F4. Un festival di fotografia e le sue mostre

Terza edizione per F4/un’idea di Fotografia, festival promosso dalla Fondazione Francesco Fabbri. E fra le molte attività, una grande mostra a Treviso, presso la Casa dei Carraresi. Gli “Sguardi sul tempo” sono allestiti fino all’11 agosto.

Tazio Secchiaroli, Aichè Nanà, spogliarello al Rugantino, 1958 - Collezione privata Dionisio Gavagnin

Molteplici possono essere le ragioni che sottendono all’origine di una collezione, ma nel caso di Dionisio Gavagnin – che generosamente ha messo la sua a disposizione del pubblico di Ca’ dei Carraresi a Treviso – la causa risiede nell’incontro con due dei protagonisti più accreditati, a livello mondiale, dell’arte fotografica. Allorché giovane e “ribelle” studente, Gavagnin fu infatti “impressionato” dall’opera che Franco Vaccari propose alla Biennale del 1972: Lasciate una traccia del vostro passaggio, evento che lo vide co-protagonista e, a distanza di tanti anni, rassegnato a non trovare, fra i 6.000 scatti prodotti, la strip che lo ritraeva mentre faceva “le facce alla maniera di Rainer”. Brillante laureato, più tardi, neoassunto alla Olivetti, si imbatté nell’opera di Ugo Mulas e ne rimase folgorato. Il dato è tratto: passione e curiosità lo spinsero a cercare, studiare e tesaurizzare le fotografie di autori famosi o meno, in un’epoca in cui i costi delle fotografie erano ancora abbordabili.

Nan Goldin, Joey in my mirror. Hornstr., Berlin, 1992 - Collezione privata Dionisio Gavagnin
Nan Goldin, Joey in my mirror. Hornstr., Berlin, 1992 – Collezione privata Dionisio Gavagnin

Al critico Carlo Sala, curatore di questa mostra, riconosciamo l’abilità di aver saputo estrapolare, da una collezione per sua natura molto disomogenea, oltre 200 opere di maestri della fotografia dalle origini ai giorni nostri, delineando così una parabola storica che da Nadar e Muybridge, passando per le avanguardie storiche e le “stranezze” futuriste, ripercorre il reportage (americano ed europeo) fino a giungere all’arte performativa e all’espressività artistica dell’ultimo secolo. In un excursus  visivo in cui sia possibile, accanto agli scatti fotografici universalmente noti, come il tuffatore di Migliori e lo spogliarello di Aiché Nanà di Tazio Secchiaroli, incrociare le fotografie più inedite, direi più intime, quelle che non hanno una vera storia ma sono ricche di aneddoti da raccontare (magari sul loro rinvenimento).
La rassegna chiude con un omaggio a Francesco Jodice, fotografo impeccabile, colto, ma la cui personalità, a dispetto di quanto insistentemente va affermando, è più vicina a quella di un dotto professore che di un artista.

Adriana Scalise

Treviso // fino all’11 agosto 2013
Sguardi sul tempo. Percorsi nella fotografia d’autore
a cura di Carlo Sala
CASA DEI CARRARESI
0422 513150
[email protected]
http://www.fondazionefrancescofabbri.it/piattaforme-culturali/f4/

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Adriana Scalise
Adriana Scalise lavora presso l'Archivio della Biennale di Venezia, laureata in Lingue Orientali (Arabo) e in Conservazione dei Beni Culturali (Storia dell'Arte) da oltre dieci anni nutre interesse nei confronti della Fotografia nelle sue varie declinazioni (storia, estetica e pratica fotografica). In qualità di ricercatrice indipendente collabora con diverse riviste del settore (Gente di Fotografia, Artribune, Fotostorica), partecipa a convegni e pubblica saggi (Verri, ed. Marsilio). Scrive poesie e da alcuni anni porta avanti un progetto fotografico dedicato a "se stessa".