuse per recuperarne il metallo.

          Riguardo poi al “non necessitare di un filtro critico etc”, il pittore in questione, con tutti i tirapiedi e sfruttatori che ha intorno, forse non ne ha ancora bisogno; speriamo che arrivi almeno vivo, artisticamente parlando, al giorno in cui incontrerà le persone che si dimostreranno più interessate a lui e al suo futuro come artista, piuttosto che come macchina a per fare soldi, ed alla svelta, cosa che mi sembra, stia avvenendo oggi.

          Non scriverò più a riguardo di questo giovane artista, per non creare troppo imbarazzo a qualcuno…

          • pneumatici michelin

            Caro angelov ti credo che passi la vira a fare commenti idioti qui.
            paragonare verlato ai nazisti e ai comunisti dà vderamente l’idea del tuo livello
            intelettuale.
            buona fortuna a te ne hai davvero bisogno: tu non avrai mai attorno nessuno.

          • Hermann Wilhelm Göring

            ehi ma dici il falso!
            ci sono un sacco di collezionisti che ancora comprano arte nazista o socialista che sono tutt’altro che andate fuori moda! Anzi!
            io stesso a casa in salotto ho tre teste di Stalin scolpite dallo scultore Limonov!

  • monica vinci

    Sarà bravo tecnicamente (poi i quadri bisogna vederli dal vivo! per poter valutare meglio)
    ma si tratta indubbiamente di KITSCH e di operazione commerciale..

    Chi ammira tale opera credo che non abbia molto gusto e nemmeno conoscenza della storia dell’arte.

    • guido reni?

      il kitsch è rassicurante e familiare mentre verlato non lo è

      • guido reni?

        monica Vinci dici che gli altri non conoscono la storia dell’arte ma tu non sai nemmeno cos’è il kitsch

  • Guido reni

    Complimenti a quelli che ciarlano e non l’hanno visto dal vero.

  • pneumatici michelin

    al momento siamo a 38 commenti e questa è la recensione più gettonata. mi scuso con artribune se ho usato un paio di pseudonimi e qualche commento di troppo ma era a fin di bene per dare visibilità ad una mostra che ne meritava di piu.
    inoltre non esistono un marco e una susy al quale non piace verlato: marco in realtà sono sempre io e verlato mi piace come piace a quasi tutti e in ogni caso piuttosto che l’indifferenza tanti nemici tanto onore! :)

    ovviamente scherzo ma perchè dobbiamo essere così seriosi e concettuali?

    • Marco

      io esisto

      • Amleto

        No tu sei me

  • anselma

    whitehouse perché non intervieni?

    • Onan

      si sta masturbando

      • anselma

        bah

  • Marco

    Alla fine Mario ha sempre ragione, il caro Verlato non ha capito che è solo un prodotto commerciale per signore che di pittura non ne sanno un cavolo che però affermano che lui è bravissimo

    • Butch Cassidy

      i collezionisti di verlato sono tutti uomini a parte mia sorella

    • Butch Cassidy

      ma chi è mario?

  • Butch Cassidy

    non vorrai insinuare che verlato si tromba le collezioniste?

  • Marco

    Mario è colui che sà

    • Butch cassidy

      Ok mi sono stufato peccato che non mi hanno
      Pubblicato quella dove dicevo che anche tex willer
      Lavora per bonelli e che in questo non c’è niente di male

  • andrea biagi

    per foderare i divani

  • pratolini antonio

    i titoli sono tremendi quasi quanto i quadri… il peggiore è pans crucifixion… orribilante

    • pneumatici michelin

      The prompt reply:
      beh pratolini i titoli non saranno granchè però neanche il tuo cognome!

      • pratolini antonio

        lo so ma non l’ho scelto io, i titoli delle croste purtroppo le ha scelte il sedicente artista…

        • Amleto

          Vuoi dire che é davvero il tuo cognome?

          • pratolini antonio

            che io sappia nella mia famiglia fanno tutti di cognome antonio, certo non sarà bellissimo ma ne andiamo fieri

        • Primo carnera

          Pratolini la parola croste é un pó pesantina : facile scriverla qui
          Quando ci vediamo puoi provare a ripeterla.

          • pratolini antonio

            che fai minacci? e poi ti preoccupi di un commento tra tanti… anzi credo che più i commenti sono negativi e più la fama dell’artista cresce! quindi diciamolo pure:
            sono delle croste (ad esempio trovo che abbia un grosso problema nel disegnare le mani)

  • pneumatici michelin

    però scusate una cosa: quei due o tre ai quale non piace Verlato: ma avete visto cosa espone ad esempio la Lisson tra le mostre recensite nella stessa schermata del Report di Artribune ? jonathan monk. beh ma perchè non provate a prendervela con questi e direi che i motivi ce n’è a bizzeffe

    • pneumatici michelin

      “di motivi ce ne sarebbero a bizzeffe”

      porc , scrivo peggio di quando mi firmo mario :))

  • Richard

    Quante idiozie.
    Se il commento più profondo sulla pittura di Nicola è “non mi piace”
    l’unica risposta che si può dare è “e chissenefrega.”

    Gente così non merita il tempo che ho passato a leggere i commenti.

    • In mancanza di valutazioni oggettive queste discussioni possono durare all’infinito… . Tutti hanno ragione e tutti torto.
      Partendo dal principio che ogni oggetto emette delle onde elettromagnetiche e che queste vanno a colpire il sistema nervoso e gli organi delle persone che ne sono vicine, da un pò di tempo ho introdotto un parametro per valutare un’opera d’arte: l’impatto che questa esercita sulla salute dell’uomo. Questo parametro è misurabile con l’antenna di Lecher.
      Da artista, tuttavia, ritengo di dovermi astenere dall’esprimere pubblicamente il risultato di questa misurazione sulle opere di Verlato a meno che questo non mi venga richiesta direttamente da lui. Attendo anche che altri elaborino altre valutazioni oggettive. http://www.biosiart.it

      • Primo carnera

        Fi nalmente un giudizio scientificamente fondato!
        Mi piace quest’idea dell’antenna !

  • Angelov

    @pneumatici michelin
    Già che ci sei, datti una regolata in fatto di sgrammaticature, ed anche una mossa nella direzione di cosa si intende per “Critica”, visto che il tuo tifo da stadio per questo artista, lo sta di fatto sputtanando più che promuoverlo, come invece vorresti.

    • Amleti

      Mah

      • Dall’esilio

        Angelov si crede un critico e io sono Napoleone

  • simo painter

    Seguo il lavoro di Verlato dalla prima volta che ho visto i suoi lavori ad una fiera nel 2009, nel guazzabuglio di banalità e idiozie in esposizione opere sue e di Di Piazza sono tra le poche che mi colpirono per potenza,intensità,immaginazione oltre che l’indiscutibile perizia, caratteristiche che dovrebbero essere fondamentali x un’artista,
    può piacere o di meno ma certe stronzate sarebbero evitarle, usa il proiettore..e allora se non sei buono a disegnare e non hai estro e senso compositivo non serve a niente, è un’operazione commerciale? se lo fosse butterebbe fuori cariolate di dipinti all’anno mentre ha una produzione assai limitata, non sa fare le mani? andate a rompere i coglioni a sedicenti pittori che non sanno fare una O col culo d’un bicchiere, chi esprime certe critiche vale tanto quanto quegli ottusi che davano addosso a Caravaggio per aver dipinto i santi coi piedi sporchi!

    • Richard

      “Una O col culo di un bicchiere” mi piace molto :-)

      • Caravaggio

        Io ero capace di fare le b con la motosega

        • Giuseppe Cesari detto il Cavalier d’Arpino’arpino

          si! Caravaggio…ahahaah
          ma per cortesia…diciamo che al massimo potrebbe essere un mio assistente..

  • fianna de’ Medici

    non mi piace molto lo stile però posso dire due cose, una è nato nel 1965 quindi si denota una certa maturità nel contenuto e non è il solito trentenne rampante iper raccomandato che produce letame spacciato per oro, secondo piacciano o meno veicolano un’emozione e un messaggio, non i soliti messaggi stitici da artista con installazioni minimaliste esteticamente inguardabili in angusti spazi bianco ospedale psichiatrico :)

  • Marco

    , comunque Bonelli ha tutti bravissimi Artigiani e maestri del colore , potrebbe fare una collana le basi del disegno by Verlato invece lui potrebbe fare le basi del buon gallerista con sottotitolo: come scegliere er meglio in 3 semplici mosse

  • Marco

    Farò una rivelazione: ho tre verlato

    • Un grande finanziere

      Ma va lá morto di fame non hai neanche i soldi
      Per comprarti la camicia che indossi! :))

  • ghedini

    la tipa dipinta in carcash13 somiglia tanto a Nicole Minetti!!!

  • mario

    li utilizzo per pareggiare il tavolo

  • Josept kosuth

    Ke kasino! Ma quanto dipingono qwesti !
    Kossa vole dire , che konzetto non é piu zufficente?
    E io ke dofrei fare? Imparare a dipincere adesso
    Che ho qwasi settanta ani?
    No no idea é idea ê idea e qwesto é sufficente!
    Ma kazzo! Stiamo skerzando? Pittura é mercificazione
    Capitalistica! Pittura é sterko del demonio!

  • ornella f

    ma che brutti quadracci senza senso

    • Josepth Kosuth

      io almeno sono più furbo: invece di fare cose senza senso faccio cose senza senso senza senso

  • Angelov

    Questa interminabile diarrea di commenti idioti e acefali, che vorrebbero difendere

    con il pugnale tra i denti, e una benda nera su ambedue gli occhi, le sopraffine

    qualità, sopratutto tecniche, del malcapitato pittore, mostrano invece quanto il web,

    ed internet in generale, possano cadere vittime dei loro stessi effetti collaterali.

    • pneumatici michelin

      ha parlato uno che quanto a diaree qui ne ha fatte a iosa

      • Angelov

        Come ogni Pallone Gonfiato che si rispetti, suppongo che i pneumatici michelin necessitano della medesima impalpabile materia per potersi mantenere nel loro peculiare stato sospeso: trattasi di peti accumulati o comuni sbuffi..?

