L’ironia del tempo secondo Milton Gendel

Avevamo lasciato Milton Gendel, un anno fa circa, con la mostra al Museo Praz “Visitor book: ospiti a casa Praz”. Lo ritroviamo con i suoi scatti ironici e spensierati, moderni e mai retorici in “Fast Forward” da Montoro 12, a Roma, fino al 22 giugno.

Milton Gendel, Self-Portrait, Via Appia, Rome, 1950
Milton Gendel, Self-Portrait, Via Appia, Rome, 1950

Oltre cinquant’anni di storia e ventiquattro immagini racchiudono l’essenza della personalità, la cultura e l’esperienza di Milton Gendel (New York,  1918), residente a Roma dal 1949, fotografo, critico d’arte e collezionista.
Non c’è “imborghesimento”, educazione, moralismo; piuttosto compiacimento o nostalgia in questi scatti. Domina la simpatia e l’approccio disinibito del fotografo, che ha fatto della sua realtà, densa e vissuta spesso a contatto con importanti personalità della cultura e dell’arte europea e internazionale, una delle possibili “visioni” alternative che ancora oggi non subiscono il distacco del passato, l’ossessione della nostalgia, ma risvegliano il sorriso e il compiacimento di uno sguardo vigile e affascinato dalle casualità.
In questo “aller-retour tra passato e presente”, come lo chiama Peter Benson Miller, il fotografo opera una mediazione umoristica sull’immagine. Così, grazie agli scatti di Gendel, anche “schegge” del nostro passato storico-artistico si manifestano sotto una luce assolutamente nuova, spontanea e immancabilmente ironica.

Claudia Fiasca

Roma // fino al 22 maggio 2013
Milton Gendel – Fast Forward
a cura di Peter Benson Miller
MONTORO12
Via di Montoro 12
06 68308500
[email protected]
www.montoro12.it

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Claudia Fiasca
Nata nel 1988, vive a Roma. Si laurea nel 2011 in Storia dell’arte con una tesi in Arte Contemporanea e consegue nello stesso anno un master in Estetica e Comunicazione museale. Attualmente sta approfondendo i suoi studi frequentando il corso di laurea magistrale presso l’Università di Roma La Sapienza. Adora i dettagli ed è una silenziosa osservatrice. Le piace stare in treno e ammirare le vicende umane nelle sale d’attesa degli aeroporti. Porta sempre con sé carta e penna, per scrivere d’arte e ricordare piccoli eventi comuni che a volte, lasciano una sensazione immemorabile. Ha iniziato a scrivere poesie dall’età di otto anni. Ora pensa e si adopera per il suo futuro da critica e curatrice.