Questo non è un museo. Magrittismi in Messico

“Esto no es un Museo”: un progetto che dalla Spagna sbarca in Messico per esibire una gran varietà di dispositivi mobili che, circolando nell’ambiente urbano, producono conoscenze per mezzo della relazione dell’arte con un’esperienza educativa. Contrapponendosi alla “normale” logica di proporre opere d’arte o esperienze artistiche solo negli spazi ordinari dei musei. A Città del Messico, fino al 30 giugno.

Diego Pérez, Biblioteca de Nezahualcóyotl, México DF, 2006

Esto no es un Museo. Artefactos móviles al acecho nasce dalla necessità di esplorare un fenomeno sempre più forte a livello mondiale, cercando di interpretarne le cause partendo da casi specifici, rappresentanti una frattura interna nella funzione dell’istituzione museale. Il lavoro curatoriale è il risultato di un lungo processo che include ricerca, formazione, diffusione e valutazione critica: inizia nell’Università di Barcellona nel 2010, prosegue con giornate di dibattiti e la realizzazione di “strutture portatili” in alcune residenze artistiche spagnole, per poi essere presentato pubblicamente nell’esposizione collettiva del Centro d’arte contemporanea di Vic (ACVic) alla fine del 2011. Questo momento coincide con nuovi incontri che analizzano l’evoluzione del lavoro e con la pubblicazione del materiale accumulato, così documentando l’esperienza e rendendone possibile la riflessione (Roulotte:09). Successivamente quest’archivio in formato di mostra è stato diffuso in altre città, dando avvio a esperienze analoghe però in contesti differenti.
Il gruppo di ricerca Acción Interdisciplinaria en Arte y Entorno (GIAI-AE), nella sua funzione di mediatore nella città del Messico, ha coordinato il progetto creando i vincoli necessari per dare vita a un sistema policentrico di diverse entità che si sono occupate di organizzare le attività, corollario del progetto curatoriale (seminari, conferenze e tallers). Da questo lavoro congiunto nascono i 17 casi messicani aggiunti a quelli già ideati durante l’itineranza della mostra in Spagna, Slovenia (estate 2012) e Washington (gennaio 2013), tutte illustrate nella pagina web dedicata al progetto.

Verónica Toscano, taller del Ecomuseo Transurbano, Messici DF 2008-2013
Verónica Toscano, taller del Ecomuseo Transurbano, Messici DF 2008-2013

La maggior parte degli artefatti portatili scaturiscono da neccessità esterne al museo e circolano nello spazio pubblico come piattaforme nomadi che, con la collaborazione diretta e autogestita delle persone, incoraggiano esperienze educative e sociali. In pratica questi dispositivi nascono e sono vincolati a un contesto territoriale preciso, infatti la loro realizzazione è conseguenza di una pratica comunitaria (estetica e politica), però la loro transizione in altri ambienti produce ricezioni e confronti nuovi che strutturano concetti e discorsi alternativi.
L’esposizione promuove attività libere e partecipative, nonché un dibattito costante sulle esperienze e sui suoi risultati, aprendo importanti aspettative per la vita socio-artistica di qualsasi Paese; per questo  speriamo in una sua continua evoluzione, come è avvenuto per il progetto Post-it City che, a cura dello stesso Martí Peran, si protrae dal 2008.

Romina Viggiano

Città del Messico // fino al 30 giugno 2013
Esto no es un museo
CENTRO CULTURALE DE ESPANA EN MEXICO
+52 (0)5521 192528
[email protected]
ccemx.org
estonoesunmuseo.com

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Romina Viggiano
Romina Viggiano è nata a San Donà di Piave (VE) nel 1982. Laureata in Beni storico artistici e con una specializzazione in Storia dell’arte all’Università di Siena. Ha approfondito e svolto ricerche soprattutto sull’arte del XX secolo, italiano e spagnolo. Dal 2007 ha vissuto a Barcellona dove ha (anche) seguito un master e iniziato a interessarsi ai progetti artistici più attuali; alla loro relazione con l’educazione, la cultura e la società. Da alcuni mesi si trova a Città del Messico, inizialmente per entrare in un dottorato, tuttavia ora sta seguendo corsi e scoprendo le terre e l’arte d’oltreoceano.