        • Barry commoner

          Semplicemente gas esilarante: l’incontinenza é affar tuo.

          • Angelov

            gas esilarante? ahahahahahahah
            fa già effetto…

        • Alano kaprow

          Qwesta mostro é scandalo! Basta con qwesta
          Pittura! Arte é vita e vita é arte: pittori tutti colioni
          Ke sta in studio a pittare mentre fuori studio vita
          É arte e arte é vita! E poi qwasi 100 commenti!
          Kazzo non é giusto! A me non fanno 10
          Commenti neanke se faccio performance dofe
          Mangio pneumatico di Porsche!

  • Federica Del Lago

    Guarda che sono le cose che molta gente ha pensato durante l’opening e che non ha avuto il coraggio di dire.

    • marco’s

      Scusa che cose esattamente?

  • Matteo Vanni

    Mmmm… ok va bene, sarebbe il caso di andare per ordine secondo me.

    L’amico scalpitante qui, che tanto si prodiga per mettere in cima al counter questo articolo, è in preda all’ebrezza, sbrodola e richiede critica argomentata in cerca di attacar briga.
    Ok, mi scomodo apposta, e lo faccio perchè Verlato merita che io investa un po’ del mio tempo per lui.

    Verlato è tecnicamente un bravissimo pittore (lo avevo già notato tempo fa), come e forse più di Buttò, ma certamente non riesce a raggiungere Campanini.
    Come loro ce ne sono, e sì a volte non abbastanza considerati, ma ostracismi a parte (che ci sono, sono innegabili e penso sia il motivo dell’ira dell’amico qui sopra), io mi domanderei se davvero non ci sia niente che non funzioni nel lavoro di questi pittori.

    Fermorestando che personalmente so cosa sta maneggiando Verlato, lo so davvero e per cognizione di causa, so come si esegue quel lavoro a quel livello, conosco perfettamente tutti i passaggi (la questione del proiettore è insignificante, non merita neanche che si dia una risposta a chi avanza certe critiche).
    Perciò per totale conoscenza dell’argomento e per la mia personale esperienza rispetto a questo specifico genere pittorico, mi sento di dire che questi pittori sono narcisi. Il superbo livello si raggiunge con una dedizione maniacale al genere, e non a caso viene citata la paranoia daliniana, perchè è quello il fondamento di tale narcisismo. Ogni lavoro sublima questa patologia, spinge il pittore a un’immersione totale frutto di un autistico inviluppo su se stesso, dove il suo se stesso è sublimato esclusivamente dalla sua tecnica.

    Chiunque soffra questa condizione non riuscirà mai a concepire o tollerare un responso che non sia aderente alla suddetta allucinazione: “se non veneri questo tecnicismo sei ignorante e invidioso”.
    Permettetemi di dire che io non mi sento ignorante ne tanto meno invidioso, anzi al contrario, io posso capire perfettamente e per questo non essere contento di vedere dipinti del genere, perchè io riesco a vedere oltre la mera superficie del dipinto, che è ciò che di fatto blocca e sempre bloccherà qualsiasi pittore: il compiacersi del lirismo della materia.

    Tutto questo lo posso concepire, me lo aspetto da Dalì perchè era legato ad un certo background storico culturale, ma ho difficoltà a non storcere il naso qui ed ora.
    Nulla a che vedere con Close o altri iperrealisti, lì la tecnica è uno strumento chirurgico che proietta l’idea e le motivazioni oltre la tecnica stessa, lì si ragiona sull’idea stessa di imago.

    Quindi eccoci al punto: come e soprattutto perchè Verlato pensa le sue immagini nel 2013?
    Non sembra forse che, come sistematicamente succede al pittore (di qualsiasi genere), il lirismo della materia o le soluzioni che vengono architettate per manifestare il suddetto lirismo, guidino principalmente l’essenza del lavoro pittorico? Perchè citare così espressamente Dalì, ritraendo situazioni baroccamente in sospesione? Come mai una pittura iperrealista è in grado di congelare glacialmente l’immagine giocando scherzi illusori e sgambetti alla fotografia stessa, mentre qui mi trovo di fronte a un rumorosissimo vociare della tecnica che sembra esclusivamente asserire: “guarda quanto è bravo!” Attenzione è un vociare eh, non un intonazione canora o un sussurro, ne tanto meno un discorso… solo vociare.

    Ecco allora io mi chiedo: cosa spinge Verlato ad eseguire quei volteggi e pseudo vocalizzi barocchi? Quando avrò una risposta rigorosamente motivata a proposito del suo linguaggio, allora avrò elementi per rivalutare il mio giudizio, altrimenti…per me rimane un bravo artigiano ma bête comme une peinture
    Ci sono vedusti che agli angoli delle strade delle nostre città dipingono in serie stupende marine, ottime per arredare sciocchi salottini, in cosa si differenzia Verlato da questi “artisti” ? Perchè si sente Dalì e si infuria se non assecondiamo il suo “lucido” delirio?

    Se poi qualcuno cita il Merisi allora riesco anche ad approfondire:
    Tutte le immagini che venivano prodotte dai pittori antichi avevano una ferrea motivazione, avevano un concetto che le sorreggeva (ecco perchè tutta l’arte è sempre stata concettuale). Era necessario all’epoca del Merisi che la chiesa riacquisisse una presa sul suo audience di fedeli, in piena crisi morale per via del protestantesimo. Caravaggio era necessario alla chiesa, le sue immagini dovevano avere quel pathos che catturasse nuovamente l’attenzione, la devozione dei fedeli – era esclusivamente marketing.
    Questo è il motivo per cui a volte fu costretto a scendere a compromessi iconografici: il suo lavoro era veicolare le idee della chiesa, gli si concedeva di farlo a modo suo ma sempre in una direzione precisa.

    Dal 1850 circa la ri-produzione delle immagini viene affidata alla tecnologia fotografica, un’altra tecnica, che apparentemente avrebbe dovuto spazzare via la figura del pittore, ma che paradossalmente consolidò la nuova rinascita della pittura in una nuova idea (gli impressionisti che si riunivano nello studio di Nadar ad esempio) . Da quel momento per i successivi 100 anni la pittura procedeva ad una distillazione, ad una condensazione fino ad asciugarsi ad un’essenza che rasenta l’impercettibile dei monocromi o la pura idea dell’arte concettuale (non a caso è nel periodo della minimal che cresce la reazione iperrealista).
    In quei cento anni circa tutti i passaggi che Verlato esegue per completare il suo lavoro pittorico vengono percorsi a ritroso, e questo time lapse all’indietro è sotto i vostri occhi, nei quadri di tutti i pittori del secolo che sto prendendo in considerazione.

    Questo quindi riguarda esclusivamente il discorso pittorico, ma siamo sicuri che sia stato il movente dei grandi del passato che tanto ancora eccitano l’italianità? Siamo sicuri che forse il vero movente di questi ultimi non fosse altro se non produrre immagini con valore simbolico e contenutistico-concettuale? Siamo sicuri che se vi fosse stata la fotografia, il cinema o il computer a disposizione dei mitici artisti antichi, essi non avrebbero preferito quei media, o quantomeno avessero avuto un giudizio meno feticistico sulla pittura – considerandola per quello che è, solo una tecnica e non un fine – per veicolare le loro immagini?

    “La potenza è nulla senza il controllo” diceva una pubblicità di quando ero giovane, Verlato sembra controllare perfettamente il pennello, ma le motivazioni che spingono fino allo schianto le sue immagini? (guardate che ve lo sto anche valorizzando…questa è critica, non badilate di negatività gratuita).
    Ecco cosa sciupa un talentuoso pittore come questo, stucchevoli composizioni architettate esclusivamente per sfoggiare virtuosismi, spinti a punti tali dove appunto il crash alla James Deen sembra inevitabile (è questo il senso degli incidenti ritratti nei dipinti?).

    Temo abbia ragione chi sosteneva che questa pittura affascina le vecchie ricche signore borghesi che vogliono avere il controllo della nitidezza delle immagini pittoriche che percepiscono, il cui valore iconico deve essere riconoscibile per quanto surreale, o che ancora una volta vogliono comperare il numero circense dell’equilibrista per appagare la loro noia infinita (se Verlato vende fa benissimo, spero si faccia pagare salato e che bastoni questa gente ignorante che crede alla sua presunzione).

    Io odio il circo, mette tristezza, non mi entusiasma affatto, così come Verlato che è bravissimo ma che mi ricorda quanto forte è l’egomania del pittore per spingerlo a sobbarcarsi numeri circensi sempre più rischiosi solo ed esclusivamente per il fatto di essere dipendente da quella narcisistica approvazione …
    “guarda quanto è bravo!”

    Sentire quel giudizio esaltante (e soprattutto voler sentire solo quello) così come il farsi acciecare dal riflettore al centro della scena, facendo così scomparire tutto il resto del mondo in un oscuro controluce, per foraggiare sempre di più il proprio ego in un triste gioco morboso onanistico, stringendosi forte al proprio pennello…ebbene mi provoca malessere. Perchè sotto quella superficie brillante so che c’è del malato, c’è una ciecità in quella masturbazione tecnica.
    E’ autismo, che non vuole sentire, che non vuole vedere altro se non se stesso e i propri miti feticistici, che decide che qualsiasi opinione contraria non è valevole o che gli ultimi 150 anni di storia (non solo dell’arte) non valgono come pietra di paragone con se stessi. Il nostro pittore si farà delle domande a tal proposito o la sua incosciente maestria gli annebbia il cervello?

    Questo è il limite della pittura tutta secondo me: il fatto che all’interno di quei bordi intelaiati, su quella superficie magica dell’epitelio pittorico, spazio e tempo si curvino al volere del pittore demiurgo, e la cosmogonia che ne scaturisce diventa immediatamente sacra ed intoccabile. Questo è falso, è un’illusione, non è la tela o la pittura ad essere sacra ma il suo movente, il motivo per cui viene prodotta e che ne da il senso. Quindi nuovamente: cosa e perchè sta dipingendo Verlato? Lui lo sa? Esiste un suo statement da consultare o a lui non serve?

