Fragilità e bellezza in Emilio Greco

La Fondazione Carichieti rende omaggio all’artista siciliano con una serie di mostre per celebrare cento anni dalla nascita. Il piatto forte è allestito a Palazzo de’ Mayo fino al 29 settembre.

Emilio Greco, Grande figura accoccolata n. 2 (particolare), 1968

La Fondazione Carichieti celebra il centenario della nascita di Emilio Greco (Catania, 1913 – Roma, 1995) presentando nelle sale di Palazzo de’ Mayo, in collaborazione con gli Archivi Emilio Greco e con l’Opera del Duomo di Orvieto, una mostra di sculture e disegni che documentano quarant’anni di attività creativa, dal 1947 al 1987.
La mostra, curata da Gabriele Simongini, si concentra sul tema del corpo nell’opera di Greco,  selezionando sedici sculture fra bronzi, terrecotte, gessi e cementi, oltre a una selezione di 26 disegni in cui sono rappresentati i principali temi affrontati dall’artista: la sensualità del corpo femminile, il volto di donna e gli amanti e poi, anche se più rari, l’autoritratto e la maternità.
Emilio Greco era un autodidatta: inizia la sua carriera copiando monumenti funerari, ma col passar del tempo la sua visione dell’arte si concentra sul corpo della donna in tutte le sue forme. Se nel 1945 Arturo Martini parlava in un suo saggio della scultura come lingua morta vuota e risonante, Greco parlerà con i suoi lavori di una lingua viva della scultura: conferendo ai corpi e ai volti un ritmo, un’energia, una pienezza e allo stesso una malinconia che rapiscono lo sguardo.

Emilio Greco, Figura femminile, 1968Cavaliere, 1986 - collezione privata, Roma
Emilio Greco, Figura femminile, 1968Cavaliere, 1986 – collezione privata, Roma

La mostra è arricchita da un documentario realizzato da Franco Simongini per la Rai tra il 1976 e il 1977, dove si può osservare il lato umano e la maniera intima dell’opera di Greco, confermato nella conferenza stampa dalla presenza della figlia Antonella.
La rassegna proseguirà a Orvieto (dal 22 giugno, nel museo a lui dedicato e inserito nel Museo dell’Opera del Duomo), Roma (Museo di Roma in Palazzo Braschi) e Londra (Estorick Collection) celebrando uno dei maggiori scultori italiani del Novecento, come lo definì anche Picasso vedendo una sua scultura al Museo Rodin e come ratificato dalla Biennale del 1956, quando fu insignito del Gran Premio della scultura.

Valentina Gasperini

Chieti // fino al 29 settembre 2013
Emilio Greco – La vitalità della scultura
a cura di Gabriele Simongini
PALAZZO DE’ MAYO
Corso Marrucino 121
0871 359801
[email protected]
www.fondazionecarichieti.it

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Valentina Gasperini
Valentina Gasperini (Roma, 1987) si laurea in Storia dell'arte contemporanea nel gennaio 2013 presso l'Università la Sapienza in Roma, con una tesi sulla nascita della galleria l'Obelisco. Tra le sue esperienze ci sono diverse collaborazioni nei centri dell'arte contemporanea a Roma, come la galleria Magazzino d'Arte Moderna e l'Istituto Svizzero. Membro di 1to1 projects, piattaforma per la creazione, lo sviluppo e la creazione di progetti di arte contemporanea che ha sede al Macro Testaccio di Roma. Vive a Roma.
  • Rino Regoli

    Finalmente qualcuno di intelligente si ricorda di questo grande scultore!

  • Rino Regoli

    Intelligente anche a mettere in rilievo i suoi strepitosi disegni!

  • Valentina Gasperini

    Grazie Rino,
    la mostra è molto interessante e i disegni ne sono una parte fondamentale; se passi da Chieti questa estate merita una visita.

  • Remo

    Che grande scultore! E’ ingiustamente dimenticato. Bella mostra quella di Chieti.

  • greko

    Basti dire che una grande monografica, così come avviene per arcipienko al louvre o per brancusi al pompidou, la si vorrebbe al macro, al maxxi, a palazzo reale, alla gam di torino, invece ci becchiamo il pecoreccio (in tutti i sensi) vezzoli.