Dal set alla vita. I taccuini fotografici di Costa-Gavras

Settanta scatti inediti del cineasta greco-francese e un omaggio al collega Chris Marker, scomparso lo scorso anno. Momenti rubati, istantanee di viaggio e di lavoro, dentro e fuori dal set. Alla Maison de la Photo di Parigi, fino al 15 settembre.

Costa-Gavras, Fidel castro riceve alcuni cineasti, 2003

Cinema e fotografia sono due linguaggi strettamente interconnessi, fin dagli albori di entrambe le tecniche. Al di là delle somiglianze strutturali, esiste un fitto pattern di intrecci e contaminazioni, anche per quanto riguarda i protagonisti dell’una e dell’altra arte. Molti grandi nomi della regia si sono cimentati con obiettivo e otturatore, utilizzando la fotografia con esiti alterni e in modi diversi. Come attività primigenia e fondante, come nel caso di Stanley Kubrick, le cui foto degli esordi, realizzate per la rivista Look, sono ora esposte a Genova. Oppure come passione, corollario più o meno indispensabile al lavoro di regista o binocolo attraverso il quale studiare la realtà, isolandone alcuni selezionati frammenti, come David Lynch o Giuseppe Tornatore, per citare soltanto due esempi luminosi.
A questa schiera di cineasti appassionati appartiene anche Costa-Gavras (Atene, 1933), i cui scatti in bianco e nero sono al centro di una mostra curata da Jean-Luc Monterosso e Daniel Arnault, alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi.

Costa-Gavras, Shanghai, 1979
Costa-Gavras, Shanghai, 1979

La mostra, sobriamente intitolata Carnets photographiques, mette in luce un aspetto poco conosciuto dell’opera del regista greco naturalizzato francese, il quale lungo tutta la sua carriera pratica la fotografia in parallelo all’attività cinematografica, o meglio, negli interstizi di quest’ultima: sul set, in viaggio, in compagnia di amici e colleghi, o, ancora, in momenti in cui la sua parabola personale entra in collisione con la storia, da testimone di eventi e manifestazioni…
Le settanta foto proposte sono inedite; la maggior parte di esse non era stata neppure stampata dall’autore, ma soltanto raccolta in provini e conservata. Ad eccezione di alcuni ritratti, esposti in anteprima al Festival Photomed (tenutosi in varie location nel sud della Francia) si tratta di materiali presentati per la prima volta al pubblico.

Costa-Gavras, Chris Marker. Piazza Rossa, Mosca, 1970
Costa-Gavras, Chris Marker. Piazza Rossa, Mosca, 1970

Sulle pareti della MEP sfilano familiari di Gavras, personalità del mondo del cinema e della politica, frammenti di viaggi e scene rubate dal set. Le immagini non sono posate, ma, al contrario, colte “à la dérobée”, senza interrompere la fluidità del movimento del soggetto. Lo sguardo sulla realtà è al tempo stesso lucido ed empatico, sostenuto da inquadrature impeccabili, per quanto scevre di tecnicismi.
Il percorso fotografico si conclude con un omaggio al collega Chris Marker (Neuilly-sur-Seine, 1921 – Parigi, 2012), reso attraverso una serie di fotografie da lui scattate nel 1970, sul set del film La confessione.

Giulia Marani

Parigi // fino al 15 settembre 2013
Costa-Gavras – Carnets photographiques
a cura di Jean-Luc Monterosso e Daniel Arnault
MAISON EUROPÉENNE DE LA PHOTOGRAPHIE
5-7 rue de Fourcy
+33 (0)1 44787500
http://www.mep-fr.org

CONDIVIDI
Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.