    Quando il pittore si renderà conto che il quadro non esiste solo nella sua testa come prodotto del suo ego? quando capirà che al buio di una cantina sigillata il suo lavoro non esiste, e che invece esiste perchè idea visiva condivisa con il mondo che mai e poi mai sarà bidimensionale ed atemporale? Perchè non accetta che il mondo si intrometta anche con giudizi esterni negativi nella rappresentazione che il pittore fa del mondo stesso?

    Picasso aveva il coraggio di immettere elementi del mondo dentro il tableau nel 1912, “violando” la tecnica o forse implementandola. Chi è così sciocco da pensare che egli non fosse in grado di dipingere ad un certo livello è ovvio che non ha studiato. Si dovrebbe andare a vedere al Museo Picasso a Barcellona un piccolo olio di quando il pittore aveva 15 anni fatto durante il periodo all’accademia di belle arti, il verismo e la sintesi di quel quadretto azzittirà i parolai di turno.

    In tutto questo ci tengo a precisare che ne Picasso ne Verlato mi fanno impazzire, comunque li rispetto perchè a loro volta (praticandola) rispettano la pittura, ed anche io mi sento di dover fare altrettanto pur preferendo altro.

    Tutto questo dispendio di parole e di tempo che gratuitamente dono, per dover difendere a priori la possibilità di esprimere un giudizio critico senza subire l’accusa di essere ignoranti o invidiosi.
    Credo anche che, vista la ridondanza manierista di Verlato, il termine kitsch sia azzeccatissimo essendo il suo lavoro un parossismo pittorico.

    Non bastava sentirsi dire: “non mi piace, lo trovo kitsch” ?
    E’ contento ora il nostro Michelin?!

    • Matteo Vanni

      pardon sacrilegio: James Dean*

      • Roby

        condivido in pieno.
        minkia Vanni, li hai uccisi tutti… (i commentatori intendo)

  • Pneumatici michelin

    Caro Vanni finalmente qualcuno che esce dal suo guscio
    Rischiando un pó.
    Anche se mi pare che il discorso sia in tantino lunghettto
    Non ti pare?
    Forse perché appesantito da tante ripetizioni inutili
    Ttipiche del narcisismo
    che nomini cosi spesso sintomaticamente: ragionamenti
    che ruotano attorno a sè stessi.
    Direi che chi di spada ferisce di spada perisce quindi.
    Sono in treno da venezia e la batteria del cell é in esaurimento.
    Appena posso Sará compito assai arduo risponderti :)

    • Matteo Vanni

      Lo so mi sono dilungato troppo ed è l’evidente pecca di quanto scritto.
      Scusatemi tutti davvero, ma ci tenevo ad essere preciso ed esauriente per non lasciare spazio ad equivoci, portando rispetto a questo tipo di pittura che ha suoi tempi di produzione, fruizione, digestione e quindi anche di critica.
      Comunque se andiamo a sommare queste mie 1705 parole argomentate alle svariate decine di commenti vaqui prodotti da monsieur Michelin ed alter ego vari, direi che si potrebbe anche farmela passare per buona lo stesso.

      Non mi compiaccio minimamente di quanto ho scritto pur prendendomene la responsabilità, non maneggio nessuna spada, non ho ferito alcuno e quindi non perirò certo d’alcun che.
      Spero sia chiaro quindi che è il caso di lasciarmi personalmente fuori dal discorso e rimettere al centro il lavoro di questo pittore.

      • Pittore pacifista

        Matteo Vanni, in arte dopo tanta pittura e’ certo difficile esprimere punti di vista singolari e inediti, brevemente non credi che dopo, Duchamp, Klein, Manzoni, e declinazioni varie sino a Cattelan in giro non c’è granché. Anzi ci sono solo cloni dei suddetti “mostri sacri”, il tempo e’ galantuomo e sono convinto che di tutti questi cloni tra 10 anni non ci sarà traccia nella memoria di nessuno……queste discussioni sono sterili e stucchevoli…….oltre che intolleranti verso chi conosce un linguaggio e lo esplora…….sdoganiamo i tabù oggi x fortuna l’arte: “si fa con tutto”

  • Pneumatici michelin

    No caro fuori dal discorso non ti lascio.
    Leggi domani
    Ciao

  • pneumatici michelin

    Caro Vanni e cari detrattori di Verlato,
    quanti siete qui a scrivere?Direi tre o quattro al massimo dato che non sono solo io
    ad usare lo pseudonimo supplementare, mi pare di intuire.
    Certo che Verlato vi deve aver punto proprio sul vivo per sollecitare una vostra partecipazione così attiva!
    A più riprese ho tentato di buttarvi là qualche nome alternativo sul quale allargare il dibattito tanto per farvi capire quanto sia sospetto questo vostro accanimento su un artista(che tra l’altro non lavora con nessuna “galleria di potere”) quando potreste invece scatenarvi su ben altre e numerosissime minchiate che affliggono il sistema dell’arte. Vi ho buttato là delle ironiche caricature di Kosuth e Kaprow , vi ho chiesto
    qualche opinione sulla recente mostra alla Lisson italia ma voi niente! All’ronia avete risposto dicendo che non sono serio, che ho la diarrea, che scrivo facezie ecc: insomma direi che non vi state proprio divertendo e che in questo frangente non sopportate le barzellette indicativo del fatto che qualcosa di grave vi turba .
    Non credo di azzardare a dire che avete paura di qualcosa,
    Ultima viene la perorazione del Vanni lunghissima e indicativa di tante cose: “adesso basta! ora parliamo sul serio!” dice e giù un interminabile (perchè ridontante non perchè lunga) critica che si vorrebbe definitiva.
    Ora il nostro Vanni dovrebbe rileggersi con attenzione quanto ha scritto ma forse già si rende conto dell’errore che ha commesso esponendosi così e nell’appendice mette infatti le mani avanti e chiede di non essere messo di mezzo personalmente perchè qua bisogna parlare solo del lavoro di Verlato in sè e non della persona Vanni.
    Beh, caro Vanni sei cascato nella rete come un pollo e ora paghi.
    Non puoi dire che Verlato è un narcisista e allo stesso tempo dire che in realtà tu ti attieni ad una valutazione critica del suo lavoro in sè.
    Tu confondi ( inevitabilmente) i due campi: personalità dell’autore e opera dello stesso e io farò lo stesso con il tuo discorso che valuterò insieme alla tua personalità, questa sì afflitta molto probabilmente da narcisismo.
    La cosa ti stupisce? Un bel ribaltamento , no? verlato e buttò non sono narcisisti ma alcuni loro detrattori certamente, così come moltissimi artisti non pittori.
    Inaudito ragionamento?

    1) in definitiva Verlato , Buttò e altri sarebbero narcisisti perchè troppo dediti alla pittura in sé che ridotta a pura tecnica diventerebbe un’ossessione autoreferenziale che vaga. alla ricerca della lode per il lavoro ben fatto.
    Prima banalissima smentita: esiste un’anedotto riguardo la proverbiale distrazione di Einstein (ovviamente non si tratta di un’artista) che mentre stava cucinando era così immerso nei propri pensieri riguardo l’elaborazione della teoria della relatività che non si era reso conto se non troppo tardi di aver messo in padella il proprio orologio invece che l’uovo. Questo per dire che l’estrema concentrazione su un problema specifico può causare qualche problema negli affari di tutti i giorni ma che può essere anche foriera di grandi innovazioni e della rottura di PARADIGMI CONSOLIDATI. Buttò e verlato sono alcuni degli (acerbi?) esploratori della rottura dei paradigmi dell’arte recente.
    2) Vanni non conosce il significato del termine “narcisismo”.
    Il narcisista è talmente chiuso nel proprio personale circolo di autosoddisfacimento che non tollera confronti con la realtà esterna che per lui costituisce solo un inutile ostacolo al proprio appagamento: il narcisista non sopporta le mediazioni e il differimento delle proprie pulsioni, per lui non c’è oggetto esterno con il quale dialogare.
    Ora ragionandoci un pò si vede bene che si può accusare di altre cose verlato o buttò ma non di narcisismo in quanto il loro genere di lavoro presuppone invece un fortissimo lavoro con un’oggetto esterno: questo tipo di lavoro nel loro caso non è certo autoindulgente e richiede un riconoscimento dei limiti, degli obblighi, delle procedure, dell’inerzia ecc dell’oggetto pittorico . Quindi nelle loro opere non c’è l’esaudimento pulsionale immediato tipico del narcisista ma differimento pulsionale in vista di un risultato esterno e quindi il loro modo di operare è un segno invece di salute mentale: si vive bene quando si riesce a trovare un equilibrio tra piacere e mondo oggettivo.
    3) Vanni dice che Buttò e Verlato sono dei narcisi perchè trovano soddisfazione nel proprio lavoro solo quando si sentono dire che sono tanto bravi:
    ma tu li conosci direttamente per dire una cosa del genere?probabilmente una schiera di loro estimatori ti direbbe che invece non sono affatto dei vanesi e anzi hanno delle punte di modestia che altri non hanno.
    non ti vergogni a dire una cosa così di chi non hai mai nemmeno incontrato? come fai ad essere così stupido? tu ti sei accorto dici “da tempo” di verlato: complimenti! Però le prime apparizioni pubbliche di Verlato risalgono a più di 10 anni fa! e Buttò lavora in visibilità dai primi anni 90.
    Hai idea di quanti anni hanno Verlato e Buttò? lavorano da così tanto perchè gli piace sentirsi dire che bravi? certo che per essere due narcisisti alla ricerca del consenso facile hanno nuotato parecchio controcorrente ! non ti pare?
    cominci a renderti conto delle squallide idiozie che hai detto?
    ti diffamo se continuo a pensare cfhe sei un mediocre artistucolo dalle ambizioni scornate che in cerca di un capro espiatorio se la prende con i più deboli?
    continua ad essere cosi difficile per te capire che questi dipingono perchè semplicemente gli piace e perchè il piacere è legato al saper fare?

