The Summer is Magic. L’estate della Royal Academy

È difficile credere che sotto l’intricato arazzo cangiante formato da tappi di bottiglia di alluminio creato dall’artista africano El Anatsui che ne copre la facciata palladiana si nasconda il caposaldo della tradizione britannica. E invece è Burlington House. L’installazione “TSIATSIA – searching for connection” è stata commissionata dalla Royal Academy. O meglio, dalla sua anima contemporanea, giunta quest’anno alla 245esima edizione.

Installing the Summer exhibition 2013 (c) Benedict Johnson

Amata, odiata, attesa e discussa, la Summer Exhibition è una certezza del calendario britannico, come Wimbledon, i Proms e la pioggia: non manca infatti a un appuntamento con l’estate londinese dal 1769. Il motivo di tanto successo? Semplice: una formula unica nel mondo dell’arte. Per qualche settimana, infatti, opere di maestri di fama mondiale come Anthony Caro, Anselm Kiefer e Zaha Hadid – tra i partecipanti di quest’anno – sono esposte accanto a quelle di illustri sconosciuti che sperano di diventare il Damien Hirst o la Tracey Emin del futuro. E proprio la ragazza terribile di Margate, schizzata a fama mondiale nel 1999 con il suo My Bed all’epoca degli YBA e che dal 2011 è socia della Royal Academy, è un’assidua partecipante a questo evento. A dimostrare come gli antagonisti di ieri possano trovarsi insospettatamente a proprio agio nel mainstream di oggi.
Come vuole la secolare tradizione dell’Accademia, la mostra è curata da un comitato costituito da artisti e architetti e incaricato di scegliere le opere per la mostra. Mostra che è aperta a tutti coloro che, per la modica cifra di 25 sterline, vogliano tentare la sorte presentando un pezzo alla selezione. Quasi tutte le opere esposte sono in vendita, con prezzi che vanno dalle 100 sterline di una stampa, alle centinaia di migliaia di quelle dei soci dell’Accademia (a cui naturalmente è risparmiato il processo della selezione) e il 30% dei proventi è destinato al finanziamento della scuola.
Ma molto è cambiato da quando la Royal Academy era considerata il simbolo della tradizione (contro cui famosamente si scagliarono i Pre-Raffaelliti di Rossetti e Millais) e ha lavorato duramente per svecchiare un’immagine un po’ sbiadita. Le pareti affollate del periodo vittoriano hanno lasciato il posto a un allestimento arioso e intrigante, curato da artisti per artisti e in cui trovano spazio stili e tecniche diversi, che vanno dalla pittura all’incisione, dalla fotografia alla scultura a modelli architettonici.

Lecture Room at the Summer exhibition 2013- photo John Bodkin
Lecture Room at the Summer exhibition 2013- photo John Bodkin

E proprio la sezione dedicata all’architettura è la grande novità dell’edizione di quest’anno della Summer Exhibition, curata da Norman Ackroyd e dall’architetto Eva Jiřičná. Qui, accanto a progetti della stessa Jiřičná, troviamo modelli in scala di Norman Forster e del bambino prodigio del design inglese, Thomas Heatherwick.
Altre novità sono una sala dedicata al ritratto, con nuovi lavori di Julian Opie, Gavin Turk e Frank Hauerbach, e una alla fotografia curata dall’artista Anne Desmet: un segno della vitalità del panorama artistico della capitale inglese, oggi più che mai al centro del mercato dell’editoria e della stampa.
La qualità della maggior parte delle opere in mostra è innegabile: sono pezzi difficili, dice Humprey Ocean, che ha curato le due West Room (Large e Small) come un insieme unico che gravita attorno a Cornwall Spiral di Richard Long, che invita lo spettatore a farsi coinvolgere emotivamente da ciò che lo circonda.
Con centinaia di quadri di tutte le dimensioni che si contendono spazio e attenzione sulle pareti, sono spesso le sculture quelle che si notano di più. Come Blame the Tools di Ron Arad, modello tridimensionale a grandezza naturale di una Fiat 500 in acciaio e bronzo: un’ironica riflessione su quanto siano aumentate le dimensioni delle nostre auto negli ultimi cinquant’anni.
Ai coloratissimi arazzi della serie The Vanity of Small Differencies (2012) creati dal vincitore del Turner Prize 2003 Grayson Perry è dedicata un’intera sala, l’ultima. Ispirati a La Carriera di un libertino di William Hogarth, sono allo stesso tempo un magnifico esempio della capacità di Perry di appropriarsi di tecniche tradizionali per i propri fini espressivi e una graffiante riflessione sullo stato della moderna società britannica. Da soli valgono una visita alla Summer Exhibition.

Paola Cacciari

Londra // fino al 18 agosto 2013
Summer Exhibition 2013
ROYAL ACADEMY OF ARTS
Burlington House – Piccadilly
+44 (0)20 73008000
www.royalacademy.org.uk

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Paola Cacciari
Laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna con una tesi sul costume femminile bizantino nei mosaici di San Marco a Venezia, e con un Master in Renaissance Studies alla University of London, Paola Cacciari è storica dell’arte e ricercatrice, specializzata in Storia dell’Arte Moderna. Ha studiato per il Diploma in Translation all’University of Westminster ed è traduttrice freelance associata all’Institute of Translation & Interpreting (ITI). Ha collaborato con diverse riviste indipendenti, scritto per Exibart e Grandimostre e dal 2011 collabora con Artribune. In qualità di ricercatrice, traduttrice e consulente linguistica ha collaborato alle ricerche bibliografiche e testuali per articoli riguardanti gli oggetti delle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londra pubblicate sulla rivista accademica Renaissance Studies e per mostre e cataloghi tenutesi allo stesso museo. Vive a Londra.