Le icone contemporanee di Maria Vittoria Backhaus, tra ironia e leggerezza

L’ironia di Maria Vittoria Backhaus incontra lo spazio de La Fenice Gallery con un progetto che indaga con leggerezza il senso dell’icona in una realtà tanto frammentata come quella attuale. A Venezia, fino al 28 luglio.

Maria Vittoria Backhaus, Icon # 09, 2013

Cosa significa essere icona nell’età contemporanea? Maria Vittoria Backhaus (Milano, 1942) si pone questa domanda nella personale 7ICONS allestita nell’intimo spazio de La Fenice Gallery, a pochi passi dall’entrata principale del celebre teatro veneziano. Sette icone, certo, ma soprattutto sette individui divenuti innanzitutto significanti, sembrano suggerire le vibranti composizioni barocche costruite dalla fotografa: “Mick Jagger era un simbolo della contestazione giovanile e ora cos’è”, si chiede l’artista, “se non un gadget?”. L’immagine si fa ricettacolo di citazioni più o meno personali e scava nella memoria del visitatore, inizialmente ammaliato dalla gioia cromatica.

Viene presentato, inoltre, il trailer di The Red Sheep, il documentario sulla sua vita a cura di Sara Tirelli: come a dire che l’arte di Maria Vittoria Backhaus è inscindibile dal modo in cui ha combattuto e affrontato la vita.

Filippo Lorenzin

Venezia // fino al 28 luglio 2013
Maria Vittoria Backhaus – 7Icons
LA FENICE GALLERY
Corte del Tagliapietra
041 523 2333
[email protected]
www.lafenicegallery.com

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Filippo Lorenzin
Filippo Lorenzin è un critico d’arte contemporanea e curatore indipendente. Si interessa principalmente del rapporto tra arte, tecnologia e società, seguendo un percorso in cui confluiscono discipline come l’antropologia, la psicologia e la storia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e allo Iuav, sviluppando un interesse nelle ricerche artistiche che si confrontano con le problematiche derivanti dalle modalità di interazione tra individui, contesti culturali e strumenti. Ha realizzato numerosi studi riguardanti il rapporto tra arte contemporanea, Internet e pubblico online, affrontando casi come il crowdfunding e le mostre d’arte virtuali. Affascinato dal confronto diretto, predilige la forma dell’intervista in quanto occasione per discutere e imparare.