    3)Perchè questo tuo continuo riferimento sterotipato del collezionismo? come angelov ti riferisci a “salotti” e “signore” e io ho anche provato a buttarvi là che a parte mia sorella tutti i collezionisti di Verlato sono uomini. certo che entrambi avete un’alta considerazione del collezionismo femminile!
    tutto questo continua a farmi pensare che siete dei piccoli artisctucoli invidiosi e senza mercato che non hanno mai visto un collezionista vero neanche con il binocolo.
    ma avete idea dell’ambiente galleristico e collezionistico che Buttò e verlato frequentano negli USa? date un pò un’occhiata alle foto degli opening (se non potete andarci) e vedrete sgretolare la vostra immagine ideale del collezionista tipo di Verlato e Buttò.

    devo interrompere ma non ho finito
    aspettate il seguito che è più interessante

    • Marco

      Vanni10 verlato0

  • Pittore pacifista

    Pneumatico, tutto condivisibile ma non cadere nell’errore di Vanni……più sintesi……ci siamo capìti

    • Pneumatici michelin

      Pittore pacifista ti ringrazio
      Comunque tra un pó ricomincio
      Tenteró di sintetizzare ma sai era per dimostrare
      Che anch’io so scrivere : hai visto che una delle intelligenti
      Repliche che ho ricevuto verteva sulle me sgrammaticature? :))

  • piero pelù

    verlato e buttò sono dei pittori scadenti, pittura didascalica, soggetti banali, sembrano dei tatuatori che dipingono su tela. come si fa a dire che questi sono bei quadri?
    date un occhiata:

    http://www.saturnobutto.com

    pneumatici, se ha te piacciono questi quadri tu di pittura non ci capisci una sega…
    fidati datti all’ippica! e poi riguardo i collezionisti..bisogna vedere chi sono questi collezionisti, perchè anche mia nonna se vuoi ti compra un quadro..ma essendo sveglia non spenderebbe un euro per un quadro di verlato o buttò…al massimo si farebbe fare una stampa sulla t-shirt quando va ad un concerto heavy metal.

    • Pneumatici michelin

      Non ti rispondo perché non sei entrato nel merito
      Di quanto ho detto. Prova a rileggere se sei in grado.

  • piero pelù

    ho letto e il tuo post non è all’altezza di quello di vanni, mi dispiace. ma sul serio ti piace saturno buttò? guarda che è grave… qui mancano proprio le basi…

    • pneumatici michelin

      come fai a dire che il mio post non è all’altezza di quello di Vanni se non sai leggere? dove avrei scritto che mi piace Buttò? La tua stupidità ti smaschera sotto lo pseudonimo supplementare.

      • piero pelù

        mi pare che lo hai difeso a spada tratta quanto verlato e dato che a te verlato piace deduco che ti piaccia anche buttò, se cos’ì non fosse inpara a scrivere meglio mezza sega.

        • pneumatici michelin

          non ho mai detto “mi piace” in nessuno dei miei testi: dove l’hai letto?
          Vedi che non sai leggere?
          Mezza sega? che vuoi che ti dica? guarda che ce l’ho lungo, caro. :))

  • pneumatici michelin

    Disintegrazione dei nemici di verlato n.2

    rieccoci.
    4) incompetenza terminologica in Vanni:
    credo di aver dimostrato a sufficenza che Vanni non sa cosa sia il narcisismo.
    In una frase dimostra però di avere lui sì un esagerata stima del proprio sè e ad un certo punto gli scappa che lui oltre verlato rispetta dopotutto anche Picasso, un tizio che ha segnato la storia dell’arte di questo secolo; penso che Picasso se fosse vivo te ne sarebbe grato! :))
    In un paio di occasioni Vanni dice che Verlato e Buttò sarebbero afflitti dal problema del “lirismo della materia”, termine usato impropriamente dato che è stato usato, tra i tanti, da Arcangeli e Russoli per parlare delle alte paste della pittura Informale che qui c’entra come i cavoli a merenda.

    5) Parliamo di un simpatico signore di nome Beuys che disse “ogni uomo è un’artista”,frase ripetuta a più non posso da un’altro simpatico signore di nome Pistoletto, con inesausto presenzialismo.
    Ora, perchè parliamo di fantomatiche signore che comprerebbero i quadri di Verlato
    (a un certo punto vi ho chiesto se pensate che Verlato se le scopi tutte) quando non parliamo dei collezionisti di questi democratici signori esenti da egocentrismo?
    I collezionisti di Beuys in diversi dimostrati casi erano ex simpatizzanti del nazismo, Beuys aveva raccontato un sacco di balle sulle sue esperienze in guerra e aveva inventato di sana pianta la storia famosa della Crimea. Come la mettiamo?
    Pistoletto si diverte a fare il vate inventando inutili e narcisistici neologismi per dire che lui lavora per una nuova era mondiale dove la tecnica e la spiritualità finalmente si unirebbero: cosa Pistoletto pensi dell’IMU, di Marchionne, dei diritti dei lavoratori,degli incroci azionari,degli incentivi alle imprese,della delocalizzazione,dell’evasione fiscale, dei paradisi fiscali, delle aste truccate non ce lo dice ma in compenso ci dice che è contro la guerra! un’altra cosa, molto indicativa che ha detto recentemente in un’intervista con Ellkann è che lui non legge libri e in casa non ne ha: beh l’avevamo capito da tempo!
    JOseph Kosuth dice che ha sostituito l’arte alla filosofia ma in campo filosofico nessuno se ne è accorto: lui è contro il potere stabilito ma appena ha potuto ha lavorato con Castelli: i collezionisti di Castelli chi erano? beh alcuni sono andati con Gagosian quando c’è stato il passaggio di consegne.
    Cattellan: quante volte ha messo la propria faccia su pupazzi vari? E che ci frega della faccia di Cattellan ? (anche se Cattellan qualche bella coraggiosa zampata l’ha data bisogna ammetterlo)
    La maggior parte dei pittori di successo internazionale replicano all’infinito lo stesso quadro: non mi risulta lo stesso per Verlato e basterebbe già questo per riconoscerne qualche merito che và al di là della tecnica, ossessivamente menzionata più dai suoi detrattori che dai suoi estimatori.
    6) demagogia dell’arte contemporanea e creazione di false aspettative.
    L’arte contemporanea è popolata da un numero cospicuo di narcisisti : ogni uomo è un artista già bello e pronto , perchè fare fatica? . La pittura non piace a questo genere di persone perchè è un grave esame per la loro inettitudine.
    L’autoindulgenza esibizionistica e infantile di molta arte contemporanea crea aspettative eccessive e tanti rancori. Pensate che effetto può fare a dei giovani sprovveduti senza talento sapere che un certo artista è famoso perchè si è masturbato in galleria? o che una certa signora è una leggenda perchè ha fatto la muraglia cinese a piedi per dire che il fidanzato l’ha lasciata?
    Potrei continuare all’infinito…..

    • piero pelù

      sei un poveraccio

      • Pneumatici michelin

        Mica tanto! :)

    • Matteo Vanni

      Monsieur Michelin, ci tengo a farle notare che ho tirato in causa lei solo ed esclusivamente due volte per quanto riguarda la caciara attaccabrighe che tende a fare a livello personale.
      Ho cercato di parlare del lavoro di Verlato, e se ho dato l’impressione che io volessi attaccarlo sul lato personale mi dispiace, non era mia intenzione farlo. Rispetto il lavoro di un artista perchè si muove allo scoperto in un territorio ostico, anche se non si accorda coi miei gusti. Conosco e riconosco esattamente tutte le pecche del mio testo, che non ha alcun valore se non come punto di vista assolutamente personale, non autorevole o omnicomprensivo.
      Io non sono narcisista anzi, ancora una volta mi dispiaccio di avere scritto qui – pur ripromettendomi ogni volta di non farlo mai più – perchè oggettiva perdita di tempo e fonte di leggero disagio (anche se spendo parole per chiarirmi non vengo compreso, dubito quindi dell’utilità dei miei interventi)…ma poco male, la mia vita va benissimo anche senza questo commentario.

      Chi scrive d’arte NON è un artista a sua volta, quindi io come persona o il mio testo non dobbiamo essere considerati nel discorso, visto che il soggetto dell’analisi è l’arte – che non può essere fatta con tutto o andare sempre bene giusto?! – ma gli spunti che ne scaturiscono possono essere utilizzati per ampliarlo (che poi era il motivo che mi ha spinto a scrivere).

      Detto questo vorrei fare notare che nel mio intervento ho citato 4 pittori precisi, ma monsieur Michelin ne ha citati solo 3, di cui 2 a più riprese…come mai?
      Altra cosa interessante è che ho sempre citato esclusivamente pittori (tranne il fotografo Nadar, ma solo per contestualizzare un passaggio) dato che il tema che trattiamo è la pittura e più precisamente quella di Verlato.
      Monsieur Michelin ha snocciolato una raffica di artisti concettuali e non o situazioni che non sono pertinenti a questo dibattito preciso mi pare.

      Io ritorno sul tema invece, e ribadisco che il problema non è la tecnica pittorica che Verlato usa – come monsieur Michelin mi accusa – bensì il movente che lo spinge a produrre certe immagini in questo momento storico (2013), ed a tal proposito io appunto domandavo del perchè di queste precise figurazioni.
      Sto parlando dell’IMAGO, non della tecnica che peraltro apprezzo, le è chiaro questo punto monsieur Michelin?

      Senza dilungarmi oltre facciamo una serie di comparazioni di immagini pittoriche che spero siano utili a chiarire una volta per tutte la mia posizione.

      Questo è il narcisismo che intendo, dove il soggetto s’ammalia di un’immagine precisa e cioè un’illusione antropomorfica:

      http://www.arte.it/foto/orig/33/28-narciso-caravaggio-hd.jpg

      Dato questa immagine come fulcro del mio ragionamento, quale di queste tre immagini che seguono si discosta da una qualsivoglia parentela con quella che vi ho presentato sopra?

      1 – http://lookayou.files.wordpress.com/2011/01/1269434819.jpg

      2 – http://gallerydriver.com/Art/NicolaVerlato_ConquestOfTheWest.jpg

      3 – http://www.fondazionenicolatrussardi.it/uploads/nfDoctrineActAsMediagalleryPlugin/350/source/1947.jpg

      Ecco ora spero che sia chiaro cosa intendo.

      Il pittore italiano che vi ho appena proposto è il pittore che monsieur Michelin non ha voluto menzionare a più riprese. Un pittore che è solo di un anno più anziano di Verlato, e che a mio parere è il più valido dei tre. Perchè è più valido? Perchè trovo le sue immagini inattaccabili, qui ed ora.
      Io cerco, analizzando..ma non riesco a scardinare il suo lavoro, che è tecnicamente ottimo e concettualmente perfetto.
      Ricordate quando dicevo che la pittura ha entro i limiti del suo supporto una dimensione simbolica che travalica lo spazio e il tempo fisico? Ecco lui con le sue immagini rappresenta quella dimensione metafisica ed aliena che indissolubilmente ritrovo nell’idea di pittura, e suppongo agli alieni sia sconosciuto il concetto di narciso, che umanamente muore per la sua stoltezza.

      Questo è il pittore di cui voglio tessere le lodi nel contesto di questo preciso dibattito, ed è il pittore che rimarca il mio giudizio su Verlato.

      E con questo chiudo definitivamente perchè non ho bisogno di aggiungere altro.

      • Matteo Vanni

        errata corrige: io ho citato 5 pittori, di cui 3 italiani, 1 francese ed 1 americano

        (suona come una barzelletta)

        • Matteo Vanni

          errata corrige2: io ho citato 6 pittori, di cui 4 italiani, 1 francese ed 1 americano

      • pneumatici michelin

        Dear sir Vanni,

        valutando l’aria che tira vedo che ammetti di aver scritto qualche castroneria qui e là.
        Dopo aver detto che rispetti Picasso ora dici di non essere autorevole: meno male!
        Vedo anche che la tua prosa è ora meno “ lirica “ e non ti sei avventurato ancora
        nell’ostentazione di ulteriori artifici retorici, che si vorrebbero deprezzativi, del tipo:

        “su quella superficie magica dell’epitelio pittorico, spazio e tempo si curvino al volere
        del pittore demiurgo”
        “la cosmogonia che ne scaturisce diventa immediatamente sacra ed intoccabile”
        “per foraggiare sempre di più il proprio ego in un triste gioco morboso onanistico,
        stringendosi forte al proprio pennello” e cosi via…

        e che avrebbero facilmente stimolato la mia ironia, ad esempio notando come per te il pennello sia definitivamente equiparabile al Fallo. :)

        Venendo a questa tua più prudente e stringata risposta ti devo dire che il gioco mi
        risulta ancora più facile e direi che proprio qui casca l’asino.

        PRIMA CONSIDERAZIONE: noto che non si risponde a quanto dico quando allargo
        il campo del discorso! Vi chiedo perché tanto accanimento con alcuni pitori e non con altri
        artisti ma nessuno risponde. Propongo esempi macroscopici ma nessuno entra in merito.
        Propongo come ipotesi che chi odia la pittura possa essere coinvolto nell’idea abusata
        che “tutti sono artisti” ecc ecc ma niente: al massimo Vanni dice che tutto questo non c’entra
        con il discorso. Continuo a pensare che certe mie ipotesi buttate qua e là siano in buona parte
        vere. Continuo a pensare che le critiche vengano da artisti che non fanno pittura e la temono. Pazienza! Ci sarà occasione di riparlarne.

        SECONDA CONSIDERAZIONE : per essere sicuro stavolta Vanni propone un esempio “inattaccabile” (pensa lui) di narcisismo , un Narciso dipinto! Bella originale mossa!

        “Questo è il narcisismo che intendo, dove il soggetto s’ammalia di un’immagine precisa e cioè un’illusione antropomorfica”

        Ma Vanni anche con questa semplice frase è in grado di incappare nell’ennesima imprecisione linguistica! Incredibile! Se leggete bene questa frase il suo senso sembra infatti essere:

        “Il narcisismo in pittura si ha quando il soggetto si perde nel guardare un’immagine precisa che riproduce illusoriamente la figura umana”

        Quindi secondo Vanni abbiamo narcisismo in pittura in ogni quadro dove un soggetto umano guarda un altro soggetto umano! Quindi buona parte della pittura da trentamila anni ad adesso!
        Non mi scuso dell’ironia e ti dico che questo è esattamente quello che hai scritto!
        Ovviamente penso che non volevi che la cosa apparisse in questo modo e probabilmente hai
        scritto di fretta ma continuo a pensare che anche questo sia un lapsus significativo: non è che in realtà tu non sopporti la pittura dove ci sono figure umane? Ma ne parliamo dopo…
        Tornando al Narciso di Caravaggio forse volevi dire che

        “si ha narcisismo in pittura quando all’interno di un quadro una figura umana si perde nel guardare una riproduzione illusoria di sé stessa”

        Questo vorrebbe dire che:

        “ Si ha narcisismo in pittura quando il soggetto del quadro è simile al soggetto di Narciso
        che si guarda in un riflesso”.

        La conseguenza però sarebbe di questo tipo:

        “ ogni quadro che dipinge episodi di guerra è una guerra”

        Spero che queste noiose notazioni ti dimostrino quanto il tuo pensiero sia confuso e poco
        rigoroso. Potrei andare avanti ancora: il quadro di Caravaggio non è un esempio di narcisismo pittorico ma un quadro che si riferisce al Mito di Narciso: spero che tu sia in grado di
        comprendere questa differenza.
        Non ho visto quadri di Verlato con autoritratti dell’autore, non ho visto quadri di Verlato
        che si riferiscono al mito di Narciso e credo che in questa sua ultima mostra non ci sia nessuna figura antropomorfa che guarda sé stessa in un riflesso.

        TERZA CONSIDERAZIONE
        Riguardo i link alle immagini solo un analfabeta in arte potrebbe pensare che i dipinti di questi pittori italiani siano apparentabili senza problemi con il Narciso del Merisi.
        In nessuno mio scritto inoltre non ho mai paragonato Verlato a Caravaggio, ci tengo a dirlo
        e infatti ci vedo ben poche somiglianze.
        Il quadro di Verlato del tuo link è un quadro Neopop di un pittore italiano che filtra il tema
        western con un sapiente e accuratissimo scetticismo pittorico l’esanime immaginario americano
        della nuova frontiera iniettandogli gelide iniezioni di Vanitas in 3D. Gli americani hanno capito
        che Verlato non è un banale seguace del Neopop come ce ne sono tanti e ne hanno apprezzato
        l’apporto originale.
        Devo dirti che non confonderei mai nemmeno Saturno Buttò, questo ribelle della prima ora, con il
        Caravaggio perché Saturno utilizza sì alcuni artifici tipici della pittura cosidetta tenebrosa ma in vista di una tematica neo-simbolista : un po’ di satanismo, la carne e il peccato, i fondi oro mescolati al triviale ecc

        ULTIMA CONSIDERAZIONE
        è curioso e sintomatico che Vanni usi la parola “inattaccabile” quando si rivolge ad un dipinto
        ( e mi limito a questa breve considerazione).
        Pensi possibile che se conosco Buttò e Verlato dagli inizi non conosca Campanini?
        10 anni e più fa anche lui aveva iniziato con cose vicine al Neo Pop ed è certo un validissimo artista!
        Sai, la mia vis polemica da attaccabrighe riteneva troppo facile parlare di un artista che lavora già con una galleria di peso internazionale, un’artista che ha avuto approvazioni ufficiali con articoli e copertine sulla stampa dal “palato difficile” verso la pittura.
        Mi sono divertito quindi a sventolarvi in faccia quello che sapevo esservi indigeribile.
        Mi piacerebbe vivisezionare la tua frase

        “Perchè è più valido? Perchè trovo le sue immagini inattaccabili, qui ed ora.
Io cerco, analizzando..ma non riesco a scardinare il suo lavoro, che è tecnicamente ottimo e concettualmente perfetto.”

        Sarò molto breve addirittura lapidario: la pittura di Campanini non è pittura di concetto e penso che la parola “concettuale” viene spesso usata impropriamente.
        Vanni ci snocciola poi un’altra perla:

        “Ecco lui con le sue immagini rappresenta quella dimensione metafisica ed aliena che indissolubilmente ritrovo nell’idea di pittura, e suppongo agli alieni sia sconosciuto il concetto di narciso, che umanamente muore per la sua stoltezza.”

        In questa frase si capisce che per Vanni i quadri validi sono quelli dove quello che è dipinto è irriconoscibile, “alieno” dice ,e qui si conferma definitivamente la sua malcelata antipatia per la pittura con figure umane o riconoscibili. Sembra anche di capire che questa pittura venga fatta in vista di un giudizio degli alieni. Io purtroppo non riesco a seguire il Vanni dato che non credo all’esistenza degli extraterrestri.
        PENSO PERò ANCHE CHE A DIPINGERE IL NIENTE NON SI CORRA NESSUN RISCHIO .
        Il formalismo sotto altre vesti? L’anestetizzazione? La neutralità? Il disimpegno sublimato?

        Ora dobbiamo capire come mai Campanini è passato in certi settori e gli altri due no. Bisogna anche dire che comunque neanche Campanini è una star internazionale conosciutissima mentre Verlato ha avuto grande spazio su Juxtapoz che sarà una rivista alternativa ma è più diffusa di Artforum.
        Campanini costruisce questi affascinanti coacervi di oggetti e poi li riproduce iperrealisticamente.
        Le sculture assemblage che utilizza come modello sono molto vicine a molte installazioni sculture
        gatte direttamente con i materiali e le cose e che girano nelle mostre internazionali. Prendo la prima cosa sottomano che ho, ad esempio in “Creamier” della Phaidon uscito nel 2010 è pieno di queste cose , ti cito alla svelta:
        Nairy baghramian, dave hullfish bailey, maria loboda, Johsephine meckseper, miguel mitlag,
        michel portnoy ecc ecc
        Ti devo confessare che per la maggior parte mi sembra tutta spazzatura e preferisco un bel quadro di Campanini.
        Insomma semplicemente campanini è in sintonia con questo clima e quindi si pensa che il suo lavoro sia più adatto a certa scena internazionale. Devo anche dire che lavorare in certii contesti non è sempre così positivo: la tua presenza è centellinata in poche sparute occasioni mentre mi pare che Verlato e Buttò siano più liberi.
        Insomma vantaggi e svantaggi.
        La moda di queste installazioni sculture mi pare sulla via del tramonto e un segnale può essere la sua decisa riduzione nella Biennale di Gioni.
        Quindi campanini benissimo però io darei più fiducia anche ai pittori italiani che si muovono controcorrente alla scena internazionale: è dalla fine degli anni 80 che
        le gallerie italiane con ambizioni internazionali continuano a sfornare inutilmente, con scarsi risultati, cloni di certa arte internazionale verso la quale sempre di più
        si levano fortissime voci di dissenso .

        • Matteo Vanni

          Evidentemente non sono davvero in grado di spiegarmi.

          Il narcisismo che intendevo era (once again):

          il pittore che dipinge antropomorfiche figurazioni è come Narciso che vede la superficie specchiante dell’acqua, se non ragiona questionandosi sull’immagine che sta vedendo – e che evidentemente non sta osservando bene – c’è rischio che succeda l’accidente.

          Succede che non è il valore simbolico della rappresentazione antropomorfica, ma la retorica iconica dell’immagine verista il punto.

          Quando si collega una telecamera ad un monitor e si punta l’obiettivo sul monitor stesso, il mise en abyme che ne scaturisce è un’aberrazione iconica.
          Ma la pittura non è il video, il cinema o la fotografia; la pittura non è una riproduzione meccanica, bensi una produzione artigianale del pittore che ne è filtro ed interprete.
          Quando dipinge una figura antropomorfa definisce sempre un suo stesso simulacro, è sempre lui/lei perchè è prodotto di lui/lei. Alieno perchè non prettamente di questo mondo fisico, “divino” come il demiurgo – o come volete denotare questa metafisica non ha importanza – creerà sempre un prodotto a “sua propria immagine e somiglianza”. Il tutto passa dalla sua testa attraverso le mani ed è lì il punto: cosa costruisce in questo passaggio?

          Se penso ai lavori di Campanini, magari non pensiamo alla stessa cosa.
          Mentre iconicamente lei monsieur Michelin vede un’installazione contemporanea riprodotta pittoricamente in foggia iperrealista, io magari vedo un autoritratto, sempre lo stesso autoritratto che vedo nelle stesse bottiglie che Morandi dipinge.
          Come se: “questa cosa sono io ma è un mio simulacro, non devo deificare il simulacro, ma farne unità che rappresenta il mio rituale simbolico” – rituale che è più me-io/mio del simulacro stesso.

          L’arte bizzantina o barbara che apparentemente “inquinò” il verismo della pittura romana, in realtà spostò verso il ragionare l’immagine come veicolo simbolico e non come riflessione mimetica del “reale”, visto che è fisicamente impossibile: il mondano ha 4 e forse più dimensioni, l’immagine che da la pittura oggettivamente 2 (poi la pittura direi che ne ha anche 4 ma è un altro discorso).
          Questi influssi orientali, gli stessi che influenzarono le correnti pittoriche a cavallo tra 800 e 900, sono gli influssi che hanno salvato la pittura dall’estinzione.

          Quando Close ad esempio dipinge un volto, il volto è solo un pretesto, non viene archittettata nessuna retorica compositiva nell’immagine, viene trattata pittoricamente l’immagine in se e basta. Anche Richter o Stingel indagano immagini nell’accezione pittorica: è sempre e solo la pittura il loro soggetto, in tandem con lo scollamento dell’immagine fotografica – sono sempre dipinti che rappresentano immagini che a loro volta giocano sull’ambiguità con la fotografia.

          Quando Becon o Modigliani (esempi random eh) dipingono figure umane ecco che il mise en abyme (proiettandosi e ri-vedendosi nel simulacro) agisce come interferenza sull’immagine stessa, ed è quell’interferenza che da lo scarto: essi metaforicamente notano le increspature dell’acqua sull’immagine che vibra, e che li allerta del pericolo di annegarvi dentro….pericolo che li ha in fondo sublimemente ammaliati (hanno proprio deciso di annegarvi volontariamente).

          Questi pittori si ritrovano nell’essenza della loro pittura e non nell’esecuzione

          Quando vedo Buttò o Verlato io sono iconicamente costretto, non ho fughe, non ho fraintendimenti, ne strade aperte, la via è una sola: il palese richiamo alla pittura occidentale post rinascimentale e pre fotografica, non mi si lascia alternative.
          Con tutto il costrutto retorico che strutturava quelle immagini, ed è lì che storco il naso.
          Loro chiamano in causa solo ed esclusivamente quella pittura, è lampante, è davanti ai vostri occhi nella loro raffigurazione dell’immagine di una pittura già storicizzata e santificata – che per proprietà transitiva dovrebbe santificare anche loro?! – è quello il loro vero soggetto (?)
          Prova ne è che di tutti i pittori che ho citato (e sono tanti) gli unici due che iconicamente si imparentano al primo sguardo al Narciso del Caravaggio sono proprio Butò e Verlato, gli altri sono chiaramente diversi da questo modello, se ne percepisce la distanza.

          E’ un revival prerafaelita, è iperrafaelitismo o pittura pop-post-anacronista?! (vedete che castronerie tocca scrivere?)
          E’ tipo: “guarda e ragiona su ciò che percepisci dal dipinto-pittura” oppure “pensa a me che eseguo questo dipinto esattamente con le fogge degli antichi maestri e quindi misticamente io sono loro, e loro sono me” ? Chi o cosa è il soggetto dei loro dipinti? Il soggetto è l’esecuzione della foggia antica?

          Mi domando eh, ho disseminato interrogativi, ma a questo punto è rischioso per me porre questi quesiti, soprattutto quando io cerco di tenere il tutto aperto (con domande) mentre si vuole chiudere il discorso entro limiti anche di spazio.
          Si accusa me personalmente: non posso citare alcun pittore o termine mitologico che viene fatta una serratissima squadratura al discorso. Se parlo di alieno –giocandoci attorno, tra alienazione o straniamento – si capisce solo la mia battuta sui marziani, se provo ad avvertire della pericolosità del cadere in uno stagno, mi si sbraita che devo vedere – non credo mi si chieda di osservare – il riflesso sul pelo dell’acqua, se indico la luna mi si guarda il dito.
          Anche se continuo, attento a dove metto i piedi entro il campo preso in esame (la pittura) e non parlo di altro lasciando fuori le persone, nuovamente si fa chiasso su altro e si sbraita anche contro me (perchè poi?! io non faccio N I E N T E , non centro minimamente, non sono artista).

          Campanini non va bene perchè lavora con gallerie importanti, è “della parrocchia”, mentre Verlato e Buttò sono underground e ostracizzati, ma subito dopo Campanini non vale abbastanza, perchè non presente come deve essere uno importante….(non mi è chiaro il discorso, viene gettato fumo negl’occhi)

          Poi si dice che la pittura fa paura a qualcuno, che è pericolosa…bha….sembra di sentire i nazisti e l’arte degenerata. “e le foibe?!” direbbe la piccola Guzzanti di casapau.

          La pittura c’è, è vivissima ovunque, si dipinge in tutte le fogge e i generi, anche antropomorfismi, non serve gridare al lupo al lupo a sproposito.
          Magari i pittori che sono buoni artisti non si limitano a clonare o riproporre ricette altrui – se poi è quella la loro poetica allora il discorso cambia – ma ragionano e pensano bene a cosa stanno maneggiando.
          Copiare significa riproporre soluzioni, mentre rubare è fagocitare, digerire e fare proprio senza lasciare tracce sospette. La frase di Picasso delinea bene lo scarto tra copista e artista di qualità, lui che piaccia o meno (a me meno) è un tassello importante della storia dell’arte e della pittura.

          PS:
          Si apre un ragionamento molto più ampio sull’immagine, qui siamo dopo la fotografia, dopo il cinema e la televisione, è qui e ora (anche se del 1989…gosh). Non si può fare finta che non esistano certe implicazioni semplicemente perchè una volta era tutto più semplice o sarebbe rassicurante tornarvici

          http://www.youtube.com/watch?v=R4oaVq3bphU

          • Matteo Vanni

            F.Bacon*

          • pneumatici michelin

            Tenterò di spiegare perché anche questa volta Vanni cade in
            contraddizione e perché continuerà ancora a farlo.
            Dear sir Vanni,

            sì hai letto bene.
            Sei caduto in altre contraddizioni!
            Non dirò “incredibile” come ho fatto precedentemente ma dirò
            “normale e inevitabile”. Quindi non disperare :)

            Dici che faccio chiasso e sbraito e che squadro i tuoi discorsi
            (veramente li disseziono) ma in questo tuo nuovo interessante
            intervento a fare un po’ di cortina fumogena sei tu, aggiungendo
            alla parte più focalizzata del discorso diverse riflessioni secondarie
            buttate lì a casaccio (e si vede che ti agiti subodorando che altri colpi
            arriveranno ma non sai da
            dove). Rilevo il fatto che comunque non replichi mai nel dettaglio
            alle obiezioni che ti faccio: evidentemente ti sei reso conto che non
            sono gratuite e stai ora tentando di aggiustare il tiro.
            Eliminerò prima quel po’ di fumo che hai fatto e poi passerò alle
            cose più serie che hai detto.
            Però ti consiglierei di non inventarti cose che non ho detto: io ho
            fatto copia e incolla delle tue frasi e tu proprio quelle hai scritto e io
            quelle ho commentato.
            Se tu non ti esprimi bene non è colpa mia : io mi attengo a quello che
            leggo.

            Riguardo la frase sui marziani la mia battuta seguiva la tua battuta
            ma non era gratuita come preferiresti credere infatti l’ho fatta seguire
            più sotto da questa frase che puoi condividere o meno ma che non è
            scritta tanto per farti uno scherzo:

            “In questa frase si capisce che per Vanni i quadri validi sono quelli
            dove quello che è dipinto è irriconoscibile, “alieno” dice, e qui si
            conferma definitivamente la sua malcelata antipatia per la pittura con
            figure umane o riconoscibili.”

            Avremo modo dopo di tornare su questo argomento specifico :
            “alieno – alienazione”.

            Non ho mai scritto che
            “Campanini non va bene perché perchè lavora con gallerie importanti”
            e infatti ne ho parlato solo bene: devo farti copia e incolla di quello
            che ho scritto?
            Ho aggiunto solo alcune riflessioni alludenti al fatto che in certo
            sistema dell’arte esistono dei paradigmi di riferimento e che Campanini
            può rientrare mentre altri no e ho detto che in questo ci sono vantaggi
            e svantaggi.
            In altro mio intervento precedente avevo già sollevato la questione di
            certe condizioni di contorno:

            “Questo per dire che l’estrema concentrazione su un problema specifico
            può causare qualche problema negli affari di tutti i giorni ma che può
            essere anche foriera di grandi innovazioni e della rottura di PARADIGMI
            CONSOLIDATI.
            Buttò e Verlato sono alcuni degli (acerbi?) esploratori della rottura dei
            paradigmi dell’arte recente.”

            Quindi questa mia riflessione non era estemporanea ma legata a questa.
            Ne riparleremo quando affronteremo il “PROBLEMA DELLA
            FORMALIZZAZIONE DEL GIUDIZIO ESTETICO”
            Rilevo però il fatto che non hai replicato alla mia obiezione al termine
            “concettuale” per Campanini : obiezione accolta?
            Concetto concettina? ☺
            Perché tralasciare una cosa così importante nascondendola dietro la
            questione delle gallerie fighette e delle gallerie cazzute? ☺
            Riguardo al fatto che Campanini e Morandi facciano degli “autoritratti”
            è un’interpretazione interessante ma secondo me ingenua : ma ne
            riparleremo quando mi soffermerò sul “CONCETTO DI AUTORE”.
            Riguardo la pittura in quest’ultimo intervento dici:

            “La pittura c’è, è vivissima ovunque, si dipinge in tutte le fogge e i generi,
            anche
            antropomorfismi, non serve gridare al lupo al lupo a sproposito.”

            Mentre in un precedente intervento scrivevi riguardo ai pittori:

            “Come loro ce ne sono, e sì a volte non abbastanza considerati, ma
            ostracismi a parte (che ci sono, sono innegabili e penso sia il motivo
            dell’ira dell’amico qui sopra), io mi domanderei se davvero non ci sia
            niente che non funzioni nel lavoro di questi pittori.”

            E nello stesso testo avevi scritto:

            “Non sembra forse che, come sistematicamente succede al pittore
            (di qualsiasi genere), il lirismo della materia o le soluzioni che vengono
            architettate per manifestare il suddetto lirismo, guidino principalmente
            l’essenza del lavoro pittorico?”

            Beh, senti deciditi! O c’è ostracismo verso la pittura o non c’è!
            O la pittura tutta “di qualsiasi genere” è presa dal “lirismo della materia”
            (sull’uso di questo termine ti ho già fatto un’obiezione sostanziale)
            o ci sono pittori che rispetto altri sono “inattaccabili” e “vivissimi”.
            È evidente che i tuoi interventi stentano a seguire un filo logico serrato .
            Non lamentarti se continuo ad elencare le tue contraddizioni!
            Ed è evidente che c’è ostracismo verso la pittura, lo sanno tutti: sempre
            meno nelle gallerie e nel mercato ma ancora in certe rassegne interazionali
            e in Italia.

            Per quanto riguarda il resto del fumo:
            “Si accusa me personalmente… io non faccio N I E N T E …non c’entro
            minimamente…sembra di sentire i nazisti e l’arte degenerata.” c’è poco
            da dire e mi pare che ti stai sbracciando disordinatamente. Dai non fare
            la vittima!Non ti ho mica sparato! ☺

            Finite le minchiate e le poche cose nascoste nel fumo passiamo alle cose
            più serie che hai invece detto.
            Hai aggiustato il tiro dicendo più o meno che l’immagine pittorica dei
            pittori più interessanti non è un riflesso fedele e mimetico ma un filtro
            che pone l’arte in uno stato di reinterpretazione e differenza dal modello
            esterno.
            Se mi permetti il paragone c’è chi sta a contemplarsi l’ombelico
            ( e qui il narcisismo) e chi invece si sofferma sulle varie distrazioni
            che il corpo può offrire nella strada che sta tra gli occhi e l’ombelico.
            Una prima obiezione è che nella cultura orientale dello
            Yoga la contemplazione dell’ombelico porta all’annullamento del sé e
            quindi alla fine del narcisismo. ☺
            Ovviamente non mi accontenterò di questo. E aggiungerò altro.
            Mi interessano particolarmente due punti del tuo discorso.

            Il primo è quando chiarisci meglio il concetto di ALIENO –
            ALIENAZIONE e quando alludi AL PROBLEMA DELL’ AUTORE

            “la pittura non è una riproduzione meccanica, bensi una produzione
            artigianale del pittoreche ne è filtro ed interprete.
Quando dipinge una
            figura antropomorfa definisce sempre un suo stesso simulacro, è sempre
            lui/lei perchè è prodotto di lui/lei. Alieno perchè non prettamente di questo
            mondo fisico, “divino” come il demiurgo – o come volete
            denotare questa metafisica non ha importanza – creerà sempre un prodotto
            a “sua propria immagine e somiglianza”.

            Rilevo il fatto che per te l’artista valido “non è prettamente di questo
            mondo” e usi ora il termine “demiurgo” in un’accezione positiva mentre
            nel testo precedente il termine era usato in un’accezione negativa:

            “Questo è il limite della pittura tutta secondo me: il fatto che all’interno
            di quei bordi
            intelaiati, su quella superficie magica dell’epitelio pittorico, spazio e
            tempo si curvino al volere del pittore demiurgo, e la cosmogonia che ne
            scaturisce diventa immediatamente sacra ed intoccabile”

            Devo pensare che sei uno seguace di qualche dottrina Gnostica che prevede
            l’esistenza di un demiurgo buono e uno cattivo? ☺
            Lascio perdere le tue contraddizioni secondarie e torno ancora sulla
            questione interessante (non scherzo) dell’arte come una sorta di alienazione
            dal mondo e dal fatto che essa è una proiezione dell’autore. Purtroppo anche qui
            ci sono delle ingenuità .
            Se il soggetto si proietta sull’opera facendo simulacro di sé stesso siamo
            all’interno di un’interpretazione più vicina a qualcosa come l’interpretazione
            psicanalitica che alla metafisica:
            o è proiezione differita dell’autore o è rivelazione dell’assoluto.
            Deciditi, ma attento che il termine “metafisica” è insidiosissimo.
            Non sarai tu un nostalgico di Giove Pluvio? ☺
            Secondo me la cosa veramente importante è invece che non c’è autore che
            non sia di questo mondo e che il mondo esiste eccome, che autore e mondo
            sono intrecciati .
            E che quindi l’alienazione esiste già naturalmente e solo in specifici casi
            acquista una rilevanza estrema: quando qualcuno non ha a che fare con la
            realtà (Narcisismo? Autismo?)
            Se l’autore fa parte del mondo non esiste un’autore identificato : lui non
            può solo proiettare ma è proiettato e coinvolto a sua volta : insomma parlando
            si fa parlare.
            E questo parlare non è un per forza un riflesso autoreferenziale, sintattico,
            ma può avere attinenza con la realtà concreta senza ossessionarsi con la
            differenza tra originale e copia.
            Il commento di Wenders denuncia tutti i suoi anni: la retorica dell’artificio,
            la perdita
            dell’identità, la superficie, la perdita dell’originale e tutto l’armamentario
            che cita Benjamin e Baudrillard.
            Ricordo quando Baudrillard pateticamente tentò di difendere le sue teorie
            sulla
            simulazione di fronte al disastro delle torri gemelle che aveva invece riportato
            il reale in mezzo al palcoscenico.
            Roba vecchia, intelligente ai tempi ma oggi pensiamo ad altro.

            I tuoi esempi mi sembrano quasi tutti sbagliati: parli del realismo dell’arte
            Romana rispetto a quella bizantina ma dimentichi la Colonna Traiana,
            che non è un esempio di scultura realistica ma di bassorilievo narrativo.
            Richter è un grande artista non solo perché sta sul crinale tra pittura e
            fotografia ma perché ci parla con gelido disincanto della storia della Germania
            e ci propone un cinismo filosofico pessimista sulla storia e sulle ideologie.
            Morandi non fa autoritratti ma ci introduce al nostalgico provincialismo
            italiano delle piccole cose, incurante della compagnia.
            Close è l’artista che più si avvicina alla tua descrizione dell’artista
            valido- tipo e ovviamente niente da dire : rigorosissimo e inchiodato
            su una procedura precisa .
            Ma può lui e pochi altri costituire un modello per giudicare tutto il resto
            dei pittori?
            Analizziamone il lavoro più recente : il soggetto, spesso un autoritratto,
            è in effetti qualcosa di simile ad un pretesto rielaborato da un procedimento
            a pixel esclusivamente pittorico e scevro da ogni aneddoto. In effetti siamo
            al cuore della pittura ma non escluderei però un legame con il soggetto
            che, pur filtrato, è riconoscibile e somigliante.
            Quello che ci fa capire la grandezza di Close è questa sua capacità di aver
            individuato una procedura precisa e di aver eliminato tutto il resto
            intrattenendo con il mondo un rapporto che si limita ad una somiglianza
            visibile: nessuna storia, e nemmeno Storia, nessun evento, ecc.
            Quindi l’Art Pour L’Art? Va benissimo! Ma questo deve valere per tutti?
            Vedi, quando mi imbatto in certe cose, penso soprattutto a tanta arte pretesa
            concettuale, vedo spesso replicato questo insistere sul dettaglio ben
            sviscerato
            (questi sono peggio di me! ☺ ) e sulla procedura autoreferenzialmente
            stabilita
            senza impegnarsi realmente in un confronto mondano,
            o a questioni concrete , come una sorta di operazione chirurgica indifferente
            a chi sia il paziente.
            Se devo fare un’esempio è come se si lavorasse sulla sintassi del linguaggio
            dedicandosi non a frasi compiute ma a singole parole o addirittura singole
            sillabe. Insomma se questi sono modi di farsi un’autoritratto questi artisti
            rinunciano a ri-rappresentare il mondo esterno.
            Questo genere di artisti non rischia di mettersi in gioco e si nasconde dietro
            una procedura impeccabile ( mentre Verlato dipinge in modo impeccabile
            e prova pure a cambiare soggetto) limitata a pochi elementi controllabili.
            Come in letteratura in arte si sono fatti tanti piccoli esperimenti e si è
            persa la capacità di organizzare forme narrative complesse che ci dessero
            chiavi per capire o sollecitare il mondo.
            Ma in letteratura abbiamo grandi romanzieri ancora oggi mentre
            la poesia sperimentale ha fatto il suo tempo e la leggiamo, se la leggiamo,
            come una medicina amara, in circoli assai ristretti.
            Mi parli di Stingel? Qual è la novità? L’ennesimo quadro iperrealista
            ma stavolta
            realizzato in grande dimensione da una squadra di “negri?” I suoi
            ambienti con il polistirolo e l’interattività ammaestrata del pubblico
            che crede di partecipare ma è all’interno di un circolo autoreferenziale
            poroso ma impermeabile? Scusa non mi interessa Stingel.
            Interattività asettica e formalistica !

            IL PROBLEMA DELLA FORMALIZZAZIONE DEL GIUDIZIO
            ESTETICO
            Caro Vanni, all’inizio ti dicevo che era inevitabile che tu cadessi
            ancora in contraddizioni e incongruenze e che non c’era niente di disperante
            in questo.
            Nell’impossibile sogno della formalizzazione di un criterio
            Onnicomprensivo che permetta di stabilire il giudizio estetico anche
            il filosofo più esperto e avveduto nella terminologia cadrebbe in incongruenze
            e paradossi senza fine : ogni termine che hai usato:
            autore, metafisica, alienazione, icona, riflesso ecc ha una ricchissima
            stratificazione
            dibattutale più raffinata della nostra e usare un termine in luogo di un altro
            è indicativo, problematico e sempre discutibile.
            Ammesso che qualcuno riesca a costruire una teoria perfettamente coerente
            e adamantina c’è il serio rischio che in pratica non servi poi a nulla.
            Ti faccio due classici esempi: Kant l’autore di quella pietra miliare
            della riflessione estetica che è “La critica del giudizio” era un mediocre
            conoscitore d’arte e Adorno commentava Beckett e Schoenberg ma riteneva
            il jazz una forma musicale deteriore.
            Molti oggi invece dibattono sul fatto se esista veramente una differenza
            tra cultura alta e cultura a bassa. ( e qualcuno in California sventola la
            bandiera lowbrow contro i paradigmi highbrow: attenzione che dalla
            California sono arrivate sempre grosse novità!).
            Bada bene che non voglio negare l’importanza della riflessione teorica
            sul giudizio estetico
            Ma mi pare che il sogno totalizzante di trovare una chiave di volta unica
            e generale sia inevitabilmente fallace dato che le opere d’arte sono anche
            eventi particolari con un loro specifico contesto.
            Se non sbaglio citi i Preraffaeliti per trovare un precedente a Verlato
            & co ed è finalmente un esempio giusto, pur con tutte le differenze:
            loro erano nostalgici e Verlato, che lui lo sappia o meno, non lo è.
            I suoi dipinti non sono fotografie fatte a mano come nell’abusato
            Iperrealismo ma denunciano la loro artificialità.
            I Preraffaeliti sono stati rivalutati e sono generalmente apprezzati anche
            se possono sembrare antistorici ma non dico una bestemmia se aggiungo
            che molte avanguardie del novecento hanno guardato a quel retroterra,
            e non solo ciecamente sempre in avanti.
            Quindi non puoi essere sicuro di cosa potrà saltare fuori da tanta pittura
            figurativa – narrativa di oggi. Chissà?
            Se non condividi concediti almeno il sapore non sempre amaro del dubbio.

            Con questo concludo veramente : è stato un vero piacere e mi sono
            divertito ,
            ne ho ricavato molto e ti ringrazio, anche se non ci credi, ma ora ho
            veramente da fare.
            Probabilmente siamo rimasti solo noi due a leggere questo papiro
            ed è un peccato perché forse qualcosa di buono ci sta !

            Saluti Pneumatici

  • Pneumatici michelin

    Se non sbaglio dimentichi di aver citato due spagnoli:
    Dalì e Picasso sono spagnoli.
    Ciao caro.

  • pneumatici michelin

    il contatore non funziona siamo a 132

    • Matteo Vanni

      manda i sicari cercarmi…non serve che aspetti la moderazione del mio commento

      • pneumatici michelin

        costano troppo! preferisco comprarmi un quadro favoloso che ho visto appeso in pizzeria! :)

        • Matteo Vanni

          il tempo è denaro e tu ne hai in quantità

          • Pneumatici michelin

            Si non mi lamento.

  • Pneumatici michelin

    A proposito Vanni, lo sai che scrivi male come
    Bonami?

    • Matteo Vanni

      scoprirai che scrivo molto peggio del peggio

  • Marco

    Verlato potresti esporre nella pizzeria Bonelli

  • Pneumatici michelin

    La mazzata finale per il Vanni :
    Intere sue frasi sono copiate pari pari dal testo di
    Francesco Bonami su Rudolf Stingel pubblicato
    Allle pagine 66 – 70 del Flash Art n. 270 di giugno
    2008.
    Caro scolaretto sei stato beccato sul fatto!
    Neanche con quell’autorevole (?) apporto sei riuscito
    Ad averla vinta. Fortuna per te che usi vari
    Pseudonimi perché hai fatto una bella figuraccia!
    Ora puoi mangiarti sta pizza mentre Bonelli se la ride!

  • Marco

    Non vincerai mai perchè sei e sarai sempre UN MEDIOCRE

    • Matteo Vanni

      Qualcuno spieghi al mitomane che non voglio “vincere”, ma essere libero di vederla a mio modo senza subire il suo inquinamento.
      Che ci sia dia la possibilità di pensarla anche diverso da lui.
      Bonami non l’ho letto, vedila come vuoi davvero, basta che la smetti di attaccare le persone come un cane idrofobo.

      Il mio commento di molte ore fa non ha passato la moderazione, ho un centinaio di problemi ma tu “caro” M o LR non sei uno di questi.

  • Ri.Chi.
  • pneumatici michelin

    Si sono stato un pò cattivo.
    Però solo tu puoi avere un’opinione? io no?
    invito te però te chi legge ad andare indietro tra i primi commenti per controllare chi è che ha cominciato ad insultare e come la cosa è continuata: pittura oer teste vuote , orrendi, servi , tu ti fai pagare, narcisisti, tu sei il gallerista o verlato stesso ecc
    Quanto a riguardo non siete stati tanto meglio :cosa vi aspettate che dall’altra parte ci siano sempre agnellini che porgono l’altra guancia?
    vi ho costretto a un bel dibattito senza guanti e le vostre argomentazioni sono finite con un piagnucolio da vittime condito qua e là da altri insulti: io sbraito e attacco a livello personale, poveraccio, tu mi squadri le frasi , non posso scrivere perchè ho paura che mi attacchi ecc
    almeno il sottoscritto ha usato quasi sempre l’ironia per criticare i vostri bei ragionamenti e se ho sbarellato anch’io è perchè anch’io perdo la pazienza dopo credo tre o quattro giorni di ‘sta roba e non venirte a rompere i coglioni con il fatto che ho tempo da perdere: ne avete perso voi quanto ne ho perso io e confronti belli duri non sono tempo perso anzi.

    • Matteo Vanni

      Ascolta bene, ma BENE eh.

      Prima di tutto grazie alla moderazione il mio commento non verrà pubblicato perchè ho dato il peggio di me.

      Sono un essere umano, e come tale ho contraddizioni e gusti personali.
      Non sono uno e trino o multidentitario come altri, io scrivo solo con la mia identità – questo ficcatelo bene in testa.

      Ti ho spiegato il mio concetto di narcisismo per 3 volte cercando di illustrare con che accezione lo usavo. FINE.
      Chi ti ha offeso o i mulini a vento contro cui lotti…affari tuoi e della tua battaglia autoriale/curatoriale.
      So cosa mi piace nell’arte e non voglio che mi si accusi per i miei gusti o disgusti.

      Io stavo per offenderti pesantemente, a livelli a cui mi ero ripromesso di non arrivare più, per fortuna non verrà pubblicato quel commento (spero).

      Non sono vittima, non voglio con-vincere nessuno, la guerra è nella tua testa, personalmente me ne sbatto

      Ripeto: ho un centinaio di problemi ma tu non sei uno di questi.

  • pneumatici michelin

    Si ho scherzato parecchio ma non in modo gratuito e mi sono sempre attenuto a quanto tu hai scritto e chiunque può controllare
    Non ti ho mai insultato pesantemente e gratuitamente ma ho fatto diversi ragionamenti anche lunghissimi e noiosi.
    Alcune mie ipotesi, che ammetto come tutte da verificare, possono essere risultate assai fastidiose ma non illegittime e evidentemente non censurabili.
    Tu hai man mano modificato i tuoi termini e le tue argomentazioni quando ti ho presentato delle obiezioni e quindi se ci pensi un attimo a mente fredda ti renderai conto che la cosa ti è stata assai utile come lo è stata per me.
    Questa è semplicemente la dimostrazione, e non mi rivolgo esclusivamenta a te ,
    che molti di quelli che si occupano di arte non sono capaci di affrontare un dibattito reale senza protezioni e ipocrisie.